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	<title>Libri &#187; Luca Crovi e il suo amore per Edgar Allan Poe, con uno sguardo al noir italiano</title>
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	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Luca Crovi e il suo amore per Edgar Allan Poe, con uno sguardo al noir italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 09:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simona.santoni</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il conduttore radiofonico di <em>Tutti i colori del giallo</em> è cresciuto coi racconti dello scrittore americano e i fumetti tratti dalle sue opere: "Mio padre era costretto a leggermi i baloon che all'epoca non ero in grado di leggere". La salute del mistery nostrano? "Eccellente!" ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/01/15/496f74b08ac32_zoom.jpg" alt="gatto-nero" border="0" width="500" /><br />
Il gatto nero <em>è uno dei racconti di Poe preferiti da Luca Crovi</em></p>
<p>Il 19 gennaio è il bicentenario della nascita di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_allan_poe" target="_blank">Edgar Allan Poe</a>, maestro senza tempo del noir. Per l&#8217;occasione <em>Panorama.it</em> incontra <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/tuttiicoloridelgiallo/bio.cfm" target="_blank">Luca Crovi</a>, conduttore del programma di Radio Due <em>Tutti i colori del giallo</em>, scrittore dell&#8217;omonima monografia sul thriller italiano, dell&#8217;antologia del brivido <em>L&#8217;assassino è il chitarrista</em> e autore di gialli.</p>
<p><strong>È vero che Poe è stato tra i suoi autori preferiti  sin da piccolo e che è stato lei a farlo &#8220;scoprire&#8221; a suo padre, lo scrittore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Crovi" target="_blank">Raffaele Crovi</a>?</strong><br />
I quattro autori che da bambino mi hanno letteralmente cullato sono stati Poe, Stevenson e i fratelli Grimm. Ho sempre amato quelle storie che mi spaventavano e che mio papà mi leggeva o riraccontava come piaceva a lui a braccio, aggiungendo qua e là lunghe digressioni che erano tutta farina del suo sacco. In particolare, al mare si divertiva a sceneggiarmi, il giorno dopo, i film che lui era andato a vedere al cinema con mia mamma: si immagini quando a 8 anni mi sono sentito raccontare per filo e per segno <em>Profondo Rosso</em> di Dario Argento&#8230; Poe per la prima volta lo scoprii sbirciando le pagine de <em>Il giornalino</em>, dove Franco Caprioli aveva illustrato magnificamente <em>La discesa nel Maelstrom</em> e mio padre fu costretto a leggermi i baloon e le didascalie che all&#8217;epoca non ero in grado di leggere, poi gli toccò leggere <em>Lo scarabeo d&#8217;oro</em>. Anche lui era affascinato come me dalla grande forza di quelle storie e sembrava leggerle per la prima volta con me, poi io iniziai ad essere autonomo nelle letture e mi impadronii delle raccolte di racconti fantastici e dell&#8217;orrore che  non mi facevano dormire ma mi facevano letteralmente viaggiare nel tempo e nello spazio. Il legame affettivo fra Poe e il mondo dei fumetti intanto proseguiva per me grazie alle splendide trasposizioni di Dino Battaglia e di Breccia che apparivano sulle pagine del <em>Corriere dei Ragazzi</em> che per un lungo periodo ricevetti a casa gratis assieme al <em>Corriere dei Piccoli</em> perché uno dei redattori che lo componeva era Tiziano Sclavi (il papà di Dylan Dog), che era stato scoperto e lanciato dal mio babbo e mi mandava come una sorta di zio d’America incredibili storie di paura da leggere.</p>
<p><strong>Poe ha influenzato ovviamente la letteratura successiva, ma anche l&#8217;arte, la musica, il cinema&#8230; A distanza di 200 anni dalla sua nascita, Poe sembra ancora così contemporaneo. Perché secondo lei conserva questo fascino? </strong><br />
