Stieg Larsson e lo stupro che gli cambiò la vita

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Di Stefania Berbenni
Millennium, la storia infinita. Il quinto volume della saga è pronto per le stampe, sempre che gli eredi trovino un accordo. Certa invece è la genesi di Lisbeth, l’eroina femminista: 30 anni fa l’autore assistette a una violenza di gruppo senza intervenire. E cercò il riscatto con lei. La prossima settimana, il film tratto dal primo best-seller, Uomini che odiano le donne, sarà in edicola con «Panorama».

Si è rassegnata Liza Marklund, giallista e fondatrice di una piccola casa editrice (la Piratförlaget), per aver mancato l’occasione che le avrebbe cambiato vita, conto in banca, status: Stieg Larsson aveva infatti inviato a lei i propri manoscritti, ovvero i primi capitoli di Millennium, la saga venduta in 35 paesi; ma il pacco rimase chiuso per mesi, fu ritirato senza essere stato letto e così finì alla più lungimirante Norstedts, pronta a staccare un assegno di 60 mila euro a mo’ di anticipo.

Marklund si è consolata scrivendo lei stessa thriller e dedicandosi a Larsson da studiosa, sostenendo la bizzarra tesi che Lisbeth Salander, la protagonista, raffiguri nel profondo Gesù. Non si sono rassegnati invece i «Millennium addicted», qualche milione sparso per il pianeta, i quali hanno iniettato dosi pesanti di Larsson, più di 2 mila pagine, e ora patiscono l’astinenza. Lo scrittore svedese è infatti morto il 9 novembre 2004, data nefasta anche per la storia (nel 1939 i nazisti spaccarono le vetrine dei negozi ebrei, fu la cosiddetta Notte dei cristalli). Dei dieci volumi della saga, solo tre sono stati pubblicati, Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava col fuoco e La regina dei castelli di carta (in Italia editi dalla Marsilio, che ha rimesso a posto i propri conti grazie ai thriller nordici).

Una specie di «coitus interruptus » letterario, con molti personaggi in cerca di autore, un’aspra querelle intorno all’eredità artistica e pecuniaria che vede il padre e il fratello da una parte e dall’altra Eva Gabrielsson, la donna che per 30 anni è stata la convivente dello scrittore- giornalista. Le ultime notizie annunciano un quinto capitolo della saga, scritto per il 70 per cento da Larsson, titolo ipotetico Bue muschiato, ambientato a Sachs Harbour, località semideserta del Canada, popolata da gabbiani artici e per l’appunto da 160 mila buoi muschiati. Naturalmente il libro vedrà la luce solo se si sciolgono i nodi legali della lotta per i diritti di Larsson.

È arte ardita insomma riuscire a rassegnarsi per gli orfani di Larsson e della sua eroina, quella Lisbeth Salander che a buon diritto è il personaggio più femminista apparso sulla scena letteraria nell’ultimo decennio. Lisbeth è minuta, ha problemi di relazione, è antisociale, violenta, bisex con una morale tutta sua, va in giro con molti piercing fuori e tante ferite dentro. Ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire incontrare Gli uomini che odiano le donne; il primo tomo è già diventato film da botteghino (e sarà in edicola allegato al prossimo numero di Panorama).

Lisbeth lotta violando codici, password (è una pirata informatica), rapporti. Eppure la si ama, e smisuratamente. Una giustiziera, una difensora delle donne maltrattate. E qui sta il punto: perché Larsson era così ossessionato dalla violenza contro le donne? Kurdo Baksi, il suo migliore amico, curdo di origini e compagno di tante battaglie politiche, lo ha svelato a Stern: «Stieg ha visto tre amici stuprare brutalmente una ragazza di circa 18 anni nel corridoio della Casa degli studenti. Era il 1978 o il 1979. Non è intervenuto, li ha semplicemente lasciati fare. Ha sentito tutto. E non se l’è mai perdonato». Più tardi, da giornalista, con la sua rivista Expo, Larsson denunciò stupratori, fece inchieste, obbligò politici a prendere posizioni. Sì, perché nel paese che passa come il meno sessista e maschilista, il 46 per cento delle donne sopra i 15 anni è stato oggetto di violenza da parte di un uomo.

