Pio XII: le ragioni della storia per dimostrare che non fu “il papa di Hitler”

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Pio XII sarà il convitato di pietra del viaggio di Benedetto XVI in Giordania e Israele, in programma dall’8 al 15 maggio. Il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi, ha escluso che il pontefice a Gerusalemme, oltre al memoriale di Yad Vashem dedicato alle vittime della Shoah, possa visitare anche il Museo dove è esposta la fotografia di papa Pacelli con la contestata didascalia sul “silenzio” nei confronti di Hitler. Il nunzio in Israele, monsignor Antonio Franco, ha categoricamente escluso che nell’agenda di questo viaggio vi sia la controversia sulla beatificazione di Pio XII. La decisione sulla causa, infatti, è nelle mani di Ratzinger, dopo il parere favorevole alla beatificazione espresso dalla Congregazione delle cause dei santi.
Nel frattempo, alla vigilia del viaggio del Papa in Terra Santa, il direttore dell’Osservatore Romano, lo storico Giovanni Maria Vian, ha dato alle stampe una raccolta di saggi intitolata In difesa di Pio XII. Le ragioni della storia (Marsilio) per confutare la leggenda nera su Pacelli. Sei saggi (da Paolo Mieli ad Andrea Riccardi, dal cardinale Tarcisio Bertone a monsignor Gianfranco Ravasi), più una raccolta di interventi di Benedetto XVI, in occasione del 50° anniversario della morte di Pacelli (9 ottobre 1958), che respingono l’immagine di Pio XII “papa di Hitler”, indulgente con la Germania nazista. Toccante l’evocazione di Saul Israel, nascosto nel convento di sant’Antonio in via Merulana a Roma, nell’aprile 1944. Eloquente la spiegazione che offre lo stesso Vian della genesi della leggenda nera su Pio XII frutto, a suo avviso, della sua decisa linea anticomunista: “Per questo già durante la guerra il Papa cominciò a essere additato dalla propaganda sovietica come complice del nazismo e dei suoi orrori”, spiega il direttore del quotidiano vaticano.
Ma a ben vedere il vero misconoscimento della figura di Pio XII non riguarda solo il suo atteggiamento verso gli ebrei, quanto piuttosto l’aver storicamente appiattito il suo pontificato sul problema delle relazioni con il nazismo, mettendo in ombra la complessità di un papato durato quasi vent’anni. In realtà, la maggiore novità dell’operazione lanciata dal direttore dell’Osservatore Romano con questa pubblicazione consiste nel presentare il pontificato di Pio XII come anticipatore del Concilio almeno su tre versanti: la concezione della Chiesa e il ruolo dei laici, la centralità della liturgia, il valore della Sacra Scrittura. Il rapporto fede-scienza, la questione femminile, il ruolo della comunicazione: sono solo alcuni degli altri temi sviluppati dal pontificato di Pio XII, come mettono in luce monsignor Rino Fisichella e Gianfranco Ravasi. Quarantatré encicliche e decine di messaggi e interventi testimoniano di un papato che merita di essere approfondito oltre il dramma dell’Olocausto.

Commenti

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Il 5 Maggio 2009 alle 14:39 Libri « Sottoosservazione’s Blog ha scritto:

[...] http://blog.panorama.it/libri/.....di-hitler/ [...]

Il 5 Maggio 2009 alle 16:12 dariobaz ha scritto:

