Un padre versione casalinga multifunzione, una madre iper-efficiente e comprensiva, una bimba vivace e precoce, una casetta dai legni chiari, magari con giardino: bastano pochi elementi per tracciare la solita oleografia della “civiltà scandinava”, importata da tempo a uso e consumo degli europei continentali.
Una cartolina di un paradiso terrestre dove welfare state e parità di sessi sembrano trovare la loro quadratura, senza peraltro evidenziare grandi smagliature sociali. Eppure, sotto la crosta zuccherosa dei soliti stereotipi, si cela spesso il ritratto di una realtà più amara e controversa, e a volte quasi ultimativa.
Lo scrittore finlandese Kari Hotakanien ha deciso di farsene carico in un caustico romanzo pubblicato da poco in Italia da Iperborea (leggi le prime pagine). Via della trincea è il ritratto di un interno familiare che al neutro buonumore degli open-space e del modello Ikea preferisce i tortuosi corridoi del romanzo psicologico.
Ne è protagonista una coppia di Helnsinki. Il lui di turno, Matti Virtanen, è stato uno dei primi maschietti a capitolare di fronte alla forza seduttiva della “guerra di Liberazione delle donne”.
Per anni ha recitato diligentemente il ruolo di marito “aperto, conciliante, comprensivo, disposto a compromessi contrari a i miei interessi”. Il bon ton dell’adorabile mogliettino nella vita quotidiana si traduce così in un’esistenza quasi interamente dedicata ai fornelli, alle pulizie di casa, alle pappe e ai pannolini della pargoletta. Non solo: il manuale prevede anche il compito di apprendere “i segreti del sesso come un pinocchio il sillabario, con grande fatica”, fino a privarsi “di parte del piacere”.
La melodia della famiglia Virtanen procede placida in si bemolle fino a quando Helena (è questo il nome dell’altra metà della coppia) non tende a Matti “la vecchia trappola nota fin dagli albori dell’umanità: colpire a parole per farsi rispondere a pugni”.
Ad accendere la miccia è una simpatica sfuriata della signora che apostrofa il suo compagno come “patetico lavapiatti” e “perdente privo di ambizioni”, ricevendo in cambio un gancio che le si stampa in pieno sul corpo.
Offesa e umiliata, Helena fa valigie, prende la pargola, se ne va e chiede il divorzio.
Matti però non si rassegna. L’obiettivo è riconquistare la tanto agognata pax familiare. Ma il pentimento, evidentemente, non basta. Così, il nostro decide di puntare tutto sull’acquisto di una casa.
Non il solito grigio e asfittico appartamentino, ma una villetta monofamiliare con giardino, il “sogno di una vita di Helena”.
Per raggiungere lo scopo non si fa alcun scrupolo: lavora in nero, diventa “massaggiatore erotico” fino a compiere qualche temeraria incursione nella ricettazione di elettrodomestici e materiale high-tech.
L’acquisto del nuovo nido diventa il perno attorno a cui gravitano le ossessioni di Matti. Hotakainen, da par suo, se ne serve con mirabile perizia per smontare uno ad uno tutti i moloch delle società scandinave: dal sospetto che “l’economia di mercato non sia che uno pseudonimo dei lavori forzati”, all’ “idea che il divorzio, dopo la riforma del 1988 fosse diventato il grande sport nazionale”.
Con una buona dose di perfido umorismo (ma anche con un’attenta introspezione psicologica) la narrazione dello scrittore finlandese non scivola mai nella macchietta semplicistica e si tiene al tempo stesso lontano dalla solita descrizione intimista e cerebrale dei rapporti di coppia.
Il risultato? Una parodia delle società postmoderne, scritta senza mai ricorrere a iperboli e visioni surreali, ma limitandosi semplicemente ad osservare con divertita ironia le dinamiche, spesso inconfessabili, di una coppia à la page della modernissima Finlandia.
La foto del post è di ezioman ed è visibile sulla sua pagina di Flickr
- Giovedì 12 Novembre 2009


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