Le ali bruciate di Scampia. Intervista a Davide Cerullo

Ali bruciate. I bambini di Scampia
Da Scampia con speranza. È questo il filo rosso di Ali bruciate. I bambini di Scampia scritto a quattro mani da Davide Cerullo e Alessandro Pronzato per le edizioni Paoline.
Un libro che è una testimonianza diretta da quello che è considerato l’inespugnabile fortino della Camorra. Panorama.it ha incontrato Davide Cerullo alle Vele, un complesso di case in cui è stato girato il film Gomorra, il cuore pulsante di Scampia.
Davide, come era la sua vita qui a Scampia?
A 14 anni facevo il pusher, vendevo droga, guadagnavo 500 euro al giorno. Era una vita che aveva comunque il suo fascino anche se per questo fin da giovanissimo ho conosciuto il carcere. Sono entrato e uscito più volte ma ho continuato lo stesso a condurre quella vita sregolata . Un giorno, ritornando dall’ora d’aria ho trovato un Vangelo lasciato da qualcuno su una branda. L’ho aperto e ho trovato il mio nome, Davide, ripetuto più volte. Qualcosa è scattato in me.
Da lì un cammino, faticoso, di trasformazione, il desiderio e la riuscita di diventare altro da quello che era nei ranghi della Camorra. Quanto la fotografia, la scrittura l’hanno aiutata?
Tantissimo. Mi sono sentito come il personaggio interpretato da Benigni ne La tigre e la neve che riesce a passare il checkpoint perché è un poeta. Ecco la poesia e l’arte sono stati il mio lasciapassare verso una condizione migliore. Ha visto la foto della copertina? L’ho fatta io dentro Le Vele, dove ho abitato per tanti anni. Mi piace scattare foto perchè prima fermo l’immagine con la mente e dunque rifletto sul mondo. Ecco quel bambino io l’ho visto, sembrava me da piccolo, in mezzo all’amianto e l’ho bloccato nel tempo.
Nel suo libro sono proprio i bambini di Scampia i protagonisti. Racconta le loro storie con sullo sfondo la tragica realtà degli adulti. Bambini che per esempio diventano criminali per aiutare i genitori a sfamare il resto della famiglia.
Sì, è la storia di tanti qui. Però quello che io voglio dire con questo libro alla mia gente, alla gente delle Vele, è che anche se si sbaglia non è vero che nessuno è irrecuperabile. Gli irrecuperabili sono solo un’invenzione della nostra malafede che ci fa credere che tutto è perso, che non si può fare nulla, che tutto è irrimediabilmente compromesso.
E invece ai lettori che non sono di Scampia che messaggio vorrebbe far arrivare?
Che a Scampia, alle Vele in particolare, abita anche tanta gente perbene, solidale, che vive realmente ogni giorno in comunione con gli altri. Solo che bisogna dare a questa gente uno straccio di opportunità, un’alternativa. E allora si potranno fare davvero miracoli. Io senza Scampia nel cuore non posso vivere. Vede quest’area verde qui intorno? Un tempo era tutta campagna e io bambino venivo ad aiutare mio padre che pascolava le pecore. Per me questo resta il quartiere più bello di Napoli. Vorrei che lo fosse per tutti.

Commenti

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Il 11 Settembre 2009 alle 11:31 ALI BRUCIATE - I BAMBINI DI SCAMPIA | video | fuori.tv ha scritto:

[...] intervista di Davide Cerullo a Panorama [...]

Il 13 Ottobre 2009 alle 20:59 Scampia and South Bronx: Gomorra or burnt by indifference? « Dominic Ambrose Blogblot ha scritto:

[...] The full article here. [...]

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