Di Michele Lauro
A pochi giorni dall’uscita nelle sale italiane (uscirà il 13 febbraio) di Il curioso caso di Benjamin Button, pellicola hollywoodiana high budget con Brad Pitt e Cate Blanchett per la regia di David Fincher, pluricandidato agli Oscar, Guanda presenta in libreria il racconto di Francis Scott Fitzgerald in versione graphic novel. Assai più fedele all’originale rispetto alla rilettura cinematografica - che in compenso strabilia per i suoi effetti speciali - narra la storia bizzarra di un uomo nato vecchio per il quale la “freccia del tempo” scorre all’inverso: neonato affetto da senilità (più vecchio di suo padre) poi uomo maturo nell’adolescenza, un fuggevole lampo di sintonia fra età anagrafica e mentale e infine la regressione alla giovinezza e alla vita neonatale (quando sarà suo figlio a fargli, malvolentieri, da padre), fino allo scivolamento inconsapevole nella dimensione intrauterina.
La grafica elegante e precisa, con tavole delicatamente seppiate in una gamma di beige e grigi che pare infinita, rimanda con coerenza al tempo in cui è ambientato il racconto, adattato nell’edizione di Guanda da Nunzio DeFilippis e Christina Weir, con le illustrazioni di Kevin Cornell.
Benjamin nasce nel 1860, in una famiglia della buona borghesia di Baltimora, e nel corso della sua vita a ritroso attraversa la dolorosa epoca della guerra civile ma anche gli anni ruggenti dell’America pre-depressione: L’Età del Jazz, come si intitola la raccolta che ospitò, nel 1922, i migliori fra i racconti di Francis Scott Fitzgerald. L’autore del Grande Gatsby viveva al di sopra dei suoi mezzi in quei magnifici anni, facendo la spola fra l’una e l’altra sponda dell’oceano con la moglie Zelda - come per molti altri scrittori coetanei la Francia fu la sua seconda patria - e le riviste pagavano bene i suoi racconti fantastici.
Un’ironia dolceamara permea i disegni in chiaroscuro, i caustici dialoghi, le sobrie didascalie che scandiscono lo svolgersi della novella. Oltre il comico e il grottesco, affiorano alcuni dei grandi temi che il narratore americano ha distillato nei suoi romanzi. L’accettazione sociale, innanzitutto. Gli sforzi del padre per far somigliare Benjamin a quello che dovrebbe essere, l’assurda competizione con il nonno, i sigari fumati di nascosto sono elementi che strappano all’inizio più di un sorriso. Ma la città è turbata e sospettosa, e la “giovane” matricola con le fattezze di un cinquantenne che si presenta all’università subisce un doloroso linciaggio pubblico. Poi il rapporto dell’uomo con il proprio destino e, naturalmente, con lo scorrere del tempo. La giovane Hildegarde, il miglior partito di Baltimora, sfida il padre generale pur di sposare Benjamin all’alba dei suoi cinquant’anni - solo gli uomini della sua età, gli dice, “sanno come apprezzare una donna”. Benjamin scopre l’amore e, nel breve volgere di una stagione, la sua inesorabile caducità: mentre lui è sempre più attratto dai piaceri della vita, sua moglie “era già posseduta da quell’inerzia che coglie tutti un bel giorno e ci accompagna fino alla fine”. In avanti o a ritroso, il tempo sembra comunque il padrone crudele del destino di ognuno. “La giovinezza è un sogno, una forma di follia chimica” ha scritto Fitzgerald in un altro suo racconto, Il diamante grosso come l’hotel Ritz. Un grande sogno, che sia l’età del jazz o il fiore della vita, ovvero una grande illusione. Ma per Benjamin Button, diversamente dal suo creatore (Fitzgerald passerà gli ultimi anni di vita fra alcol e angoscia), la caduta delle illusioni si stempera con tenerezza nel sonno del bimbo. Puro, immacolato. Senza più sogni. Finalmente, senza memoria.
- Martedì 10 Febbraio 2009

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Commenti
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Il 13 Febbraio 2009 alle 18:20 La Locanda dei Racconti Perduti» Archivi Blog - Il curioso caso di Benjamin Button a fumetti ha scritto:
[...] Qui puoi trovare l’articolo originale, interamente e automaticamente riportato sul blog della Locanda. “A pochi giorni dall?uscita nelle sale italiane (uscirà il 13 febbraio) di Il curioso caso di Benjamin Button, pellicola hollywoodiana high budget con Brad Pitt e Cate Blanchett per la regia di David Fincher, pluricandidato agli Oscar, Guanda presenta in libreria il racconto di Francis Scott Fitzgerald in versione graphic novel. Assai più fedele all?originale rispetto alla rilettura cinematografica…” Articolo completo di Michele Lauro: Panorama. [...]
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