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	<title>Libri &#187; Felicità al posto del Pil: l&#8217;alternativa africana è un&#8217;utopia?</title>
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	<description>Il canale libri di Panorama.it</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<title>Felicità al posto del Pil: l’alternativa africana è un’utopia?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.lauro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Headlines]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel suo nuovo saggio, <em>Mondializzazione e decrescita</em>, Serge Latouche analizza una società in cui il denaro è considerato ancora un mezzo e non un fine. E individua un nuovo modello di sviluppo. A prova di crisi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1319" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-1319" src="http://blog.panorama.it/libri/files/2009/11/mondializzazione_post-large.jpg" alt="&quot;Mondializzazione e decrescita&quot; (edizioni Dedalo), di Serge Latouche - Particolare della copertina" width="500" height="377" /><p class="wp-caption-text">&quot;Mondializzazione e decrescita&quot; (edizioni Dedalo), di Serge Latouche - Particolare della copertina</p></div>
<p>Secondo un indicatore non legato al PIL o al reddito ma basato sulla percezione delle persone, alcuni paesi africani hanno una <strong>percezione di felicità</strong> maggiore rispetto a un paese scandinavo. Può sorprendere. In realtà da tempo indicatori alternativi come il QUARS della rete <a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/alter/Misurare-la-qualita.-Il-Rapporto-Quars" target="_blank">Sbilanciamoci</a>, che misura per l&#8217;Italia l&#8217;indice di qualità dello sviluppo regionale, <strong>hanno scardinato l&#8217;equazione sviluppo=crescita economica. </strong><span id="more-1311"></span></p>
<p>Per la &#8220;misura&#8221; del benessere di un territorio e delle persone, oltre al reddito vanno presi in considerazione altri fattori quali la vivibilità ambientale, la qualità dei rapporti, la coesione sociale: è la conclusione cui sono giunti anche i premi Nobel <strong>Joseph Stiglitz</strong> e <strong>Amartya Sen</strong>, chiamati nel 2008 dal presidente francese Sarkozy con l&#8217;economista Jean-Paul Fitoussi a curare un rapporto proprio sulle misure di performance economica e progresso sociale.</p>
<p><strong>La crisi economica ha messo in luce le contraddizioni</strong> della &#8220;finanziarizzazione&#8221; della società, riassumibili nel seguente paradosso: in un paese del sud del mondo il contadino di un villaggio con il suo lavoro nei campi riesce a mantenere la famiglia, e nel contempo un soddisfacente grado di integrazione sociale con i membri del suo clan; diviene poi commerciante puntando a migliorare il suo status, si reca in città ed entra nella rete degli scambi in denaro, viene pagato (una miseria) e vive individualmente. <strong>La sua famiglia ora patisce la fame ma il PIL figura aumentato.</strong></p>
<p>A partire da questi temi il francese <strong>Serge Latouche</strong> – studioso di antropologia economica e uno dei principali critici dell&#8217;occidentalizzazione, divenuto noto in Italia per la teoria della Decrescita – individua l&#8217;&#8221;alternativa africana&#8221; in<a href="http://www.bol.it/libri/Mondializzazione-decrescita./Serge-Latouche/ea978882206305/" target="_blank"> <em>Mondializzazione e decrescita</em></a> (edizioni Dedalo).</p>
<p>Il libro contiene una serie di brevi saggi, scritti in diverse occasioni, il cui filo conduttore è l&#8217;analisi del modo in cui nell&#8217;Africa subsahariana viene vissuto e praticato lo scambio, all&#8217;interno di un sistema in cui <strong>il denaro è ancora un mezzo e non un fine</strong>.</p>
<p><strong>I &#8220;naufraghi dello sviluppo&#8221;</strong> sopravvivono in una notevole precarietà ma potendo contare sulla millenaria coesione dei legami sociali. Mentre il PIL dell&#8217;Africa subsahariana rappresenta meno del 2% del totale mondiale, c&#8217;è un&#8217;altra Africa basata sull&#8217;economia dell&#8217;arrangiarsi, capace di sopravvivere per mezzo di strategie relazionali fondate sullo<strong> spirito del dono</strong> e su democrazie consociative come quella delle <em>palabre</em>, l&#8217;assemblea a cui partecipano tutti i membri della comunità in cui si discutono tutte le questioni che riguardano la comunità stessa.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui i traumatici effetti della crisi economica e climatica stimolano in Occidente una spinta alla <strong>sobrietà</strong> – concetto chiave nel pensiero di Latouche – <strong>l&#8217;Africa può costituire un esempio innovativo in campo sociale</strong>. La scommessa è restituire dignità al mercato come luogo creativo di scambio fra i suoi attori, opponendosi alla distruzione del legame sociale provocata dalla mondializzazione. <strong>Un&#8217;utopia?</strong> Forse, ma torno a riflettere sul fatto che l&#8217;HPI o Happy Planet Index (Indice di felicità umana) è maggiore in paesi che l&#8217;Occidente considera premoderni.</p>
<p>Nell&#8217;idea di <strong>mite commercio</strong>, coniata da Montesquieu un paio di secoli fa nel suo <em>Lo spirito delle leggi</em>, è felicemente riassunta un&#8217;etica dello scambio a cui guardare per rifondare le regole del mercato. Il filosofo illuminista aveva intravisto la trappola di un mondo in cui &#8220;le più piccole cose, persino quelle che lo spirito di umanità richiede, si compiono o si danno a pagamento&#8221;.</p>
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