
Un momento della manifestazione 'Io dissuado', organizzata a Roma l'11 ottobre scorso, contro gli incidenti stradali - FABIO CAMPANA/ANSA
La vita è una cosa meravigliosa. Finché dura. E troppo spesso finisce con largo anticipo rispetto alle aspettative. Magari contro un platano, ai bordi della carreggiata, tra gli airbag scoppiati, un lago di sangue sull’asfalto, corpi senza vita tra lamiere contorte. Evitate pure gesti scaramantici. È la realtà della (in)sicurezza stradale italiana. Un fenomeno che ha proporzioni da emergenza nazionale. Dove la sfortuna non c’entra.
In Italia le vittime sono sempre di più. Ma dare le cifre serve a poco. Siamo assuefatti ai bollettini di morte. Non ci turbano più. Però ci si può fare un’idea abbastanza precisa del fenomeno con questo paragone suggerito da Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania per la sicurezza stradale: mettete insieme i morti sulle strade degli ultimi dieci anni, sarà come aver cancellato dalla cartina dell’Italia una città come Avellino. O come Pordenone. O come Legnano. Un’intera città di cadaveri che potevano evitare la morte.
Potevano evitarla, perché gli incidenti stradali non sono mai una fatalità. Guida distratta, velocità oltre i limiti, abuso di alcol e droghe, psicofarmaci sono i fattori che hanno provocato l’80 per cento degli incidenti stradali (la fonte è l’Istituto Superiore di Sanità). E quando la colpa non è del conducente, è colpa delle infrastrutture. Oppure di un altro conducente che vi piomba addosso (in Francia non a caso la chiamano “Violenza stradale”). Come dire, insomma, che il problema riguarda tutti, pirati della strada e conducenti coscienziosi.
Per sensibilizzare al tema, la fondazione Ania ha realizzato con Mondadori il libro “La vita è una cosa meravigliosa“. È da poco in libreria. Ma non aspettatevi prediche, foto shock, e statistiche. I curatori del volume (Stefano Zuffi, ma anche Raffaele Morelli che firma l’introduzione) hanno pensato che il modo migliore per mettere in guardia da una morte evitabile fosse far risaltare il valore della vita.
Per questo il volume è un’antologia che raccoglie parole e immagini in un inno all’esistenza. Ci sono citazioni antiche e moderne (da Platone ad Antonello Venditti), letterarie, cinematografiche, musicali. Sono aforismi e poesie celebri cui si affiancano i contributi inviati dai frequentatori del sito www.vitameravigliosa.it. Sono riflessioni sulla pienezza dell’esistenza. E mostrano - come rovescio della medaglia - il vuoto che si crea quando si perde qualcuno di caro.
Per la cronaca, i morti sulle strade nello scorso anno sono stati 4731. Se il numero non vi impressiona, potete ricorrere a un altro paragone: è circa venti volte il numero delle vittime del terremoto in Abruzzo. Con la differenza che un incidente non è una calamità. E si può evitare.
- Giovedì 3 Dicembre 2009

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