I nuovi imperi. La mappa geopolitica del XXI secolo

Barili di petrolio
Tecnologia, innovazione, ricerca? Macché, l’equilibrio geopolitico del XXI secolo si deciderà ancora a colpi di barili di petrolio. Il buon vecchio oro nero sembra destinato a continuare ad essere il vero ago della bilancia del potere nel mondo prossimo venturo.
Così almeno sostiene Gianluca Ansalone nel libro I nuovi imperi. La mappa geopolitica del XXI secolo, edito da Marsilio. Chi pensava che si andasse verso la ricerca di fonti alternative, in una corsa all’energia pulita e inesauribile che sembrerebbe indispensabile soprattutto per le grandi potenze di domani si dovrà ricredere. A farla da padrone saranno ancora per un bel po’ i vecchi combustibili fossili, con petrolio e gas naturale in testa. Chi saprà aggiudicarsi i giacimenti migliori acquisterà un indubbio vantaggio sulla scena politica mondiale.
“Per crescere”, scrive Ansalone, “il mondo brucia soprattutto petrolio: esso copre da solo quasi il 40 per cento della domanda globale di energia, con più di 80 milioni di barili al giorno”.
Ma quali cambiamenti politici dobbiamo aspettarci? “Uno scenario internazionale sicuramente meno lineare di quello che il mondo ha conosciuto nel XX secolo”, avverte Ansalone; “alcune parti del pianeta si troveranno a perdere la loro centralità; altre diventeranno il ‘cuore dei nuovi imperi’ o saranno imperi essi stessi”.
Quali saranno allora le aree-chiave nei prossimi decenni? Per esempio l’Asia Maior, “l’area geopolitica che va dal Caucaso ai confini con la Cina, bacino di ricchezze energetiche naturali senza pari e oggetto di desiderio e di contesa tra le grandi potenze”. La posta in gioco, avverte l’autore, è costituita in buona misura “dalla possibilità di accedere ai vasti giacimenti di idrocarburi di cui alcuni paesi della regione sono ricchi”. Soprattutto il Kazakhstan, ma anche il Turkmenistan e l’Uzbekistan. E sono molte le potenze, a cominciare dalla Cina, che stanno intessendo fitti rapporti diplomatici e commerciali con i cosiddetti “-stan countries” al fine di garantirsi una buona riserva energetica, essenziale alla crescita economica.
La Russia non sta certo a guardare anche perché tra i paesi più interessati a garantirsi una presenza nell’area ci sono gli Stati Uniti, l’unica vera superpotenza del XX secolo, quella cui tutte le potenze emergenti cercano di fare da contrappeso per superare l’attuale squilibrio.
Sicuramente il fattore demografico avrà un’influenza determinante nel fare di Cina e India due nuovi imperi. La Cina è definita come impero dell’hardware, non a caso il paese è considerato “la fabbrica del mondo”. L’India sarà un impero soft, che punta sui giovani, l’istruzione, la tecnologia, l’inglese, insomma sulla conoscenza. Poi ci saranno il Brasile, definito impero verde-oro perché, oltre al petrolio, investe anche nei biocombustibili (insieme agli Usa produce il 70 per cento dell’etanolo mondiale) e la Russia, che si distinguerà come impero energetico. Che ne sarà degli Stati Uniti? Definiti “impero senza impero”, resteranno la potenza con cui fare i conti ma dovranno, se non cedere lo scettro del comando, tenuto saldamente in mano dalla fine della Guerra fredda, almeno dividerselo (o, in una visione forse più realistica, contenderselo) con i quattro imperi emergenti.

Commenti

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Il 11 Ottobre 2008 alle 22:21 ether.zooth ha scritto:

Condivido pienamente.
Ci siamo dimenticati solo di 1 cosa:

The NEW WORLD ORDER : IL NUOVO ORDINE MONDIALE.

La crisi finanziaria globale odierna è proprio l’innesto di quelche avverrà, con l’aggiunta del trattato segreto fatto fra l’ONU e la NATO.

Il 20 Dicembre 2008 alle 01:42 sMemo » C’è chi può e chi boh ha scritto:

[...] Ora, mettiamo caso che io gli altri pochi grandi produttori di spletorro ci accordiamo e diciamo: “Alle persone il nostro preziosissimo spletorro continuerà a servire, quindi se noi siamo culo e camicia nel decidere la politica dei prezzi, non possiamo far altro che vivere da nababbi!“. Che stronzi che siamo, penserete voi. Abbastanza, vi dirò io. Anche perché - è ormai risaputo da qualche decennio - prima o poi l’oro bianco a nostra disposizione finirà, non ce ne sarà più, per nessuno. Insomma, più prezioso di così! [...]

Il 23 Marzo 2010 alle 12:00 Notizie dai blog su dalla geopolitica alla geofilosofia ha scritto:

[...] I nuovi imperi. La mappa geopolitica del XXI secolo Tecnologia, innovazione, ricerca? Macché, l’equilibrio geopolitico del XXI secolo si deciderà ancora a colpi di barili di petrolio. Il buon vecchio oro nero sembra destinato a continuare ad essere il vero ago della bilancia del potere nel mondo prossimo venturo. Così almeno sostiene Gianluca Ansalone nel libro I nuovi imperi. blog: canale libri | leggi l’articolo [...]

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