
Particolare della copertina del libro La rabbia giovane di Ross Raisin
Sam Marsdyke ha diciannove anni e in passato è stato allontanato dalla scuola per un tentativo di violenza contro una compagna. Ma lui è certo che non fosse violenza. “L’hai costretta contro la sua volontà. Col cazzo, contro la sua volontà”. Eppure lei aveva il braccio coperto di lividi… E così come un escluso il ragazzo vive nella campagna inglese del Nord di York, aiutando il padre allevatore di pecore, vagando solo per le brughiere, rabbioso e concedendosi feroci scherzi alla gente del posto.
Ross Raisin nel suo romanzo d’esordio La rabbia giovane, edito da Bompiani (266 pagg.), dipinge il ritratto di questo emarginato imberbe. Fresca voce del panorama letterario britannico, 29 anni e lodato da colleghi più celebri come Colm Tóibín e J.M. Coetzee, lo scrittore originario dello Yorkshire ci presenta il libro come se uscisse dalle mani dello stesso Sam. In prima persona e con un linguaggio spesso cinico e rude, visionario e allucinato, Raisin ci fa entrare nella psiche del diciannovenne, nella sua antipatia per i moderni hippy, ricchi snob che dalla città si trasferiscono in campagna spinti da ideali bucolici, nel disgusto profondo per il piccolo paese in cui vive e per i suoi modesti abitanti, nella sua solitudine affrontata con ironia, nel suo lavoro con il gregge. “La pecora è la bestia più ottusa che ci sia in giro, cui bisogna dar da mangiare, pulire il culo, curare le zampe, altrimenti si ammala o si azzoppa. Sa il diavolo come le pecore se la siano cavata prima che arrivassero i pastori”.
Pian piano questo ragazzo solitario, strappato alla sua monotonia solo dall’arrivo di una quindicenne nella fattoria vicina, non può non attirarsi la simpatia del lettore, che rimane quindi disorientato quando entra anche nella sua distorta visione della realtà e capisce di trovarsi di fronte a un disturbato mentale. Uno stupratore.
La rabbia giovane è stato pubblicato in Inghilterra, America, Canada, Italia, Paesi Bassi.
Panorama.it ha incontrato l’autore Ross Raisin, che The Observer ha definito “uno scrittore da tenere sott’occhio: misurato, maturo, coinvolgente”.
Raisin, com’è nato La rabbia giovane (titolo originale God’s Own Country)?
Nasce con l’idea di un personaggio per cui si potesse contemporaneamente simpatizzare e provare repulsione. Poi ho deciso che questi doveva essere giovane e che doveva vivere isolato, sia in senso fisico che mentale, per questo ho pensato alla vita contadina. Quindi mi sono accorto che avevo anche l’ambientazione: la campagna.
Nel libro si parla con accuratezza sorprendente, soprattutto perché scritto da un giovane, della vita dell’allevatore e della campagna, dalla monta e dal parto delle pecore ai campi di colza… Esperienza personale o frutto di ricerche?
Soprattutto frutto di ricerche. Però anch’io ho avuto un po’ di esperienza di campagna, pur se da lontano, più da escursionista. Ma questo è il punto di vista esterno, diverso da com’è realmente la vita dei contadini. Per questo ho avuto l’esigenza di conoscere meglio le loro condizioni, le loro difficoltà, gente con una quotidianità faticosa che ha bisogno di sostegno.
Il tema trattato, di un ragazzo che sembra solo scontroso e ribelle e invece pian piano si delinea come un disturbato e maniaco sessuale, è alquanto scivoloso. Umanizzandolo e rendendolo simpatico si può rischiare di essere accusati di giustificare la violenza sessuale. Come si è posto di fronte a questo rischio?
È proprio questo il punto, è stato fatto appositamente. Di certo non volevo scusarlo, volevo solo creare questo personaggio e che, anche grazie al linguaggio usato, si prestasse attenzione a lui. Se Sam ci piace, quando commette il crimine è più probabile che la gente si chieda perché l’ha fatto. Spesso per come i romanzi e i media presentano i criminali sembra che siano solo dei mostri. Invece volevo che i lettori si chiedessero “perché?”.
Lo stile narrativo è molto particolare, con i dialoghi presentati in maniera innovativa, la scrittura che spesso ha intercalari volgari ed è ironica assecondando il delirio mentale di Sam. È stato qualcosa che ha studiato a priori o un getto spontaneo?
Tutto è stato studiato, sofferto, elaborato, finché la gente non arrivasse a sentirlo come un getto spontaneo.
Questo è il suo primo romanzo, pubblicato quando aveva 28 anni. È stato facile raggiungere la pubblicazione?
Non è mai facile trovare spazio per la pubblicazione, indipendentemente da quanto un libro valga. Io certamente sono stato fortunato e ho trovato un bravo agente con cui si è creata anche un’amicizia.
Cosa si sente di consigliare a giovani aspiranti scrittori?
Non penso ancora di essere nella posizione da poter dare consigli. L’unica cosa che suggerisco è di scrivere per una ragione giusta, che non sono i soldi o la fama, ma perché si ha qualcosa da dire.
Sta già lavorando ad altro?
Sì, sto scrivendo un secondo libro, sempre su un escluso sociale, un uomo di mezza età: qui parlo del lutto, dell’essere senza casa, dell’industria…
Finora ha ricevuto critiche positive, anche da affermati scrittori. Questo le genera paura di non ripetersi e un po’ di ansia da prestazione?
No. Magari posso sembrare poco sincero a dirlo ma, anche se mi fanno piacere le recensioni positive e ne sono grato, io non le leggo. Le recensioni non mi sono utili per scrivere e io sono uno scrittore, devo pensare a scrivere.
- Mercoledì 11 Marzo 2009

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Commenti
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Il 18 Marzo 2009 alle 03:05 Ross Raisin e la sua Rabbia giovane | Thriller Cafe ha scritto:
[...] Tra i libri novità più in vista del momento, credo di poter inserire questo romanzo di Ross Raisin edito da Bompiani e intitolato La rabbia giovane. Il libro vede protagonista Sam Marsdyke, diciannovenne cacciato da scuola per un tentativo di violenza contro una compagna, che però lui non giudica tale. Come un emarginato Sam vive ora portando al pascolo le pecore del padre tra le brughiere a nord di York. Dentro di lui cova una rabbia consumante, che ogni tanto sfoga tirando brutti scherzi alla gente del posto. L’arrivo di una quindicenne nella fattoria vicina ravviva la vita del giovane, e piano piano viene fuori la sua distorta visione della realtà, la conferma del suo essere deviato, mentalmente disturbato. Del suo essere uno stupratore. Un’interessante intervista all’autore, è stata pubblicata di recente su Panorama. Raisin mi sembra uno che potrà fare strada, data anche i soli 29 anni. Vedremo se al prossimo romanzo confermerà le critiche positive avute per La rabbia giovane, che intanto, se volete leggere, potete trovare su IBS: [...]
Il 28 Settembre 2009 alle 14:01 Ross Raisin e la sua Rabbia giovane | Thriller Café ha scritto:
[...] uno stupratore. Un’interessante intervista all’autore, è stata pubblicata di recente su Panorama. Raisin mi sembra uno che potrà fare strada, data anche i soli 29 anni. Vedremo se al prossimo [...]
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