Sono cento anni dalla nascita ufficiale del Futurismo, dalla pubblicazione del primo manifesto di Marinetti (il 5 febbraio 1909 sulla Gazzetta dell’Emilia e il 20 in Francia su Le Figaro), e mentre si aprono e si annunciano mostre e iniziative, escono anche alcuni libri utili per fare il punto su questo movimento che cambiò il nostro modo di rapportarci alla modernità.
È quel che fa Giordano Bruno Guerri nella sua biografia di Marinetti, dal semplice titolo Marinetti (Mondadori). Raccontando la personalità, l’entusiasmo che non viene mai meno, il legame costante tra pensiero e azione, la dissacrazione continua, illumina il rapporto del padre del futurismo con le donne e una loro emancipazione dalla disprezzata idea di una femminilità passatista. Poi affronta il nodo del fascismo di Marinetti. Guerri ne ridimensiona la sostanza, senza nulla negare, anche se con un po’ d’indulgenza, di un’adesione al regime che lo portò a divenire Accademico d’Italia e a partire volontario per le guerra di Etiopia e poi in Russia, a sessantasei anni. Fino poi ad aderire a aderire alla Repubblica di Salò. Per lui Marinetti fu un anarchico legato all’idea di patria e se aderì ai primi fasci di combattimento, se ne distaccò prestissimo ed ebbe con Mussolini un rapporto sempre in bilico tra conflitto e ammirazione, difendendo la sua idea d’indipendenza del paese dai Savoia e dal Vaticano, che invece il Duce aveva presto abbandonato.
Un altro libro, Futuristi in Politica (Laterza), questa volta a firrma di Emilio Gentile, allarga il discorso, pur fermandosi con la presa del potere del fascismo, e sottolinea l’importanza della ribellione del movimento al moralismo e perbenismo borghese e all’Europa liberale, proclamando “l’abolizione della storia” in nome di un mondo e un uomo nuovo passato attraverso “la guerra sola igiene del mondo”. Non a caso il Futurismo, nazionalista e interventista, è l’unico movimento culturale d’avanguardia contemporaneo che fondi anche un partito politico, dopo Caporetto, basandosi sulla forza della speranza contro la “stanchezza della guerra lunga”, e che, a suo tempo, si riconoscerà, senza pur mai confondersi, con i fasci mussoliniani, tra illusioni e evidenti errori, tra opportunismo e vitalismo.
LEGGI ANCHE: Il patriottismo insetticida di Marinetti
- Mercoledì 11 Febbraio 2009

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Il 18 Febbraio 2009 alle 13:30 Futurismo 1909-2009. Un anno di mostre a Milano, Roma e Rovereto » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Futuristi in libreria - Il patriottismo insetticida di Marinetti [...]
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