
"Quell'estate a Parigi", di Morley Callaghan (Excelsior1881)
Parigi, estate 1929. Ai caffè parigini l’aria che si respira non è ancora scossa dal vento di crisi che di lì a breve travolgerà Wall Street. La città dell’Eiffel, ignara del ciclone che presto si abbatterà anche nel Vecchio Continente, si gode il riverbero di un periodo di pace e prosperità. Gli “anni ruggenti” stanno per finire, ma la capitale francese è ancora l’approdo di artisti e letterati di ogni tipo.
A Montparnasse, Gertrude Stein ospita nel suo salotto gli scrittori espatriati da mezzo mondo. Lungo les boulevards, sensualissime parisiennes si pittano le labbra con rossetti smaglianti, indossano abiti audaci, fumano sigarette ultrasottili e bevono coppe di champagne. Ai tavolini dei bistrot, fanno capolino prime lame del calibro di Ezra Pound, James Joyce, Constantin Brâncuşi e Jean Cocteau.
Parigi è la Mecca degli aspiranti scrittori. Una metropoli strana, eccentrica e a suo modo “democratica”, dove può persino capitare che in una delle brasserie del centro Ernest Hemingway e un giovanotto si ubriachino, cronometrati nientemeno che da Francis Scott Fitzgerald.
L’imberbe tipetto che prova a sfidare nella corsa all’etilismo lo scrittore di Oak Park si chiama Morley Callaghan, ha poco più di venticinque anni ed è considerato una delle promesse della letteratura americana. È arrivato a quel tavolo grazie al fiuto e alla generosità dello stesso Hemingway, che se l’è ritrovato in una redazione americana e lo ha incoraggiato sul fronte delle belle lettere fino a sbilanciarsi in un entusiastico commento (“lei è un grande scrittore”).
Con la tipica gratitudine del neofita - ma anche con la testarda ambizione di chi crede che tutto gli sia dovuto - Callaghan trascorrerà giorni memorabili a Parigi, incontrando sulla rive guache semidei di cui fino ad allora dubitava l’esistenza. Ritornato oltreoceano, ricaccerà quei ricordi nella soffitta dei bei tempi andati fino a quando non scoprirà che il suo acerrimo amico (Hemingway, appunto) si è suicidato.
A quel punto, le immagini sgranate di quasi mezzo secolo prima prenderanno la forma di una memoire vivace e piuttosto originale. Quell’estate a Parigi, ora pubblicato in Italia da Excelsior 1881, racconta con sorniona abilità forse il più significativo momento culturale della capitale francese nel Novecento.
Lungo un crinale sdrucciolevole, disseminato di ricordi e di cattiverie, Callaghan imbastisce una storia di amori e di risentimenti, di velate ripicche e palesi crudeltà, mettendo a nudo un mostro sacro della letteratura, e soddisfacendo al contempo il voyeurismo del lettore più avvertito.
Cosa avrebbe detto Hemingway, a commento del pamphlet non è dato saperlo. Quell’estate a Parigi arriva infatti nelle librerie americane due anni dopo la scomparsa dell’autore di Il vecchio e il mare. Conoscendone però il carattere irsuto e collerico, è probabile che non l’avrebbe affatto presa bene.
- Mercoledì 11 Novembre 2009

Le foto più belle, settimana dopo settimana
In Cina è l’anno della Tigre
World Press Photo 2010: le foto premiate
Restaurata l’Adorazione di Caravaggio: autoritratti nascosti
Nelson Mandela, 20 anni fa la liberazione
Green Life: Costruire città sostenibili. La mostra di Legambiente
Robert Wilson: a Taipei ultimi ritocchi di 1433 The Grand Voyage
India, la spettacolare Festa della Repubblica
Shoah, Giorno della memoria per non dimenticare questo
Cruz, Kidman, Hudson, Loren… tutte le bellezze di Nine
I nudi di Ron Mueck in mostra a Melbourne
Rischio estinzione per la tigre siberiana
Il Papa in Sinagoga
L’Ashura degli sciiti, festa sacra di autoflagellazione
Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
Roberto Bolle, visto da Bruce Weber
Karachi, Pakistan. Foto da una scuola islamica
Fotografia: questi sono i libri più belli. Parola di Martin Parr
Reportage - Tawang, India. Il popolo del Dalai Lama
Reportage - Afghanistan. L’inferno degli schiavi dell’oppio
Reportage - Bambini e Marines a Khan Neshin, Afghanistan
Reportage - Professione: becchino, a Guatemala City 


Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.