Parole d’onore: parlano i mammasantissima

In tribunale
Le massime aspirazioni del siciliano sono tre: mangiare carne, cavalcare carne, comandare carne. Parola di Angelo Nicosia, parlamentare della Commissione Antimafia negli anni ‘60 e ‘70. Dopo la lettura delle Parole d’onore scritte da Attilio Bolzoni e da poco pubblicate da Bur-Rizzoli, nulla sembra più vero. Perché il giornalista siciliano non ha fatto altro che collazionare dichiarazioni dei più noti ed efferati mafiosi, e poi commentarle in modo asciutto e rigoroso.
Ne è venuto fuori un diagramma dell’Isola in parte ancora inedito e sotto traccia, e capace al tempo stesso di restiturci un ritratto, per così dire, “dal di dentro”, delle mille metamorfosi degli uomini di Cosa Notra. Con la novità, decisiva, che a parlare stavolta sono gli stessi mafiosi. Così, ad esempio, è Totò Riina a tracciare il ritratto del pentito e a dire che la “curiosità è l’anticamera della sbirritudine”; oppure è lo stesso Tommaso spadaro, noto in loco come Don Masino, ad autodefinirsi “il Gianni Agnelli di Palermo”. Dunque, i mammasantissima parlano. E parlano di un pò di tutto: di moralità e di famiglia, di affari e di delitti, di regole e di amori, di soldi e religione, di vita e di morte. Con un codice asciutto e di una coerenza così rigida e razionale da dare ragione a ciò che una ventina d’anni fa scriveva Leonardo Sciascia: e cioè che in Sicilia si nascondono i cartesiani peggiori.

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