Che il libro sia con te e con il tuo spirito

Libri antichi

Di Sandra Pertignani

André Malraux l’aveva previsto: “Il XXI secolo sarà spirituale o non sarà affatto”. E così l’altro grande “profeta” novecentesco, Carl Gustav Jung, che annunciò l’avvento, verso il 2160, dell’Era dell’Acquario, portatrice di un cambiamento spirituale rivoluzionario. Sarà così? Nell’attesa, in questi tempi grigi di crisi e recessione economica, i lettori vanno in cerca di consolazione e rifugio: meno disimpegno e più spirito. Credenti e non credenti s’interrogano sull’interiorità e vanno esplorando le antiche radici comuni a tutte le fedi. E l’editoria, non solo quella specialistica, ma anche quella tradizionalmente lontana da questi temi, è pronta a sfruttare il business.
La Feltrinelli fa dialogare scienza e religione, attraverso un autore come Piergiorgio Odifreddi, e mette a confronto un parroco, Gennaro Matino con lo scrittore Erri De Luca (Almeno cinque, che esplora la “fisicità del divino”). La Baldini Castoldi Dalaipubblica un romanzo-documento che dà complicati insegnamenti sul Buddismo tibetano (Il demone e il Dalai Lama di Raimondo Bultrini). E mentre le collane dei classici antichi, greci e latini (da Epicuro a Seneca), si arricchiscono di nuove edizioni, la Mondadori inaugura in questi giorni una collana, “Spiritualità”, con opere dei grandi maestri (dal Dalai Lama a Thich Nhat Hanh, al cardinale Carlo Maria Martini). Dice il curatore, Emanuele Basile, senza smentire che il 7 per cento del fatturato della casa editrice deriva da titoli dedicati allo spirito: “Abbiamo rilevato un interesse così crescente per il settore da ritenere utile orientare il pubblico con una collana in cui confluiscono i best-seller dei grandi guru occidentali e orientali, accanto a nuovi titoli”. Questo mentre nei Meridiani Mondadori un volume è dedicato al filosofo e teologo chassidico Martin Buber (Storie e leggende chassidiche), al quale si deve, fra l’altro, una frase che potrebbe diventare il simbolo della nuova tendenza: “In principio è la relazione”.
Relazione con la divinità, col sé, con l’altro. “È un fenomeno positivo che si disgreghi l’attaccamento morboso al proprio credo” commenta lo studioso Massimo Jevolella, di cui sta uscendo, per le edizioni Red, Rawa. Il racconto che disseta l’anima. “Un fenomeno di massa che contrasta i fondamentalismi. Non si tratta di un supermercato delle fedi, ma di una sincera ricerca individuale che ognuno percorre secondo le sue necessità interiori”.

Che quello attuale, rispetto al passato, sia un pubblico più esigente lo conferma Gabriella Caramore, che da 16 anni conduce su Radio Tre la seguitissima trasmissione Uomini e profeti, nata nei primi anni Ottanta per colmare il vuoto di cultura religiosa che caratterizzava molti laici. “Il deficit di spiritualità delle società contemporanee” dice “spinge inevitabilmente verso una sete d’anima di pirandelliana memoria che può anche rischiare la moda passeggera, ma nella maggior parte dei casi è sincera ricerca di un proprio percorso formativo, faticoso, serio”. Legata alla trasmissione è nata una collana omonima per l’editore Morcelliana dove si trovano i commenti di grandi maestri spirituali, soprattutto cattolici ma non solo, come Enzo Bianchi, Paolo De Benedetti, Gustavo Zagrebelsky, presenze assidue del programma.
La novità è proprio la spiritualità laica, concetto che incontra ancora parecchie resistenze, nonostante l’acceso dibattito suscitato dal saggio di André Comte-Sponville Lo spirito dell’ateismo, pubblicato in Italia dalla Ponte alle Grazie l’anno scorso. “La spiritualità è ciò che resta della fede quando la si è persa” dice il filosofo francese. E forse siamo davvero dentro quella “rivoluzione spirituale” che secondo un altro pensatore, Paul Heelas, studioso della New age, punta sulla realizzazione dell’individuo anche al di fuori di un percorso strettamente religioso.
“Io parlerei di spiritualità come formazione” suggerisce Antonella Parigi, organizzatrice della manifestazione Torino spiritualità (giunta al quarto anno toccando 32 mila presenze) da cui ha preso vita la nuova collana “Sguardi” presso la Bollati Boringhieri. “La gente ci segue proprio perché crediamo in una cultura formativa. Vengono ad alimentarsi di discorsi complessi, a cercare una strada per arricchirsi interiormente, perché sentono il grosso handicap di un’educazione solo tecnicistica”. Non a caso due recenti saggi della collana s’intitolano Un’etica per i laici, di Richard Rorty, e Impresa e morale, di Joel Bakan. “Se i finanzieri che ci hanno portato al disastro si fossero occupati di spiritualità, oltre che di economia, forse oggi non ci troveremmo ad affrontare questa crisi che non si sa dove conduce” osserva Antonella Parigi. Il prossimo titolo di “Sguardi” sarà Il diverso come icona del male di Marco Aime ed Emanuele Severino sui pregiudizi che alimentano tanti conflitti nelle società contemporanee.

