Esce in Italia, pubblicato da Elliot Edizioni, Senza di te di Inês Pedrosa, scrittrice portoghese rivelazione degli ultimi anni, vincitrice nel 1997 del Premio Máximo de Literatura. Il romanzo narra di una relazione tra due persone, a metà tra l’amore e l’amicizia. Lei è morta, lui è vivo. Panorama.it ha incontrato l’autrice.
Senza di te è un libro sulla vita o sulla morte?
È un libro sulla morte intesa come il grande fantasma della vita, visto che tutta la nostra esistenza è una continua danza con la morte.
L’amore e l’amicizia sembrano essere grandi protagonisti dei suoi romanzi al pari dei personaggi in carne e ossa…
Sì, è vero, penso che i sentimenti siano il grande motore della specie umana, l’amore, l’amicizia o anche la loro assenza. La storia dell’arte è una storia di sentimenti, la rielaborazione di come essi sono stati pensati e vissuti durante i secoli.
Lei Inês, oltre ad essere scrittrice è anche giornalista, ha perfino diretto Marie Claire Portogallo dal 1993 al 1996. Essere giornalista l’ha avvantaggiata nella vita da romanziera o è stato un ostacolo?
All’inizio mi ha aiutato molto, ho cominciato a scrivere a 19 anni e il giornalismo ti insegna la disciplina e a conoscere il mondo. Poi via via ha complicato le cose perché questo stesso giornalismo ti assorbe del tutto, io poi sono maniacale con la scrittura. Per cui lavorare sulla propria voce, tipico del romanzo si è rivelato inconciliabile con la ricerca di una voce comune, propria, invece, del giornalismo.
Perché secondo lei i lettori amano i suoi libri? E cosa si aspetta che i lettori italiani possano trovare leggendoli?
Credo che ad incuriosire siano soprattutto i temi trattati, dai sentimenti al potere, all’ambizione e agli equivoci causati dalla fragilità umana. Anche se quando scrivo non penso a questo, non penso al successo o meno che le mie parole incontreranno nel pubblico. Dai lettori italiani mi aspetto esattamente lo stesso che dai loro omologhi portoghesi, tedeschi o brasiliani. I sentimenti non hanno patria e la letteratura non conosce frontiere.
Come funziona il suo processo di scrittura?
Non saprei, non c’è un processo vero e proprio per me, piuttosto la necessità di trasformare sogni, esperienze, intuizioni in personaggi e parole.
A volte parto da una storia che ho ascoltato, altre da una frase. Nel caso di Senza di te mi è venuta l’idea di una donna appena morta ma ancora legata alla vita e soprattutto al calore delle parole. Possiamo chiamarla ispirazione ma poi il resto del libro è stato un lavoro duro e intenso.
Inês, lei è anche presidente della Casa Fernando Pessoa, dedicata al grande scrittore portoghese. Quale è secondo lei il ruolo che oggi la letteratura portoghese gioca a livello internazionale?
È da un anno che sono alla guida della Casa, stiamo lavorando moltissimo perché possa trasformarsi in una fondazione, il che potrebbe sburocratizzarla e darle molte più opportunità. Del resto la letteratura ha giocato sempre un ruolo molto importante nella storia della cultura portoghese e continua a giocarlo, generazione dopo generazione, soprattutto nei romanzi e nella poesia.
Nei suoi prossimi progetti letterari ci sarà spazio per l’Italia?
Mi piacciono molto la vostra lingua e la vostra cultura, in letteratura sono una grande estimatrice dei libri di Elsa Morante e di Cesare Pavese. Ma non penso di conoscere così a fondo l’Italia da poter scrivere del vostro paese. Chissà, magari in un futuro più lontano…
- Domenica 22 Febbraio 2009

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