Il virus del XXI secolo? Si chiama “Affluenza”

La banca Lehman Brothers alla Borsa di New York
Vorreste che la gente vi dicesse che siete attraenti? Oppure ritenete che fare shopping è una cosa fondamentale? Bè se pensate di sì allora avete contratto l’affluenza.
Non stiamo parlando di una nuova sindrome influenzale proveniente da qualche paese asiatico che ogni anno con l’inizio dell’inverno colpisce milioni di occidentali; tuttavia sempre di un virus si tratta e a questo male ha cercato di dare una risposta lo psicologo inglese Oliver James nel suo ultimo libro Affluenza: il virus che minaccia la classe media pubblicato dalla casa editrice Excelsior 1881.
La classe media, quella che una volta veniva chiamata borghesia, in questi giorni sta attraversando un momento molto difficile a causa della grave crisi economica che sta scuotendo le economie mondiali. E come la crisi è partita da New York, anche l’affluenza ha avuto la sua origine nella Grande Mela dove tutto è possibile.
Questo virus, infatti, prospera dove prevalgono i valori del Capitalismo egoista e selvaggio che punta a privatizzare tutto e che ritiene che ogni cosa può essere risolta grazie al libero mercato. Lo psicologo ha raccolto una serie di storie di uomini e donne che vivono nell’ansia eterna di possedere sempre di più per potersi poi rapportare in modo adeguato ai loro vicini di casa o di scrivania. E attraverso queste storie ci aiuta a capire cosa realmente ci ha trascinati nella più grande recessione economica dai tempi di quella più volte citata - quasi nel tentativo di esorcizzarla - del 1929.
Ora che ci siamo dentro non possiamo far altro che ascoltare i consigli di Oliver James e sperare che la classe politica riesca nell’intento di farci uscire dalla crisi. Tanto per cominciare: “Nella nostra società i più ricchi vengano privati di una buona parte della loro ricchezza e gli stipendi dei grandi dirigenti vengano regolamentati così che non possano superare di cinque volte il livello medio delle retribuzioni nazionali”, ammonisce l’autore. Una volta azzerati i privilegi si può ricominciare l’edificazione della piramide dei valori. Tre i fondamentali: la meritocrazia, l’egualitarismo e l’emancipazione della donna. Tre pilastri che i paesi economicamente progrediti vantano come traguardi raggiunti da tempo, ma che invece sono disattesi in larghi settori della società. Come la crisi in atto sta mostrando giorno dopo giorno.

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