Da James Baldwin, romanziere afro-americano trapiantato a Parigi, all’Herman Melville della Balena Bianca, da Toni Morrison (Canzone di Salomone) a Gandhi, Abraham Lincoln e la Bibbia: è su questi libri che Barack Obama ha trovato la voce e l’eloquenza che risuonerà domani dai gradini del Campidoglio per il discorso dell’Inauguration Day.
Il New York Times di oggi ha puntato i riflettori sulle letture che hanno formato il presidente eletto, la sua eloquenza e il suo modo di pensare. Obama “ha notato il critico letterario del giornale Michiko Kakutani” legge agli antipodi del suo predecessore George W. Bush che si innamora di autori come un chiodo fisso (celebre la sua passione per il dissidente sovietico Natan Sharansky) e divora volumi in gara con lo stratega Karl Rove: recentemente Rove si è vantato di aver consumato 110 libri nel 2006 contro i 95 di Bush.
Al contrario del Bush “aspiralibri”, Obama legge lentamente, rimuginando e assorbendo idee, “spilluzzicando” concetti che aiutano a esprimere la sua visione del mondo o ad aprire nuove strade di ricerca. Per tutta la vita il 44esimo presidente degli Stati Uniti è tornato ai libri per uscire, da giovane, dalla “bolla” dell’egoismo adolescenziale e, più di recente, dalla “bolla” del potere e della fama. Come racconta lui stesso nell’autobiografia Sogni di Mio Padre, da adolescente Obama ha letto Baldwin, Ralph Ellison, Langston Hughes e W.E.B. Du Bois per venire a patti con la sua identità razziale; più tardi, al college durante una fase ascetica, si è immerso in Nietzsche e Sant’Agostino per capire in che cosa credeva veramente.
Obama da giovane ha scritto poesie e a un certo punto si immaginò romanziere, ha scritto il suo biografo David Mendell.
Per essere un uomo politico, il 44esimo presidente americano legge molta più fiction della media. Dei romanzi che ammira, Taccuino Dorato di Doris Lessing, L’Uomo Invisibile di Ellison, molti si imperniano sul tema della ricerca di una identità, mentre le poesie di Derek Walcott, una cui copia è stata vista recentemente in mano a Obama, esplorano cosa significa essere un “bambino diviso” ai margini tra diverse culture: sradicato forse, ma libero di inventare se stesso.
- Lunedì 19 Gennaio 2009

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 20 Gennaio 2009 alle 10:53 Obama day: il giorno dell’insediamento e “la fine del razzismo” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Obama celebra Luther King. Inauguration Day: 150 milioni di dollari — George Walker Obama: la rivoluzione può attendere – Il viaggio verso l’incoronazione - Così la città si prepara a festeggiare Obama - I libri preferiti di Obama - Troppe aspettative, Obama ora frena [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.