
Londra, novembre 1966. Seduto a pochi centimetri dal suo produttore, John Lennon imbraccia la chitarra acustica. Sta per mettersi a cantare, ma un attimo di timidezza gli paralizza le dita e le corde vocali. Poi, parte e suona per la prima volta quella che oggi tutto il mondo conosce come Strawberry fields forever, il brano chiave del disco più importante della storia del pop: Sgt. Pepper’s lonely heart club band.
Un capolavoro firmato Beatles, sulla cui realizzazione sono fiorite centinaia di leggende metropolitane, compresa quella di un uso spavaldo di allucinogeni da parte dei quattro di Liverpool. Ma ora la fiabesca genesi dell’album non ha più segreti grazie alle preziose pagine di Summer of love, The making of Sgt. Pepper (Edizioni Coniglio), scritto da George Martin, produttore e storico collaboratore della band. Ed è proprio lui a svelarci che Good Morning good morning (il pezzo si chiude con un un gallo canterino) era una canzone ispirata alla pubblicità tv dei Kellogg’s corn flakes, quella che come slogan aveva “Una buona giornata inizia con i Kellogg’s”.
Non solo: dal racconto articolato di Martin scopriamo anche che i Beatles, in effetti, si facevano e che una volta Lennon, sotto effetto di Lsd, urlò di volersi lanciare dal tetto di un edificio. Questa, la confessione di Ringo Starr: “Abbiamo preso molte sostanze, ma mai quando suonavamo. Ben presto abbiamo scoperto che se ti facevi in qualsiasi modo, la musica che poi suonavi era merda. Quindi, le nostre esperienze ce le facevamo prima, poi trasferivamo il risultato di quelle esperienze nella nostra musica”.
Una musica che, al di là di Sgt. Pepper, non conosce l’usura del tempo. Come sostiene il giornalista e saggista Alfredo Saitto in Yesterday (Donzelli editore). Per lui il brano che dà il titolo al suo libro è la canzone perfetta, risuonata e ricantata da oltre tremila artistidi ogni angolo del globo.
Ma pregi di Yesterday a parte, il libro di Saitto ripercorre le più incredibili voci mai confermate che hanno accompagnato la carriera degli “scarafaggi”. La più bizzarra? Quella secondo cui Paul Mc Cartney sarebbe morto in un incidente stradale il 9 novembre 1966 alle cinque del mattino. Il volto orrendamente sfigurato della vittima non ne avrebbe mai consentito l’identificazione. Il sostituto, che ancora oggi tutto il mondo chiama Paul McCartney, sarebbe poi stato reclutato in un casting segreto organizzato dal fan club. Un sosia, dunque, magari quello che il vero McCartney avrebbe voluto avere al momento di liquidare l’ex moglie, Heather Mills, con un assegno record da 87 milioni di euro…
- Venerdì 12 Dicembre 2008

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Commenti
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Il 11 Febbraio 2009 alle 18:11 grifoware ha scritto:
Posso capire che un comune mortale non sia informato e quindi possa credere che nell’album Sgt. Pepper ci sia anche Strawberry fields forever, ma inserire in un articolo “il brano chiave del disco più importante della storia del pop: Sgt. Pepper’s lonely heart club band” è proprio il modo peggiore per commentare un libro del quale si sono lette a malapena poche pagine o addirittura solo le recensioni di altri. Se uno ritiene di poter fare giornalismo così…..
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