
La crisi dei giornali corre più in fretta dell’immaginazione. In questo caso, l’immaginazione è quella di Michael Connelly che ha ambientato il suo ultimo romanzo, The Scarecrow (Lo spaventapasseri), proprio nel mondo dell’editoria. E che, mentre scriveva il libro, si è ritrovato a fare i conti con i fallimenti di alcuni giornali. Tanto da vedrsi costretto a più di un ripensamento nella trama.
The Scarecrow racconta la storia di un reporter del Los Angeles Times, Jack McEvoy, che si vede recapitare la notizia più brutta della sua carriera: presto sarà licenziato. Dovrà cedere il suo posto ad Angela Cook, molto più giovane e molto meno costosa di lui. L’attempato cronista avrà soltanto due settimane per passare le consegne alla nuova redattrice del quotidiano californiano.
Peccato che nel frattempo, nella retaltà, quel quotidiano californiano rischiasse di chiudere i battentti da un giorno all’altro, visto che la Tribune Co., l’impresa proprietaria, aveva dichiarato bancarotta. Facile immaginare lo stato d’animo di Connelly e del suo editore, i quali non potevano prevedere se all’uscita del romanzo nelle librerie il Los Angeles Times sarebbe esistito ancora.
Non solo. Nella versione originale di The Scarecrow, McEvoy aveva ricevuto un’offerta di lavoro dal Rocky Mountain News. Ma lo scorso febbraio il quotidiano del Colorado chiudeva definitivamente, stritolato dalla crisi economica (qui lo straziante video d’addio dei giornalisti). All’autore dunque non restò che tagliare dalla trama un bel po’ di pagine e togliere ogni riferimento al giornale fantasma.
Dopo lo slalom della trama tra i cadaveri dei giornali, il thriller di Michael Connelly, lo scorso maggio, è finalmente arrivato nelle librerie americane. Presto arriverà sicuramente in Italia, magari edito da Piemme, visto che la casa editrice fino ad ora non si è lasciata sfuggire un titolo dell’autore. Ai lettori italiani anticipiamo che la storia ruota tutta attorno al tentativo di McEvoy di chiudere la carriera con un ultimo grande scoop. Speriamo ci riesca. In questi tempi incerti, sarebbe una piccola vittoria del giornalismo. Almeno nella fiction.
- Martedì 23 Giugno 2009

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