Mona Shali, attuale presidente dei socialdemocratici svedesi e possibile futuro primo ministro, ricorda l’amico Stieg: «Era ossessionato dal fare sempre la cosa giusta. Non ci si accorgeva di quanto fosse coraggioso. Un’amicizia cosi e rara in politica. Mi manca». La forza di Larsson era stare con i deboli: «La descrizione della violenza subita da Lisbeth si rifa a un episodio di cronaca accaduto a Ostermalm tre anni fa» confessò l’autore di Millennium a Eva Gedin, l’editor svedese che ha corretto la trilogia. In qualita di direttore di Expo, Larsson diede filo da torcere a stupratori seriali e fece pressione sui politici. Ma è per l’impegno contro i neonazisti che divenne una star della controinformazione e per questo nel bersaglio degli skinhead. Quel 9 novembre di quattro anni fa, a Stoccolma si temevano disordini, Larsson fu avvertito: nell’anniversario della Notte dei cristalli c’era il rischio che qualche testa fosse spaccata negli scontri annunciati. E invece si spaccò il cuore di Larsson: nove piani fatti a piedi per un ascensore rotto, un fisico provato dal superlavoro (dormiva pochissimo per scrivere Millennium), 60 sigarette al giorno, la tensione di consegnare il terzo volume, 16 chili persi in tre mesi.

Scriveva di Lisbeth & C. soprattutto la mattina, andava nel suo bar preferito, il Meilqvist (ora meta di turisti), ordinava sempre un normale caffe senza filtro che in Svezia è gratis. Si metteva al tavolino, apriva il portatile e faceva muovere sulla scena virtuale Lisbeth e Mikael Dannatissimo Blomkvist, il coprotagonista di Millennium, giornalista e sciupafemmine. Quando Uomini che odiano le donne è uscito sugli schermi e i fan hanno visto il volto un po’ da bamboccione di Michael Nyqvist, si e temuto il peggio. Invece il film ha fatto il pieno d’incassi trascinato da Lisbeth anche quello, perche l’attrice, Noomi Rapace, ha aggiunto del suo al molto letterario che già c’era.

A Hollywood stanno pensando a una versione con star di Uomini che odiano le donne. Anche La ragazza che giocava col fuoco è diventato film, stesso cast, diverso il regista. Nel frattempo i Millennium addicted sperano che il contenzioso sui diritti venga risolto, che veda la luce Bue muschiato, contenuto in un computer nelle mani di Eva Gabrielsson, i cui proventi dovrebbero andare proprio alle donne odiate dagli uomini. Lo ha raccontato la stessa Gabrielsson: «Gli introiti dei primi tre volumi sarebbero confluiti nella societa che avevamo costituito, quelli del quarto andavano a Expo, quelli del quinto ai centri accoglienza delle donne maltrattate. Dal numero sei al dieci non avevamo ancora deciso». Della lussuriosa torta multistrato dei diritti, Larsson non ne ha assaggiato neppure una fettina, voleva comprarsi una casa… e una barca. È morto sulle scale di via St. Goransgatan 84, il palazzo dove ha sede la redazione di Expo. Fuori, accanto all’ingresso, il nome di Larsson c’è ancora. Su una targa metallica, vicino al campanello. Lui che come Lisbeth non doveva morire.

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Il 20 Aprile 2010 alle 15:30 Notizie dai blog su Grande attesa per la fine della trilogia Millennium di Stieg Larsson ha scritto:

[...] Stieg Larsson e lo stupro che gli cambiò la vita Di Stefania Berbenni Millennium, la storia infinita . Il quinto volume della saga è pronto per le stampe, sempre che gli eredi trovino un accordo. Certa invece è la genesi di Lisbeth, l’eroina femminista: 30 anni fa l’autore assistette a una violenza di gruppo senza intervenire . E cercò il riscatto con lei. blog: Panorama Libri | leggi l’articolo [...]

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