Nella foto: Luca Delfino arrestato a Sanremo per l’omicidio di Maria Antonietta Multari,
Credit: AnsaFoto
Mentre l’Italia introduce il reato di stalking, andando a coprire un vuoto legislativo tutto nostro, esce il libro Rose al veleno, stalking - Storie d’amore e odio. Edito da Bompiani e realizzato dai giornalisti de La Repubblica Federica Angeli ed Emilio Radice, raccoglie storie, tutte assolutamente vere e narrate dai protagonisti, di chi “per avere accettato un fiore, uno scambio di sorrisi, una gentilezza, talvolta un po’ d’affetto, si è trovato poi trascinato in un incubo, ostaggio di un predatore chiamato stalker”. Secondo l’Istat sono oltre 7 milioni in Italia le vittime di violenza fisica e/o psichica, soprattutto donne, e poco meno della metà, 2 milioni e 777 mila, ha dovuto sopportare un’azione di stalking. Nelle prime pagine del libro la psicologa Marina Di Pasquale, consulente della Procura della Repubblica di Palermo per i reati a natura sessuale, spiega cosa si nasconde dietro al termine inglese (”to stalk” si traduce con “perseguitare”) che porta con sé un insieme di comportamenti ossessivi, inizialmente gentili e via via maniacali, finalizzati al sequestro psicologico di una vittima, che non sempre conosce il suo molestatore. Seguono poi i toccanti racconti, scritti dai diretti interessati in prima persona: vittime di stalking, parenti delle vittime, stalker, poliziotti che si sono sentiti impotenti per la carenza normativa italiana… Apre la voce della mamma di Maria Antonietta Multari, la trentatreenne ligure uccisa a coltellate a Sanremo dall’ex fidanzato Luca Delfino, già indagato per l’uccisione di una sua ex, cronaca abbastanza recente che aveva inorridito perché morte prevedibile - tante erano state le segnalazioni alla polizia contro Delfino - per cui non era stato fatto nulla. Sono riportate anche le innumerevoli telefonate con cui Delfino perseguitava la giovane intimandole di tornare con lui, gli sms, i pedinamenti, le minacce, le botte. “Mia figlia ha fatto una morte atroce, ma soprattutto annunciata. Una morte - e lo dico a voce alta - che poteva essere evitata”, scrive la signora Multari.
“Non so se qualcuno può capire quanta violenza può esserci in un fiore non voluto, in un dono non desiderato”, scrive invece Giovanna, vittima di stalking che ha ribaltato un esito scontato, uccidendo suo marito per non essere uccisa. Anche lui la riempiva di sms per pregarla di tornare insieme dopo le violenze subite che l’avevano indotta a lasciarlo: “Un martellamento continuo, giorno dopo giorno, ora dopo ora, in qualsiasi momento del giorno e della notte, un vero e proprio lavaggio del cervello”. Usava “anche l’arma dell’amore, perché no, se vogliamo chiamare amore un sentimento che ti viene scagliato addosso a volte come un sasso e altre volte ti viene iniettato come una endovena”.
In appendice al libro sono ricordati i casi di cronaca più recenti e le legislazioni in materia, più o meno lacunose, dei vari Stati. Negli Usa la prima legge contro lo stalking risale al 1990: ben 19 anni prima rispetto all’Italia. Chiude la pubblicazione un elenco dei Centri antiviolenza e di aiuto alle donne.
- Martedì 3 Marzo 2009

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