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	<title>Libri &#187; Federico Enriques: La mia Zanichelli tra Darwin, Einstein, l&#8217;e-book e la Gelmini</title>
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	<description>Il canale libri di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Federico Enriques: La mia Zanichelli tra Darwin, Einstein, l’e-book e la Gelmini</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto.barbolini</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La casa editrice bolognese raccontata a 150 anni dai suoi esordi attraverso i ricordi di chi l'ha guidata per oltre un quarto di secolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-756" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2009/09/einsteinok.jpg" alt="Albert Einstein" width="500" /></p>
<p>La casa editrice bolognese raccontata a 150 anni dai suoi esordi attraverso i ricordi di chi l&#8217;ha guidata per oltre un quarto di secolo. Il volume s&#8217;intitola <em>Castelli di carte - Zanichelli 1959-2009: una storia</em>. È il ritratto di una Dynasty familiare ma anche di un marchio che ha segnato la cultura e la scuola italiana. E che adesso deve fare i conti con Internet<span id="more-753"></span></p>
<p>A Niccolò Tommaseo, l&#8217;autore di <em>Fede e bellezza</em>, saltò la mosca al naso. Così, nell&#8217;avversare le tesi di quel Carlo Darwin che faceva discendere l&#8217;uomo dalla scimmia, raggiunse decise punte di volgarità. &#8220;Ma la polemica investì trasversalmente tutta la società civile d&#8217;allora, con echi in Parlamento, dove nemici e fautori di <strong>Charles Darwin</strong> si trovavano sia a destra che a sinistra&#8221; racconta Federico Enriques, in tono così vivido da far pensare che fosse presente di persona. Invece la pietra dello scandalo risale al 1864, quando <em>Sull&#8217;origine delle specie</em> uscì a cura di Giovanni Canestrini e Leonardo Salimbeni da Nicola Zanichelli, un patriota e libraio modenese che nel 1859, proprio l&#8217;anno in cui il saggio darwiniano usciva in inglese, aveva aperto nella sua città una piccola casa editrice.</p>
<p>Se per creazionisti e fautori del progetto intelligente Darwin ancora oggi fa scandalo, figuratevi allora, quando Canestrini, docente di scienze naturali all&#8217;Università di Modena, teneva pubbliche letture delle nuove teorie. <strong>Con la pubblicazione di quel libro Zanichelli diventò editore a pieno titolo</strong>. Due anni dopo si trasferì a Bologna e, sotto l&#8217;egida protettiva del nume letterario dell&#8217;epoca, Giosue Carducci, il suo marchio editoriale fece il salto definitivo.</p>
<p>Oggi, a 150 anni dagli esordi, la Zanichelli festeggia doppiamente: con la pubblicazione del <strong>catalogo storico (<a href="http://www.catalogo.zanichelli.it" target="_blank">consultabile on-line</a>)</strong> e con l&#8217;uscita nei mesi scorsi presso il Mulino di <em><a href="http://www.bol.it/libri/Castelli-carte.-Zanichelli/Federico-Enriques/ea978881512824/" target="_blank"><strong>Castelli di carte - Zanichelli 1959-2009: una storia</strong></a></em>, 560 pagine nelle quali Enriques, che ha diretto la casa editrice dal 1970 al 2006 e ne è oggi l&#8217;amministratore delegato, racconta  il passato e il presente d&#8217;un assai noto marchio editoriale, ma fa anche la storia d&#8217;una dynasty familiare iniziata negli anni Trenta con suo nonno, il matematico Federigo Enriques (1871-1946), e conservatasi saldamente al timone fino ad oggi.</p>
<p><strong>Il libro di Enriques è una miniera di dati, storie e aneddoti, ma non ha nulla di celebrativo</strong>. &#8220;Mi considero un editore con la E maiuscola solo perché mi chiamo Enriques&#8221; scherza lui. E precisa: &#8220;Da ragazzo ho avuto un modello negativo di strategia aziendale in Felice Riva, all&#8217;epoca patron del Milan, che in due anni licenziò tutti i manager assunti dal padre, fece un crac spaventoso e dovette riparare in Libano. Giurai di non comportarmi come lui e di tener conto il più possibile delle competenze interne&#8221;. Sarà per questo che <em>Castelli di carte</em> è un libro corale, dove non solo l&#8217;autore si sdoppia fra l&#8217;impassibilità della terza persona e la partecipe irruzione dell&#8217;&#8221;Io&#8221;, ma un capitolo e le appendici portano la firma di collaboratori storici della Zanichelli, nel ruolo di coautori a pieno titolo.</p>
<p>Affiorano figure tra l&#8217;epos e la  macchietta. In mezzo, a loro un signore coi baffi e i capelli da scienziato pazzo, stile <strong>Gene Wilder in Frankenstein Junior</strong>, ci mostra un palmo di lingua: è <strong>Albert Einstein</strong>. &#8220;Mio nonno Federigo&#8221; riprende Enriques &#8220;era un matematico e conosceva Einstein di persona. Lo scienziato venne a Bologna nel 1921 per un congresso di filosofia e tenne due o  tre lezioni all&#8217;Archiginnasio parlando in italiano. Nello stesso anno la Zanichelli pubblicò <em>Sulla teoria speciale e generale della relatività</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Il catalogo della casa editgrice&#8221; sorride Enriques &#8221; è un po&#8217; come il nostro Appennino emiliano, con vette non eccelse ma da cui emergono all&#8217;improvviso la Pietra di Bismantova o i Sassi di Roccamalatina&#8221;. Una bella immagine per spiegare come Carducci, Darwin o Einstein si trovino a fianco del dizionario Zingarelli o di popolarissimi manuali scolastici come il Camera-Fabietti di storia e il Pazzaglia d&#8217;italiano. &#8220;Materiali d&#8217;epoche diverse come quelli dell&#8217;Acropoli ateniese, ma tutti risalenti a prima dell&#8217;arrivo dei nuovi Persiani&#8221; conclude Enriques, identificando gli eredi di Ciro e Serse nella <strong>sfida tecnologica dell&#8217; e-book e nella riforma targata Gelmini</strong>, che dal 2011 obbligherà a i testi scolastici ad avere comunque una versione elettronica.<br />
Ma il libro cartaceo, Enriques ne è sicuro, non scomparirà: &#8220;Proprio come gli insetti non sono stati distrutti dal Ddt&#8221;.</p>
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