Sviolinate (in Rete) per Stabat Mater

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Una ola per Tiziano Scarpa. Navigando è difficile imbattersi in una stroncatura di Stabat Mater. Anche in pagine scritte molto prima che il romanzo, uscito alla fine del 2008, diventasse il più votato nella cinquina del premio Strega.

Mentre in Italia si sprecano i dibattiti e le “menate” sul romanzo storico, commenta Teo Lurini su Pulp Libri, Tiziano Scarpa spiazza tutti, abbandona le posizioni precostituite e fa quello che deve fare uno scrittore vero: inventa (…)”.

Inventa, in particolare, il personaggio di Cecilia. Che di giorno suona il violino nell’orchestra dell’orfanotrofio, invisibile dietro le grate metalliche della chiesa. E di notte scrive lettere alla madre che non ha mai conosciuto. Poi arriva un nuovo insegnante di violino e maestro compositore. Il suo nome è Antonio Vivaldi. E il romanzo prende il volo.

Entra nel merito Giulia Mozzato su Wuz: “Non voglio paragonare Scarpa ad altri, non mi sembra utile. Voglio sottolineare come la sua scrittura abbia perso per strada quel tanto di ridondante, quel piacere fine a se stesso della parola per diventare lucida, pulita, essenziale, perfetta. Ha proseguito la strada promessa in Groppi d’amore nella scuraglia e, a mio parere, è arrivato alla meta del lungo tragitto verso la concreta identità d’autore“.

Di parere esattamente contrario è Il Giornale. “Tiziano, Tiziano… Chi te l’ha fatto fare? Chi ti ha spinto a passare dall’euforia alla depressione? (…) non avevamo ancora smesso di ridere per l’umanità macaronica dei Groppi d’amore nella scuraglia quand’ecco, all’improvviso, giungere l’imprevedibile sbarellamento (…) Ora tutto è perduto. Addio, pagine sorridenti e divertenti, addio leggerezza settecentesca”.

Qualche stoccata c’è, d’accordo (cauti, inoltre, i commenti dei lettori su Ibs). Ma le stroncature bisogna andarle a cercare col lanternino. Il coro di approvazione è quasi unanime. Già alla sua uscita, alla fine del 2008, il romanzo era salutato da Ermanno Paccagnini, sul Corriere della Sera, come una “felice sorpresa” (qui la lunga recensione). Gli altri pareri su blog e pagine culturali sembrano oggi convergere (anche se non sempre culminare) nella parola capolavoro. “Unica nota stonata” scrive Liberazionela copertina troppo laccata e ‘didascalica’ che pare condensare in una sola immagine le note ossessive del libro: l’acqua, la musica, il corpo”.

Copertina a parte, vedremo che cosa decideranno per Stabat Mater i giurati del premio Strega alla votazione finale il 2 luglio. Nel frattempo, i lettori di Panorama.it gli hanno già dato la vittoria (qui il sondaggio). Il romanzo si è anche aggiudicato Lo Strega degli studenti, risultando il libro più votato dai ragazzi delle scuole superiori romane (qui le videointerviste a cura di Silvia Luperini). È stato premiato dai lettori della Società Dante Alighieri. E ha vinto il premio Mondello 2009.

Da qui al 2 luglio, per farsi un’idea più precisa di Tiziano Scarpa e del suo Stabat Mater, segnaliamo l’approfondimento sul sito di Einaudi; la pagina di Wikipedia; e questo video in cui l’autore legge una parte del suo lavoro:

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Il 3 Luglio 2009 alle 13:00 Premio Strega: vince Scurati, anzi no: Scarpa. E l’anno prossimo Piperno? » Panorama.it - Libri ha scritto:

[...] Pillole della serata di premiazione (diretta Rai) ce le regala invece Giuseppe Morello su Affari Italiani: ecco Antonio Scurati, battuto da Scarpa per un voto, visibilmente contrariato dalla sconfitta e nel corso della premiazione incapace di nascondere il desiderio di rompere in testa a Tiziano Scarpa “quella fottutissima bottiglia di Strega e il suo liquore giallognolo, e di suggerirgli di ficcarsi in qualche buco i 5mila euro del premio”. Ovviamente delusa la casa editrice di Scurati. “Un non giovanissimo emulo di Flaiano” scrive Mirella Serri su LaStampa “dal tavolo della Bompiani-Rizzoli, sottovoce, divertito commenta: «Con la vittoria di Scarpa la pedata è assicurata. Alle vendite, intendo. Non si ripeterà il fenomeno Giordano. Scrittura troppo barocca per piacere ai lettori»”. Intanto però sui lit blog si parla molto bene del libro di Scarpa. Se ne parla bene fin dalla sua uscita in libreria. Oggi ancora su Camilla online. [...]

Il 3 Luglio 2009 alle 13:09 Premio Strega: vince Scurati, anzi no: Scarpa. E l’anno prossimo Piperno? - GREG NOTIZIE ha scritto:

[...] Pillole della serata di premiazione (diretta Rai) ce le regala invece Giuseppe Morello su Affari Italiani: ecco Antonio Scurati, battuto da Scarpa per un voto, visibilmente contrariato dalla sconfitta e nel corso della premiazione incapace di nascondere il desiderio di rompere in testa a Tiziano Scarpa “quella fottutissima bottiglia di Strega e il suo liquore giallognolo, e di suggerirgli di ficcarsi in qualche buco i 5mila euro del premio”. Ovviamente delusa la casa editrice di Scurati. “Un non giovanissimo emulo di Flaiano” scrive Mirella Serri su LaStampa “dal tavolo della Bompiani-Rizzoli, sottovoce, divertito commenta: «Con la vittoria di Scarpa la pedata è assicurata. Alle vendite, intendo. Non si ripeterà il fenomeno Giordano. Scrittura troppo barocca per piacere ai lettori»”. Intanto però sui lit blog si parla molto bene del libro di Scarpa. Se ne parla bene fin dalla sua uscita in libreria. Oggi ancora su Camilla online. [...]

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