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	<title>Libri &#187; Gunnar Staalesen, Satelliti della Morte: al via la collana noir di Iperborea</title>
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	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Gunnar Staalesen, Satelliti della Morte: al via la collana noir di Iperborea</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi.gavazzi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Atmosfera cupa, disagio sociale e strizzate d'occhio all'hard boiled alla Chandler]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1181" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-1181" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2009/10/bergen-norway-large.jpg" alt="Bergen, i Bermuda dockyards (Photo by Peter Stachiw/ZUMA Press)" width="500" height="269" /><p class="wp-caption-text">Bergen, i Bermuda dockyards (Photo by Peter Stachiw/ZUMA Press)</p></div>
<p>Faceva quasi rabbia pensare che <strong>Iperborea</strong> non sfruttasse l&#8217;onda del <strong>giallo nordico</strong>.<br />
Proprio Iperborea che ha ci ha fatto conoscere gli autori del Nord Europa e che era rimasta a guardare quando i giallisti di Svezia e Norvegia, soprattutto, hanno cominciato a essere dei best seller anche qui da noi.<br />
Ora Iperborea rimette le cose a posto con una nuova collana &#8220;Ombre&#8221; proprio dedicata ai gialli, che debutta con il norvegese <strong>Gunnar Staalesen</strong> e un suo libro del 2003, <em><a href="http://iperborea.it/web/libri/0175.htm">Satelliti della morte</a></em>, in libreria in questi giorni.<br />
<span id="more-1173"></span><br />
Come (quasi) ogni giallo che punti alla popolarità, anche <em>Satelliti della morte</em> ha un protagonista, <strong>Varg Veum</strong>, che ritorna negli altri libri dell&#8217;autore, e con il quale ci si riesce facilmente a <strong>identificare</strong>.</p>
<p>Veum però è un <strong>investigatore privato</strong>, non un poliziotto.</p>
<p>E viene semplice a Staalesen - che ha scritto il suo primo romanzo con Veum protagonista,  nel 1977 - giocare con il richiamo al mondo dell&#8217;hard boiled americano alla Chandler o alla Hammet.<br />
Giocare, sì, perché un detective privato nella Bergen del 21° secolo, che deve ritagliarsi un&#8217;identità che sia anche un omaggio a <strong>Philip Marlowe,</strong> deve per forza strizzare l&#8217;occhio, con un cenno di ironia, a <strong>qualche stereotipo di genere</strong>.<br />
A cominciare dal <strong>rapporto con le donne</strong>: quelle che incontra Veum, almeno in questo <em>Satelliti della morte</em>, sono quasi tutte piuttosto belle, interessanti e apparentemente sensibili al fascino dell&#8217;investigatore privato, anche se, in definitiva non succede poi granché, concretamente.</p>
<p>Se quindi si riesce a superare, o meglio, a mettere nella giusta luce l&#8217;omaggio di carattere al detective anni Quaranta, e se non ci si fa scoraggiare (io per qualche istante ho avuto la tentazione di lasciare) davanti a passaggi come:</p>
<blockquote><p>Andai alla finestra e guardai fuori. I <strong>fiocchi di neve</strong> fluttuavano lenti e si posavano sull&#8217;asfalto scuro come <strong>forfora sui risvolti di una giacca da smoking</strong>. Non indugiai oltre e poco dopo ero già per strada</p></blockquote>
<p>si scopre che il romanzo di Staalesen e, probabilmente, tutta la serie di Varg Veum, ha proprio un bell&#8217;incedere.</p>
<p>A me ricorda, richiami all&#8217;hard boiled a parte, un po&#8217; i libri dei maestri/conuigi del giallo svedese <a href="http://www.sellerio.it/merchant.php?bid=660">Maj Sjöwall e Per Wahlöö</a>: soprattutto nelle atmosfere cupe e nelle pratiche di smontaggio dell&#8217;idea delle <strong>società del welfare</strong> nordico come società dove la felicità è a portata di mano.</p>
<p>In questo <em>Satelliti della morte</em>, che si svolge nel 1995, anche se con due lunghi antefatti che ci riportano agli anni Settanta e Ottanta, tutta la storia è avvolta nella carta del <strong>disagio sociale</strong>, con un particolare omaggio all&#8217;origine professionale di Veum: infatti, prima di diventare detective privato, Verg era un assistente sociale dedicato soprattutto all&#8217;infanzia.</p>
<p>Resta solo da chiedersi perché Iperborea abbia deciso di cominciare dal <strong>penultimo dei libri di Staalesen</strong> con Veum protagonista (dopo <em>Satelliti della morte</em> è uscito in Norvegia, nel 2008, <em>Cuori Freddi</em>), soprattutto visto che si tratta di un personaggio nato negli anni Settanta, con una personalità forte e autonoma, che forse gli amanti del genere avrebbero voluto conoscere bene prima di arrivare a un&#8217;avventura così tarda.</p>
<p>Si sa infatti come molti dei grandi appassionati di gialli/noir preferiscano leggere i gialli seriali solo in rigoroso <strong>ordine cronologico di scrittura</strong>. (Una mia amica ora che, finalmente, dopo la sbornia svedese, si sta cimentando con i <strong>Maigret</strong>, passa più tempo a riscostruire l&#8217;ordine di produzione di Simenon che a leggere).</p>
<p>Varg Veu, è anche una star televisiva e cinematografica:<br />
<code>
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