E se la Adelphi non sente il bisogno di una collana specifica, ma continua la sua ricerca attraverso grandi autori di sempre (Gershom Scholem, Simone Weil, Jiri Langer), all’Astrolabio Ubaldini l’amministratore Luca Bertillo rivendica il primato di tenere sempre vivo un catalogo che non passa di moda perché “non seguiamo il mercato ma forniamo gli strumenti necessari a ogni seria ricerca spirituale”. Hanno pubblicato per primi i grandi maestri orientali che ora vanno per la maggiore e nei primi mesi del 2009 usciranno il Diario spirituale di Yogananda, due testi di Krishnamurti e altri due nuovi libri di Thich Nath Hanh. Se Joshua Volpara, direttore editoriale della Jaca Book, difende la ricerca della sua casa editrice nel campo dell’”antropologia religiosa” contro “la catastrofe della merce e del consumo”, ricordando autori come Raimon Panikkar (di cui pubblicheranno Mito, simbolo, culto), Simone Pagliaga, portavoce della Raffaello Cortina, presenta Il furore di Dio, sul conflitto dei tre monoteismi di Peter Sloterdijk. “Nella generale mancanza di nuovi scenari e nuove teorizzazioni” commenta “solo la religione resta depositaria di idee forti”. E infatti alle Edizioni Paoline non si sentono minacciati dalla concorrenza. Procedendo su testi di ortodossia cristiana, ora puntano su una nuova collana che promuove il dialogo interreligioso. A gennaio esce un volume sull’Ebraismo.

LEGGI ANCHE: Il prefisso di Dio, sulle tracce dell’undicesimo comandamento - La sopravvivenza spirituale nell’era della globalizzazione

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Il 1 Dicembre 2008 alle 07:52 Editoria religiosa: un boom (anche per il fatturato) pure nelle editrici laiche « SPIRITUAL SEEDS ha scritto:

[...] Questo ed altri interessanti dati emergono da un articolo di Panorama dedicato al fenomeno ed in cui i principali protagonisti del settore fanno il punto della situazione. “Abbiamo rilevato un interesse così crescente per il settore da ritenere utile orientare il pubblico con una collana in cui confluiscono i best-seller dei grandi guru occidentali e orientali, accanto a nuovi titoli”, afferma per esempio Emanuele Basile, direttore della collana “Spiritualità” della Mondadori. “Il deficit di spiritualità delle società contemporanee - gli fa eco Gabriella Caramore, che dirige la collana “Uomini e profeti” della Morcelliana, emanazione dell’omonima trasmissione- “spinge inevitabilmente verso una sete d’anima di pirandelliana memoria che può anche rischiare la moda passeggera, ma nella maggior parte dei casi è sincera ricerca di un proprio percorso formativo, faticoso, serio”. “Nella generale mancanza di nuovi scenari e nuove teorizzazioni” conclude Simone Pagliaga, portavoce della Raffaello Cortina “solo la religione resta depositaria di idee forti”. [...]

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