Ventinove anni, una laurea in lettere, “un’esperienza della vita” assicura “particolare e banale al tempo stesso”. Per oltre sette anni, Anna Sam ha lavorato nella grande distribuzione. Professione: cassiera.
Poi si è stufata, ha smesso il camice, ha aperto un blog che in pochissimo tempo ha trasformato in un libro: Le tribolazioni di una cassiera (appena pubblicato in Italia da Corbaccio). In Francia è divenuto un caso editoriale. E ha così imitato la strada di di molte star del mondo della musica e della celluloide (tra gli altri, e in ordine sparso: Cameron Diaz, Michele Pfeiffer e, in Italia, Giusy Ferreri).
Solo che nel caso di Anna Sam l’obiettivo è stato quello di raccontare la vita quotidiana al ritmo dei bip della cassa. Tracciando un’ironica e lucida fenomenologia del cliente della grande distribuzione.
Traformare una “gabbia per conigli” (la cassa, appunto) in un osservatorio privilegiato non è stato poi tanto difficile. Ed è lei stessa a darne una conferma indiretta, quando racconta: “per ciò che mi riguarda, la divisione della società in classi esiste più di quanto si possa immaginare. Non solo ci sono ricchi e poveri, giovani e anziani, colti e ignoranti; ma soprattutto le loro esigenze sono così diverse l’una dall’altra da poter dire che esiste ancora una divisione per ceto e per censo”.
Dunque questo lavoro può persino trasformarsi in un’opportunità?
Non sarei così ottimista. Quella della cassiera è una professione alienante, ripetitiva, e soprattutto non è un punto di osservazione così interessante da poterti far dire che vorresti fare questo lavoro per vent’anni. Resta un mestiere freddo e distante, malgrado gli sforzi che uno possa fare per renderlo stimolante.
L’unica ancora di salvezza - pare suggerire nel libro - è l’ironia…
Certo, per me prende il lavoro con umorismo è stata davvero l’unica valvola di sfogo. Anche perché, quando facevo la cassiera, mi piaceva ridere e far ridere il cliente. Per questo, mi dispiace che molte cassiere abbiano preso la decisione di continuare a fare il mestiere che fanno in modo del tutto inconsapevole. Anche perché resta l’approccio più sbagliato e mortificante.
Il suo libro ha venduto decine di migliaia di copie in Francia. Persino il suo supermercato lo ha distribuito.
Appena pubblicato, sono stata io stessa a richiedere lo spazio al direttore della filiale per promuoverlo. E ho trascorso un’intera giornata a scrivere dediche a clienti e colleghi. Tra questi, c’era anche chi normalmente non ha la pazienza di aspettare neppure cinque minuti in fila dietro la cassa. Ebbene, in quella circostanza ha dovuto pazientare per più di tre ore.
- Mercoledì 28 Gennaio 2009

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Il 15 Settembre 2010 alle 08:33 Il cliente non ha sempre ragione: l’ex cassiera Anna Sam torna in libreria - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] il suo primo libro, Le tribolazioni di un cassiera, ha venduto centinaia di migliaia di copie in Europa (30.000 mila solo in Italia), facendo [...]
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