
Di Michele Lauro
Pubblicata in prima edizione nel 2003, 200.000 copie vendute in Francia e da tempo introvabile anche in Italia, Taglia e cuci è una breve graphic novel scritta da Marjane Satrapi durante la stesura di Persepolis, il memoriale a fumetti che l’ha fatta conoscere al mondo. Grazie anche al film d’animazione tratto dal suo capolavoro, l’apprezzamento di critica e pubblico per la talentuosa scrittrice e illustratrice di origine iraniana è cresciuto in maniera esponenziale e ora Rizzoli Lizard offre di Tagli e cuci una meritata ristampa. Come nel caso di Persepolis, si tratta di un libro di impronta autobiografica. La Satrapi arriva alla Storia - in questo caso la condizione femminile nell’Iran teocratico e oscurantista - raccontando storie con la s minuscola, fedele alla convinzione secondo cui per essere letto un libro debba essere attraente ma anche avere una certa valenza universale, debba essere uno specchio in cui tutti possano identificarsi. Da qui la scelta del fumetto, da qui lo spunto narrativo: cosa c’è infatti di più universale di un’associazione di donne dedite al pettegolezzo? “Sparlare degli uni e degli altri è tonificante per il cuore” annuncia la padrona di casa, la nonna di Marjane che anche in Persepolis spiccava per il carattere e le abitudini anticonformiste. Nel salotto di casa Satrapi, donne di diverse generazioni si scambiano confidenze a briglia sciolta sulla colonna sonora del fischio del samovar all’ora del tè. I temi prediletti sono la ricerca del piacere e la relazione amorosa, fra tradimenti e matrimoni combinati, verginità perdute e chirurgia estetica e, naturalmente, il sesso in ogni variante. È un sollievo scoprire che dietro il velo - obbligatorio per legge - le donne in Iran sono intelligenti e spiritose, ironiche e sboccate e insomma vitali. Che le analogie con le loro “cugine” occidentali sono assai più di quanto si tenda a pensare. Oppresse dalla società e vittime di un regime rigidamente maschilista, le donne di casa Satrapi sfoggiano con orgoglio la propria femminilità. Nello spazio confidenziale e solidale del salotto, da cui l’uomo è rigorosamente escluso, si scrollano di dosso formalismo e stereotipi che regolano la vita pubblica per svergognare - con ironia tagliente - la meschinità, le debolezze, l’opportunismo dell’altro sesso. Attorno al quale però tutto continua, e continuerà, a ruotare.
L’antica arte del “taglia e cuci” è illustrata in bianco e nero dalla Satrapi con la consueta mano leggera e approccio diretto. Il tratto acquista una particolare dote espressiva con trovate grafiche che movimentano le azioni del dire e dell’udire (visi che che si sdoppiano, triplicano, quadruplicano) e la scrittura è essa stessa disegno, fecondo retaggio della tradizione persiana. Il bel corsivo manuale - fortunatamente conservato nella versione italiana - annulla gli interstizi della pagina durante l’acme delle conversazioni: semplice ma ricercato veicolo di emozioni.
Si ride e si piange sulle tavole di Marjane Satrapi, portavoce dell’impegno civile e artista che in modo geniale contribuisce all’evoluzione culturale della società patriarcale.
- Mercoledì 18 Febbraio 2009

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