Stilton: ora sfido Mickey Mouse

Geronimo Silton ed Elisabetta Dami

Non è stato facile ottenere un appuntamento con lui: il direttore dell’Eco del roditore è sempre impegnatissimo, fra un’avventura e l’altra, a scrivere le sue storie tradotte in 37 lingue e lette in ben 135 paesi. Ma alla fine Geronimo Stilton ha accettato l’incontro. «Se non ci si aiuta tra colleghi…» è stata la bonaria risposta al cronista di Panorama.

Ed eccomi qui, atterrato sull’Isola dei topi dopo un volo fantastico, pronto a intervistare il celeberrimo topo reporter: un fenomeno editoriale da 35,6 milioni di copie nel mondo, circa la metà delle quali in Italia, e una popolarità che non accenna a diminuire. Ad accogliermi nel suo ufficio dalle pareti tinte di giallo non trovo solo lui, inappuntabile dagli occhiali a «pincenez » al gilet verde, che sfoggia incurante del clima estivo; al suo fianco c’è Elisabetta Dami, che di Geronimo è un po’ mamma, un po’ impresaria: «Mi farà da portavoce» si schermisce Stilton. «Forse non ci crederà, ma nella vita privata sono un inguaribile timidone».
Sulla scrivania, fresco di stampa, fa bella mostra di sé Quinto viaggio nel Regno della fantasia, il nuovo episodio delle avventure di Stilton che la Piemme manda in libreria l’8 settembre: elfi, fate, terremoti, vulcani, ma anche ampollose biblioteche, con tantissime illustrazioni e quei grafismi colorati così cari ai piccoli lettori, dai 5 ai 12 anni, che sono il serbatoio del successo planetario del celebre roditore.
Adesso siete sbarcati anche in America, patria nientemeno che di Mickey Mouse. L’editore Papercutz pubblica le avventure di Geronimo in versione graphic novel. Non è che il nostro topo giornalista si sta montando la testa?
Macché. Ama solo sperimentare forme nuove. E negli Stati Uniti è molto apprezzato anche da educatori e genitori, perché aiuta i ragazzi a crescere con valori positivi.
In autunno Stilton approderà anche nei cartoon della televisione italiana. Pensa che pure lì si troverà come un topo nel formaggio?
Ma certo, vero Geronimo? (Stilton annuisce con aria soddisfatta). I cartoni animati sono un progetto molto importante, già pensato con il mio socio Pietro Marietti anni fa. Ora arrivano sugli schermi di Raidue. Si tratta di una coproduzione tra Atlantyca Entertainment di Milano, Rai fiction e il gruppo francoamericano Moon Scoop: 26 episodi di mezz’ora circa l’uno, realizzati in due anni da oltre 200 professionisti e animatori, sparsi nei migliori studi da Los Angeles a Manila, con la tecnica manuale dei classici cartoon della Disney: milioni e milioni di tavole disegnate a mano per far sognare i lettori di Stilton di tutto il mondo.
Come nascono le storie di Geronimo?
Vengono sempre fuori da esperienze vere, dall’incontro con nuovi amici, da avventure e disavventure nel mondo. Geronimo crede nel potere della fantasia positiva e le sue storie la vogliono far condividere ai lettori. A Geronimo i libri piacciono più del formaggio.
Certe volte il destino è in un nome. Pensa che un Geronimo Gorgonzola, o un Geronimo Grana, sponsorizzato magari dal consorzio del parmigiano reggiano, avrebbero lo stesso successo?
Geronimo porta un cognome nobile: lo Stilton, infatti, è il re dei formaggi inglesi, dal sapore intenso come quello del gorgonzola. Però a lui piacciono tutti i formaggi, dalla mozzarella al taleggio, dalla ricotta al parmigiano. Infatti è un topo (Stilton si lecca i baffi).
Sì, ma un topo scrittore. Nelle sue storie tiene conto dei suggerimenti che gli vengono dal suo pubblico?
Geronimo legge tutte le lettere che i giovani lettori gli inviano e spesso s’ispira ai loro spunti teneri o divertenti.
Quanto tempo impiega a scrivere una storia?
Ogni libro è una vicenda a sé e richiede tempi diversi, ma tutti vengono scritti di getto, seguendo l’ispirazione del momento, perché trovano sempre spunto in emozioni sincere e autentiche. Per questo i lettori si immedesimano nelle sue avventure.
Che somiglianze di gusti e di carattere ci sono tra Geronimo e la sua «portavoce» Elisabetta Dami?
In effetti un po’ ci somigliamo (questa volta e Stilton a rispondere). Fin da piccola Elisabetta e stata timida e sognatrice, ma adora l’avventura proprio come me. Dalla scalata del Kilimangiaro al trekking in Nepal, dalle maratone nel deserto al brevetto di pilota, ha provato tutto: ogni esperienza aiuta a conoscere meglio se stessi e i propri limiti, aumentando la fiducia nelle nostre capacita.
Non e che questa donna avventurosa, in fondo, ha paura dei topi, esclusi quelli che fanno i reporter?
Nooo, io adoro i topi (insorge Elisabetta), ho letto tutto su di loro e li apprezzo moltissimo, perche sono creature intelligenti che sanno adattarsi a ogni situazione. Ne ho anche avuti tanti come animali da compagnia. In particolare ricordo un piccolo tenero roditore bianco e nero che si chiamava Tippo, amatissimo dai bambini. Adorava il cioccolato e mi stava sempre appollaiato su una spalla… Geronimo, perche mi guardi cosi? Che cosa ho detto di male? Non e, per caso, che stai diventando geloso?

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