Riscoprire Revolutionary road

Revolutionary Road
Di Claudio Gorlier
Ci voleva un film con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet per riscoprire uno dei romanzi americani davvero cruciali del Novecento. Opportunamente la riedizione italiana reca una sottile prefazione di Richard Ford, scrittore che di Yates è un appropriato erede, specie nella decisiva osmosi tra realtà e simbolo, a cominciare dal titolo, Revolutionary road (Minimum Fax), una strada che rimanda alla guerra di indipendenza. Di più, il privato, il quotidiano, acquistano un valore emblematico: è il caso delle vicende di una coppia borghese di provincia, i Wheeler, velleitariamente ambiziosi anche nella loro cultura orecchiata, ma in pratica frustrati e solo ipocritamente uniti. Siamo nel decennio cruciale degli anni Cinquanta e il romanzo (efficace la traduzione riveduta di Adriana Dell’Orto) si affida a un linguaggio che astutamente unisce misura narrativa a misura saggistica, conducendo al drammatico finale. Uscito nel 1961, il romanzo di Yates, morto a 66 anni nel 1992, è una lucida, intensa favola che ha aperto una nuova stagione.

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