L’amore nuovo? Egoista, soddisfatto e senza happy end

L'amore nuovo (Alet) di Philippe Forest - particolare della copertina

L'amore nuovo (Alet) di Philippe Forest - particolare della copertina

Di Sandra Petrignani

Campione di autofiction. È Philippe Forest, che ha sconvolto i lettori con tre indimenticabili libri intorno alla morte di una bambina, sua figlia, ora racconta il tentativo di risorgere attraverso un nuovo amore carnalissimo per una donna che ha a sua volta una bambina.

Racconta quello che è stato già fatto infinite volte in letteratura: «Lo strano splendore banale dell’amore egoista e soddisfatto».

Ma questo campione francese dell’autofiction non si smentisce. Con la stessa lacerante precisione con cui ha saputo dire la discesa agli inferi di un uomo e una donna provati dalla disgrazia inaccettabile, ora analizza e disseziona le fasi dell’innamoramento, il lento trasformarsi dell’amore e il suo disfacimento, senza veli illusori né la minima pietà per chi vorrebbe credere ancora e sempre nella vecchia favola del vissero felici e contenti. Non c’è happy end per chi non sa rinunciare all’incandescenza che sperava duratura e, alla fine, l’incontro atteso è uno solo e sempre lo stesso, quello con la propria solitudine.

L’amore nuovo (Alet) di Philippe Forest (152 pagine, 15 euro)

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