Caro Direttore,
si può anche dimostrare che Pio XII non fu il Papa di Hitler. Si può anche dimostrare che Pio XII salvò molti Ebrei, anche se non tutti. Sicuramente molti Ebrei furono salvati dai superiori o superiore di case religiose, che agirono senza aver consultato il Santo Padre, ma per “istinto cristiano”. Eppure per tanti di essi non è in atto la causa di beatificazione.
Tuttavia ciò di cui mi preme insistere è il modo differente di agire tra il Papa e Mons. Santin. Se il Papa salvò degli Ebrei, Mons. Santin lo fece pure lui. Ma non si limitò solo a questo. Innanzi tutto Santin, sin dall’approvazione delle famigerate “leggi razziali”, fu l’unico vescovo italiano che ebbe il coraggio di andare a protestare direttamente da Mussolini, e non solo per ricordargli le norme concordatarie, ma anche per fargli sapere che c’erano tanti Ebrei poveri. E solo dopo andò a riferire in Vaticano.
E non solo. Santin, fino a prova contraria, fu l’unico vescovo italiano che ebbe il coraggio (durante la festa patronale 1944 della diocesi di Trieste) di difendere gli Ebrei nell’omelia tenuta davanti a ufficiali nazisti e repubblichini; ufficiali nazisti, che erano tutti ex-austroungarici, che quindi sapevano l’italiano. Non consta che ci furono più rappresaglie di quelle che già ci furono, in conseguenza della predica, che era una condanna. Eppure la Chiesa non si è mai sognata di aprire la causa di beatificazione per Mons. Santin, il quale, fra le altre cose, fu anche bastonato a sangue a Capodistria il 19 giugno 1947 da facinorosi comunisti. Facinorosi che, a quanto si dice, morirono tutti quanti entro un anno dal criminale oltraggio a un vescovo.
Trovo del tutto inutile continuare questa storia della beatificazione di Pio XII e dibattere intorno al problema, quando ancora gli archivi vaticano sono sigillati, contro la normativa vigente per la beatificazione di chicchessia; ossia che tutti gli scritti afferenti il beatificando devono essere resi pubblici. “Coram Deo non est acceptio personarum”. Ma evidentemente nella Chiesa c’è preferenza di persone, quelle di serie A, serie B, ecc.
A parer mio però c’è un altro fatto decisivo che non depone a favore di Pio XII. E’ noto che in occasione delle elezioni politiche o amministrative Pio XII volle che la Democrazia Cristiana facesse un blocco unico fino al Movimento Sociale Italiano, cioè i fascisti eredi delle Repubblica Sociale Italiana, al fine di arginare l’avanzata social comunista. De Gasperi si oppose a buon diritto, tenendo del tutto separato l’aspetto religioso da quello politico. E tale alleanza non ci fu, con piena adesione degli elettori italiani, che premiarono il coraggio di De Gasperi e della DC.
Pio XII si risentì e non volle più concedere udienza a De Gasperi, neppure in occasione del suo trentesimo anniversario di matrimonio. E sì che De Gasperi fu un cristiano fedelissimo, che peraltro lavorò anche alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Però ebbe il coraggio di separare la fede dalla politica. Ed ebbe ragione tanto sul piano pratico, quanto su quello teorico.
Ora, e penso non solo io, sarei infinitamente grato di sapere se esiste qualche teologo morale o spirituale o postulatore di cause di santi, che mi dimostri in modo inoppugnabile in che modo Pio XII ha esercitato l’eroicità delle virtù, fede, speranza e carità, non ricevendo De Gasperi almeno in occasione del suo trentesimo anniversario di matrimonio. E’ possibile che, agli occhi di Pio XII, De Gasperi sia apparso ostinato e abbia in qualche modo offeso il Papa.
Ma Gesù Cristo, alla domanda di Pietro se bisogna perdonare sette volte, non ha forse risposto che bisogna perdonare settanta volte sette (Mt. 18, 22)? Come aveva fatto Pio XII?!
Saluti
Dario Bazec

Il 6 Maggio 2009 alle 16:59 giordanobruno ha scritto:

Perfettamente d’accordo con il signor Dario Bazec.

Aggiungo anche una notizia, che in Italia, i media non hanno assolutamente commentato (per ovvi motivi certo ):

http://www.agi.it/estero/notiz.....isemitismo

VATICANO: KASPER, INSEGNAMENTO CHIESA FAVORI’ L’ANTISEMITISMO

AGI) - Berlino, 3 mag. - Il cardinale Walter Kasper ha riconosciuto che il secolare pregiudizio antiebraico della Chiesa e’ stato il terreno di coltura dell’antisemitismo. In un’intervista al settimanale ‘Focus’ il presidente del Consiglio papale per l’unita’ dei cristiani, responsabile anche per il dialogo tra cristiani ed ebrei, precisa che per un credente cattolico l’antisemitismo costituisce un peccato.
“Gesu’ e’ il Messia? Questa domanda e’ l’elemento fondatore dell’identita’ di ebrei e cristiani, ma da cio’ non dobbiamo creare un conflitto. Dobbiamo riconoscerci nella diversita’”.
Ad una settimana dal viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa, Kasper ha ribadito che il Vaticano mantiene la propria posizione sull’esistenza di due Stati, come soluzione del conflitto israelo-palestinese. Uno degli obiettivi della visita del Papa in Terra Santa e’ quello del miglioramento delle condizioni di vita dei palestinesi di fede cristiana. “Molti giovani arabi - spiega - non hanno alcuna opportunita’ di essere equiparati sul piano sociale, nonostante abbiano una formazione culturale migliore che in passato”. Kasper e’ anche preoccupato per l’emigrazione di massa in Europa ed in America degli arabi di fede cristiana. “Nel nostro pellegrinaggio (in Terra Santa, ndr) - ha aggiunto - non vogliamo recarci a vedere solo le pietre”.

Il 8 Maggio 2009 alle 09:24 Benedetto XVI inizia il “viaggio di speranza” in Terra santa » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Pio XII: le “ragioni della storia” per dimostrare che non fu il Papa di Hitler [...]

Il 16 Maggio 2010 alle 19:30 Notizie dai blog su Eravamo più di duecentomila con il Papa ha scritto:

[...] Pio XII: le ragioni della storia per dimostrare che non fu “il papa di Hitler” Pio XII sarà il convitato di pietra del viaggio di Benedetto XVI in Giordania e Israele, in programma dall’8 al 15 maggio. blog: canale libri | leggi l’articolo [...]

Il 30 Maggio 2010 alle 08:30 Notizie dai blog su Bertone:"Pio XII difensore dei perseguitati" ha scritto:

[...] Pio XII: le ragioni della storia per dimostrare che non fu “il papa di Hitler” Pio XII sarà il convitato di pietra del viaggio di Benedetto XVI in Giordania e Israele, in programma dall’8 al 15 maggio. blog: canale libri | leggi l’articolo [...]

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