Sono un collezionista minuzioso dei dischi che sono stati tratti dalle opere di Poe, dal mitico <em>Tales of Mistery and Imagination</em> di Alan Parson Project (arricchito dalla voce narrante di Orson Wells) a <em>The Raven</em> di Lou Reed (dove fa capolino anche l&#8217;amico David Bowie), da il <em>Crollo della Casa Usher </em>e <em>Il caso Valdemar</em> orchestrati da Ludovico Einaudi a <em>Murders in the Rue Morgue</em> degli Iiron Maiden. E mi sono divertito un sacco a raccogliere le suggestioni e le emozioni scatenate da Poe in molti dei narratori di suspense che ho intervistato per la radio, da Richard Matheson che ne portò al cinema i racconti assieme a Roger Corman, a Michael Connely che si è divertito a usare un florilegio delle sue frasi nelle imprese delittuose del suo serial killer <em>Il Poeta</em> e gli ha anche dedicato una bellissima antologia per il bicentenario della nascita. E proprio per rispondere alla sua domanda mi piace citare Matthew Pearl che ne <em>L&#8217;ombra di Poe</em> (Rizzoli) ha cercato di rianalizzare filologicamente gli ultimi giorni di vita dello scrittore americano. &#8220;Poe ha la capacità di essere estremamente sofisticato – mi confessava Pearl - ma di  non intimidire i lettori e per questo piace ancora oggi ai giovani che non si sentono schiacciati dalla sua personalità né dal suo stile letterario. Ha uno stile che non è mai pomposo e non è mai predicatorio ma è profondamente sensibile. Poe, non inganniamoci, non è un romanziere per ragazzi. Anzi, quando lo si riscopre da adulti si scopre quanti congegni letterari siano contenuti nelle sue opere, quanto raffinata fosse la sua ricerca di nuovi stili e nuovi linguaggi. La voglia di sperimentare lo accompagnò tutta la vita e questi sono elementi che si scoprono e si apprezzano solo  leggendolo da adulti&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;opera che preferisce di Poe? </strong><br />
Se dovessi scegliere un giallo sceglierei <em>I delitti della Rue Morgue</em> che ha ancora oggi una forza evocativa sanguinaria unica; se invece dovessi scegliere una storia d&#8217;avventura direi <em>Il Gordon Pym</em>, pochi al mondo hanno saputo evocare come Poe il senso del viaggio verso l&#8217;ignoto che emerge in quel romanzo; se invece dovessi scegliere due racconti del terrore direi che <em>Il gatto nero</em> e <em>La mascherata della Morte Rossa</em> sono nella mia top list, anche se mi piange il cuore rinunciare a <em>Il pozzo e il pendolo</em>, <em>Sepolto vivo</em>, <em>Il cuore rivelatore</em>, <em>Re Peste</em>. Insomma direi che la scelta è ardua.</p>
<p><strong>Attualmente sta lavorando a qualche saggio?</strong><br />
Ho appena scritto la prefazione a un volume che si intitola <em>Ottocento Nero</em>, curato per l&#8217;Aragno Edizioni da Claudio Gallo e Fabrizio Foni che raccoglie antologicamente racconti fantastici e del terrore siglati da Salgari, Invernizio, Serao, Mastriani e altri narrattori visionari italiani che si divertirono a  scrivere storie di spettri, mostri, vampiri, assassini fra la fine dell&#8217;Ottocento e primi del Novecento sulle riviste popolari dell&#8217;epoca. Tutti gli autori della raccolta avevano una predilezione particolare per Poe che in molti casi avevano letto in francese, grazie all&#8217;opera di diffusione che tributò al grande scrittore americano un suo superfan come Charles Baudelaire.</p>
<p><strong>Qual è secondo lei la salute del noir italiano?</strong><br />
La salute del noir italiano è eccellente, ci sono tantissimi autori sul mercato che frequentano tutti gli stili possibili della suspense dal mistery storico al police procedural, dal giallo mediterraneo alle serial killer story. E in questo momento ci sono anche tante case editrici che stanno scommettendo su di loro oltre a migliaia di lettori che li seguono con attenzione in libreria.</p>
<p><strong>Le ultime uscite che la hanno appassionata? </strong><br />
Gli ultimi romanzi italiani che mi hanno letteralmente folgorato sono <em>Tortuga</em> di Valerio Evangelisti, <em>Stella del mattino</em> di Wu Ming 4, <em>La gang dei sogni</em> di Luca Di Fulvio e <em>Ho freddo</em> di Gianfranco Manfredi. Mentre per quanto riguarda gli stranieri direi che gli ultimi libri che mi hanno emozionato quest&#8217;anno sono stati <em>La strada</em> di Cormac McCarthy, <em>Bambino 44</em> di Tob Rob Schmith e <em>Bloody Vodka</em> di Boris Starling.</p>
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