Questo romanzo di Andrea Vitali, garbato, d’atmosfere, malinconico e comico assieme è in corsa per lo Strega. Ma il premio più importante lo ha già vinto, quello del pubblico che ha fatto anche di questo titolo subito un successo. Le sue storie strapaesane, anche perché ambientate durante il primo decennio del regime fascista, coinvolgono e avvolgono come le nebbie del lago sulle cui sponde si svolgono, e assieme sono il microcosmo di abusi, burocrazia, piccole invidie, sentimenti appassionati, meschine ambizioni, interessi personali, in cui leggere la realtà di tutto un paese. Questa volta, al centro della narrazione, la banda comunale di Bellano e un non voluto, problematico, grottesco e complicato passaggio di mano tra Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore, e Onorato Geminazzi, dopo che il secondo matrimonio di Evelindo Nasazzi ha messo in crisi il complesso che accoglie sul molo arrivi e partenze dei villeggianti.
La novella sposa Noemi infatti impedisce al suonatore di bombardino di suonare nella fanfara, perché ogni volta torna tardi la notte e in genere dopo aver alzato il gomito. Più di altre volte i nomi scelti da Vitali hanno acquistato in questo racconto una loro forza esemplare e sono quasi essi stessi il personaggio, da Evelindo Nasazzi a Animella Carlini, col cui funerale si apre il romanzo, dal direttore didattico Parco Mincia al parroco don Santo Patroni. Anche in questi particolari è la misura e il gioco sornione e divertente delle avventure del curioso popolo che abita le case di Bellano, che nelle invenzioni dei suoi giorni e nelle morti, spesso improvvise, osserviamo con curiosità senza renderci conto di quanto, alla fine, in esso ogni italiano un po’ si rispecchi. C’è persino un complotto con denuncia e l’arresto del Geminazzi, perseguitato dalla sfortuna, per truffa, il tutto organizzato malevolmente e per eliminarlo dai giochi. Tanto per far capire come certi echi possano portare sino ai giorni nostri. E comunque è nel rapporto tra i sessi e nelle figure femminili, uno dei punti di forza di sempre di Vitali. Un racconto per molti aspetti corale quello di questo libro, che ruota attorno alle vicende di cui Gelminazzi e la sua famiglia sono il perno, tra cattiva sorte e lieti eventi, sino al finale inevitabile e esemplare. Antonio D’Orrico, fan assoluto di Vitali, e i lettori delle sue critiche sul magazine del Corriere, da settimane sostenevano la candidatura di Vitali allo Strega. Ora è arrivato l’annuncio ufficiale, così che concorrerà al prestigioso e discusso premio contro un autore come Antonio Scurati, davvero molto diverso da lui.
(Fonte: Ansa)
- Domenica 10 Maggio 2009

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Il 13 Maggio 2009 alle 17:38 Premio Strega, ecco i 12 scrittori in gara » Panorama.it - Libri ha scritto:
[...] Più concorrenti e libri di notevole qualità letteraria che entrano in concorso senza alcuna riserva da parte dei giurati: un soddisfatto Tullio De Mauro promuove l’edizione del Premio Strega 2009. Dodici le opere ammesse alla 63/ima edizione, realizzata dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, in collaborazione con Liquore Strega e il Comune di Benevento. I titoli selezionati dal Comitato direttivo del Premio Strega, presieduto dal direttore della Fondazione Bellonci, il linguista Tullio De Mauro, sono: In terra consacrata (Piemme) di Ugo Barbara; Come ho perso la guerra (Fandango Libri) di Filippo Bologna; I nostri occhi sporchi di terra (Baldini Castoldi Dalai) di Dario Buzzolan; La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo (Marsilio) di Gaetano Cappelli; I frutti dimenticati (Marcos y Marcos) di Cristiano Cavina; Cecilia (Edizioni e/o) di Linda Ferri; L’istinto del lupo (Newton Compton) di Massimo Lugli; Stabat Mater (Einaudi) di Tiziano Scarpa; Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani) di Antonio Scurati; Il tempo materiale (minimum fax) di Giorgio Vasta; L’ultima estate (Fazi) di Cesarina Vighy e Almeno il cappello (Garzanti) di Andrea Vitali. “Mi pare che il numero dei concorrenti sia cresciuto” ha detto De Mauro “Era parecchio tempo che non c’erano tanti aspiranti a concorrere. Parecchi libri hanno una qualità letteraria notevole, tant’è che 6 o 7 libri non hanno avuto bisogno di discussione, così come per altri due non c’è stato alcun dubbio nella loro esclusione”. Per il presidente della Fondazione Bellonci, Antonio Maccanico, “non c’è dubbio che il Premio Strega sia il premio letterario più importante del Paese. Se si considerano i vincitori dell’ultimo cinquantennio si ha la sensazione di trovarsi di fronte alla storia della letteratura di questi anni”. Il premio - di 5 mila euro - viene assegnato ogni anno a un libro di narrativa in prosa di autore italiano, pubblicato in prima edizione tra il 1 maggio dell’anno precedente e il 30 aprile dell’anno in corso. Il libro è scelto a mezzo di votazione segreta e con due votazioni da tutti gli Amici della domenica. Dopo la tappa inaugurale di Benevento - dove nel 1860 ebbe inizio l’avventura della famiglia Alberti, che da quasi un secolo e mezzo produce il liquore che al Premio Strega ha dato il suo nome - la prima votazione si terrà come sempre in Casa Bellonci, a Roma. Anche quest’anno, giovedì 11 giugno, in via Fratelli Ruspoli sarà effettuato lo spoglio dei voti dei 400 Amici della domenica per la designazione dei 5 libri che accederanno alla votazione finale e che saranno presentati giovedì 18 giugno anche a Berlino in un appuntamento realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. Il viaggio del Premio Strega farà quindi ritorno a Roma, giovedì 2 luglio, per la seconda votazione e per la tradizionale cerimonia di premiazione del vincitore al Ninfeo di Villa Giulia. [...]
Il 9 Maggio 2010 alle 07:31 Notizie dai blog su L'ultimo libro letto...Almeno il cappello ha scritto:
[...] quello del pubblico che ha fatto anche di questo titolo subito un successo. blog: canale libri | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
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