
Di Michele Lauro
L’immortale Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, best seller ininterrotto fin dal 1605, anno della pubblicazione del primo volume dell’opera, rivive in una nuova forma grazie all’editore Il Castoro che lo propone in una versione per ragazzi, riletta da Martin Jenkins e illustrata da Chris Riddell, cioè il fertile sodalizio che qualche anno fa ha dato alle stampe una splendida rivisitazione dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Illustratore e vignettista dell’Observer, il domenicale del quotidiano britannico The Guardian, Riddell vanta in patria fama di acuto commentatore della scena politica; da noi è meglio conosciuto come geniale “inventore” di storie e mondi illustrati a beneficio dei più giovani (tutte le curiosità sul suo sito).
Il Don Chisciotte della coppia Jenkins-Riddell ha una veste grafica sopraffina, originale e ingegnosa. Il testo è scavato nelle tavole a doppia pagina, a loro volta finemente illustrate con una tecnica figlia dell’incisione e della litografia, che il disegnatore inglese ha ereditato dai maestri Honoré Daumier e Gustave Doré, già autore nel 1863 di una celebre versione illustrata del capolavoro di Cervantes. Mentre il linguaggio seicentesco risulta ammorbidito ad uso delle moderne generazioni, e il ritmo più incalzante, lo spirito che pervade l’opera è fedele all’originale, a un tempo ironico e garbato. Ma il colpo di genio, grazie alle tavole di Riddell, è l’istantanea traduzione in immagini del mondo fantastico di Don Chisciotte, cui sono date le sembianze di un grinzoso e indomito vecchio dal naso smisurato e dalle nocche nodose. Personaggi grotteschi e dame dai tratti finissimi, mostri sgraziati e gente del popolo, finti cavalieri e creature originate da strani incroci animaleschi fanno capolino da sotto i riquadri testuali, sottolineando con la forza del tratto preciso e visionario lo scarto tra ideale e reale che costituisce il nucleo senza tempo del Don Chisciotte. Le grandi tavole a colori, con i minuti particolari realistici inseriti in un contesto fantastico, rafforzano ora il comico ora il sublime e offrono al lettore la facoltà di vedere simultaneamente le facce antitetiche della realtà. Perché ciò che ha reso il donchisciottismo una categoria dell’animo umano, dando voce a un certo modo di sentire e di vivere, è proprio la frattura non ricomponibile fra idealismo, immaginazione e interiorità da una parte, e realtà dall’altra. Una realtà complessa, vischiosa, inafferrabile come è poi proprio quella in cui ci troviamo oggi. Anche gli adulti apprezzeranno il tuffo nella fantasia dell’infanzia (ma non infantile) e nell’illusione del sogno, sul confine tra normalità e follia che l’eroe di Cervantes - colui che “ebbe la fortuna di viver matto e di morir savio” - ha reso per sempre incerto.
- Giovedì 26 Marzo 2009

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.