Al Festival della Letteratura di Mantova senza saper né leggere né scrivere

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Appuntamenti insoliti al Festival della letteratura di Mantova. Si comincia ad alta voce con un incontro che s’intitola proprio così: “Ad alta voce”. Un laboratorio per educare bocca, corde vocali e polmoni alla lettura. Ormai nessuno usa più la voce per leggere. Si fa tutto a mente, magari andando di corsa e saltando qualche frase.

Pino Costalunga, attore e autore di teatro, insegna come, lette a voce alta, le storie assumono tutto un altro fascino. (Giovedì 10, ore 11:00, al teatro di san Leonardo).

Nisrine Ojeil anima l’incontro “La prima volta che ho scritto”. È per bambini dai 5 ai 9 anni, ma non può non affascinare gli adulti. Vi ricordate la prima volta che avete preso in mano carta e penna? Dove eravate? Con che tipo di matite scrivevate? Che odore aveva la carta? Chi c’era vicino a voi? La giornalista libanese ci aiuta a recuperare i ricordi di scrittura, fino a riscoprire l’intrinseca natura grafica del gesto di scrivere. (Giovedì 10, ore 11.15, nella cappella del Palazzo del Mago).

“L’incredibile storia del cervello che legge” è raccontata da Maryanne Wolf, scrittrice e neuroscienziata cognitivista. A partire da un assunto: gli esseri umani non sono nati per leggere. Fra le invenzioni umane, la lettura è quella che più di tutte ha costretto il cervello a programmarsi per qualcosa di assolutamente nuovo e molto più complesso che riconoscere suoni, gusti e odori. L’esperta ci racconta la trasformazione del cervello, dall’invenzione della scrittura alla lettura su computer, dagli ideogrammi agli alfabeti sillabici. E grazie agli studi sulla dislessia, mostra il modo in cui si forma la capacità di leggere nei processi di apprendimento dei bambini. L’autrice di Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge ne parla con Raffaele Cardone e Stefano Salis. (Sabato 12, ore 14.30, al Teatro Ariston).

Alla domanda “Perché leggere?” risponde Anne Fine con Luciano Comida. Sembra una domanda banale, ma non lo è. E le risposte possibili sono tantissime. Ogni lettore cambia gusti a seconda dell’età, degli interessi, della situazione sentimentale e del tempo che ha a disposizione. Obiettivo dell’incontro: arrivare a stendere un manifesto universale del piacere di leggere. (Sabato 12, ore 17.15, piazza virgiliana).

Ezio Raimondi (autore di Un’etica del lettore) anima con Elia Malagò l’incontro dal titolo “L’inquieta speranza della parola” cercando di colamre lo spazio che si crea tra il lettore e il luogo attivo dell’immaginazione. (Sabato 12, ore 11.30, Chiesa di San maurizio).

Poi ci sono le nuove parole: quattordici nuovi termini entrano quest’anno nel Vocabolario Europeo. Che punta a raccogliere come patrimonio da condividere tutte quelle voci che mettono in relazione le culture e le lingue europee. Le “voci” sono intese come parole. Ma sono anche le vere “voci” degli scrittori, chiamati qui a scegliere le parole e a spiegarne i significati, attraverso il loro personale rapporto con ciascuna di esse. Cura la redazione del vocabolario Giuseppe Antonelli, storico della lingua. (Gli appuntamenti con gli scrittori sono nella chiesa di Santa Maria della Vittoria mercoledì 9, alle 17.30 e venerdì 11 alle 15).

Alcuni incontri potrebbero essere particolarmente affollati. Non sempre è facile trovare posto. Per evitare sorprese, è meglio prenotare per tempo seguendo queste indicazioni.

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Il 30 Luglio 2009 alle 15:13 Il Festival della letteratura di Mantova in dieci star » Panorama.it - Libri ha scritto:

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