I camion letterari di Mursia: la casa editrice va “on the road”

Rendering da Mursia editore

Rendering da Mursia editore

Un viaggio di 10mila piedi incomincia sempre con un passo, diceva Confucio. Se nel viaggio si è accompagnati da una buona lettura la strada diventa più lieve. Figuriamoci se lo scopo del viaggiare è proprio portare i libri nelle piazze italiane. Come vuole fare la casa editrice Mursia (Ugo Mursia editore): mettere quattro ruote sotto la copertina. A Gennaio verranno equipaggiati dei camion stipati di libri. Per ora i mezzi di trasporto, i truck “Mursia Paspartù” sono due, ma raddoppieranno entro la fine del 2010. Questi camion viaggeranno per l’Italia e si fermeranno nelle piazze, dove si apriranno per diventare stand che ospiteranno oltre ai libri, la saletta conferenze, l’angolo cocktail, i computer. Panorama.it ha chiesto a Fiorenza Mursia come sarà la sua vita da editrice “nomade”.

Dica la verità, l’idea vi è venuta dopo aver riletto “Sulla strada” di Jack Kerouac
Bè, sicuramente c’è una componente emozionale alla Kerouac, ma c’è anche una scelta razionale, concreta: scegliere di muoverci su due tipi di autostrade, quelle virtuali della rete e quelle d’asfalto che collegano l’Italia.

E sono strade complementari o alternative?
Nel primo caso sono i lettori che cercano un titolo particolare sulla rete, noi abbiamo scelto di andare anche direttamente dal lettore, sotto casa. Di portare a spasso il nostro catalogo.

Non bastano le librerie?
Nelle grandi librerie dominano logiche di altro tipo: i best seller, il ricambio continuo. Noi abbiamo una grande libreria a Milano e un nostro circuito distributivo. Ma con questa iniziativa vogliamo venire incontro al percorso individuale di un lettore, alla sua ricerca di un titolo magari pubblicato da anni. In un panorama abbastanza assestato, abbiamo deciso di diventare nomadi, d’altronde la tradizione del libraio viaggiatore esiste da secoli.

E quindi porterete “a spasso” i titoli che vi vengono richiesti dai lettori?
Noi settimanalmente riceviamo richieste per 1200 titoli, il che è una cifra imponente di richiesta, ma magari non smuove una grande quantità di copie. D’altro canto la ricerca di un particolare titolo su internet per il lettore può diventare un procedimento complicato, per questo noi porteremo in giro quasi tutto il nostro catalogo.

Quanti libri saranno?
In ogni container ci saranno novemila copie, per un totale di 3500-4000 titoli. Non è la libreria che si muove, è l’intera casa editrice.

E ci sarà altro oltre ai volumi?
Certo: ci saranno eventi, incontri con gli autori, attività di divertimento culturale, incontri con le scuole, corsi di scrittura creativa.

Una specie di “circus” itinerante e letterario?
Più che “in tour” saremo “in tir”, ma l’idea è quella. Partiremo il 12 gennaio, ma il calendario non è ancora ufficiale e stiamo raccogliendo molte richieste.

Andrete nelle grandi città o nei centri più piccoli?
Cercheremo di privilegiare i piccoli centri, quelli meno serviti dalla grande distribuzione, dove magari non c’è neanche una libreria. Per me le librerie dovrebbero essere come le farmacie, ma in molti paesi mancano del tutto.

Vi siete ispirati a esperienze precedenti?
Abbiamo esaminato quello che avviene negli Usa già da tempo in settori come la moda o l’alimentare, le esperienze dei pop up shop. Ovviamente abbiamo adattato il tutto alle nostre esigenze e alla realtà italiana, siamo coi piedi per terra, anzi con le ruote per terra.

Avete contattato dei camionisti letterati?
No, bè, noi ci occupiamo del container che andrà sulla motrice, poi se al guidatore piace leggere ben venga, ma non li obbligheremo a sostituire i calendari sexy con una copia di “Madame Bovary”…

Commenti

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Il 15 Gennaio 2010 alle 18:56 Libri on the road: parte Mursia Passpartù - Libri - Panorama.it ha scritto:

[...] È partito da Milano Mursia Passpartù, un tir che si trasforma in libreria e spazio di incontro: attraverserà l’Italia fermandosi in varie città. L’idea è di portare la cultura nei centri di piccole e medie dimensioni, dove spesso le librerie mancano o stentano a sopravvivere. Insomma, se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto. [L'intervista a Fiorenza Mursia] [...]

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