Malamud e l’arte della brevità

Malamud
Di Sandra Petrignani
Sono 55 i racconti di Bernard Malamud (1914-1986) compresi nella storica raccolta completa. Eraldo Affinati ha fatto, per la Einaudi, una sua scelta “del cuore” presentandone in questo volume 22, che attraversano comunque l’intera vita artistica dello scrittore russo-newyorkese. Si va dal ’43 con Armistizio a La modella dell’83: due poli e la stessa forte tempra morale. Dice Affinati: “Se conosciute al momento giusto, le opere di Malamud lasciano un segno incancellabile”. Ma forse non c’è un momento sbagliato per venire a contatto con un autore di questa statura. E i racconti sono una porta d’ingresso comoda e ampia, tanto che persino Flannery O’Connor, regina americana del racconto, riconobbe: “Ho scoperto un autore di racconti che è il migliore in assoluto, migliore anche di me”. Dai rabbini descritti nella giovinezza agli uomini anziani dal desiderio sessuale frustrato dalla vecchiaia, Malamud descrive l’umanità nelle sue piccole pieghe disonorevoli senza ironizzare né giudicare. Semplicemente mettendo la vita nel piatto.

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