Archivio del 2009

I camion letterari di Mursia: la casa editrice va “on the road”

Rendering da Mursia editore

Rendering da Mursia editore

Un viaggio di 10mila piedi incomincia sempre con un passo, diceva Confucio. Se nel viaggio si è accompagnati da una buona lettura la strada diventa più lieve. Figuriamoci se lo scopo del viaggiare è proprio portare i libri nelle piazze italiane. Come vuole fare la casa editrice Mursia (Ugo Mursia editore): mettere quattro ruote sotto la copertina. Continua

Stephen King al lavoro sul seguito di Shining. Ma il caso è già un mistero (editoriale)

Stephen King

Capita, con l’età, di domandarsi che fine abbiano fatto le persone che abbiamo perso di vista. Magari capita pure a Stephen King. Che va per i sessanta. E come tutti gli scrittori ricorda i suoi personaggi come fossero persone in carne e ossa. Forse un giorno deve essersi chiesto “Che fine avrà fatto… Danny?” Continua

Stieg Larsson e lo stupro che gli cambiò la vita

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Di Stefania Berbenni
Millennium, la storia infinita. Il quinto volume della saga è pronto per le stampe, sempre che gli eredi trovino un accordo. Certa invece è la genesi di Lisbeth, l’eroina femminista: 30 anni fa l’autore assistette a una violenza di gruppo senza intervenire. E cercò il riscatto con lei. La prossima settimana, il film tratto dal primo best-seller, Uomini che odiano le donne, sarà in edicola con «Panorama». Continua

Jean Echenoz, Correre: la vita di Emil Zátopek raccontata con leggerezza

Emil Zátopek

Emil Zátopek

La vita di Emil Zátopek, in effetti, si presterebbe a una narrazione epica. E francamente, non avendo mai letto prima d’ora Jean Echenoz, un po’ di epica me la aspettavo in questo Correre (Adelphi), il romanzo sul mezzofondista e maratoneta moravo, conosciuto anche come la “locomotiva ceca”.

Perché sembra lontanissimo: tutto nel passato di questo sport meraviglioso, oggi dominato, con una leggerezza che fa quasi rabbia, dagli africani, che corrono quasi senza mostrare la fatica.
Zátopek invece, che frantumò ogni record tra la fine degli anni ‘40 e la prima metà degli anni ‘50, aveva una corsa così sgraziata, sopra una faccia così piena di smorfie impossibili che stavan lì apposta per sottolineare quanta fatica ci fosse in quel suo incedere a strappi e cambi di velocità. Continua

Nudge: l’aiutino che piace anche a Obama

Photostream - Nobel per la Pace a Barack Obama

Quante volte nel corso di una giornata siamo chiamati a compiere una scelta? Tante, troppe. Dalle opzioni siamo bombardati assediati, minacciati. Indotti continuamente all’errore dall’impulso, dalla fretta, dalla necessità di sbarazzarci dagli stimoli. Sbagliamo nella scelta dell’anima gemella e del volo low cost, del piano pensionistico e del colore dei calzini da indossare la mattina. Sbagliamo nelle nostre condotte di vita (pur sapendo di farci del male), sbagliamo a digitare yes or no sulla tastiera e, ancora più prosaicamente, a centrare il buco dell’orinatoio. Continua

Leonardo Sciascia nelle pagine di Camilleri e Collura

Leonardo Sciascia - Foto: Ansa

Leonardo Sciascia - Foto: Ansa

Paul – Louis Courier, “vignaiuolo della Turenna e membro della legion d’onore” era uno scrittore che “sapeva dare colpi di penna che erano colpi di spada”. La frase è di Leonardo Sciascia, si trova nelle Parrocchie di Regalpetra e porta la data 1956. Più che una descrizione, quella del grande narratore siciliano sembra un’auto-definizione. Continua

La metafisica di Giorgio de Chirico? È nelle pagine di Goffredo Parise. E nei fumetti

Particolare della copertina del volume "Giorgio De Chirico. Le città del silenzio: architettura, memoria, profezia", di Vincenzo Trione (Skira)

Particolare della copertina del volume "Giorgio De Chirico. Le città del silenzio: architettura, memoria, profezia", di Vincenzo Trione (Skira)

Sono quadri notissimi quelli del de Chirico dei primi del Novecento fra “manichini”e architetture silenti e scarnificate, fra piazze deserte e inquiete; queste opere sono state così codificate fino ad imbalsamarle sia dai critici d’arte sia da architetti progettisti di quartieri alla maniera degli skyline dechirichiani. Il libro di Vincenzo Trione, docente di Storie e progetto dell’arte contemporanea a Napoli, autore di Giorgio de Chirico-Le Città del silenzio: architettura, memoria, profezia, appena uscito per le edizioni Skira, vuole destabilizzare questo de Chirico museificato e far sgorgare dalle opere del Pictor Optimus, cosi si autodefiniva, la forza di un classico e non la sua elevazione marmorea su un piedistallo. Panorama.it ha incontrato l’autore del volume. Continua

Felicità al posto del Pil: l’alternativa africana è un’utopia?

"Mondializzazione e decrescita" (edizioni Dedalo), di Serge Latouche - Particolare della copertina

"Mondializzazione e decrescita" (edizioni Dedalo), di Serge Latouche - Particolare della copertina

Secondo un indicatore non legato al PIL o al reddito ma basato sulla percezione delle persone, alcuni paesi africani hanno una percezione di felicità maggiore rispetto a un paese scandinavo. Può sorprendere. In realtà da tempo indicatori alternativi come il QUARS della rete Sbilanciamoci, che misura per l’Italia l’indice di qualità dello sviluppo regionale, hanno scardinato l’equazione sviluppo=crescita economica. Continua

Kari Hotakanien, Via della Trincea, perfido umorismo dalla Finlandia

(Church in Aspo - foto ezioman/flickr)

(Church in Aspo - foto ezioman/flickr)

Un padre versione casalinga multifunzione, una madre iper-efficiente e comprensiva, una bimba vivace e precoce, una casetta dai legni chiari, magari con giardino: bastano pochi elementi per tracciare la solita oleografia della “civiltà scandinava”, importata da tempo a uso e consumo degli europei continentali.
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Quell’estate a Parigi: il libro che avrebbe fatto irritare Hemingway

"Quell'estate a Parigi", di Morley Callaghan (Excelsior1881)

"Quell'estate a Parigi", di Morley Callaghan (Excelsior1881)

Parigi, estate 1929. Ai caffè parigini l’aria che si respira non è ancora scossa dal vento di crisi che di lì a breve travolgerà Wall Street. La città dell’Eiffel, ignara del ciclone che presto si abbatterà anche nel Vecchio Continente, si gode il riverbero di un periodo di pace e prosperità. Gli “anni ruggenti” stanno per finire, ma la capitale francese è ancora l’approdo di artisti e letterati di ogni tipo. Continua

Amore a Venezia, morte a Varanasi: Jeoff Dyer sfida il luogo comune

Eclissi in India tra preghiere e presagi di sventura

Nella foto: religiosi induisti niu pressi del Gange a Varanasi, in India - Credits: Ansa/HARISH TYAGI

Venezia e Varanasi sono due città-icone. Unite dalle iniziali del nome e insidiate dall’acqua nella quale si specchiano, fonte inesauribile di simboli nonché di vita, ricchezza, spiritualità, morte. Approdate a fatica nel terzo millennio, sopravvivono a un’immagine-cartolina che ne banalizza i contorni, celandone la millenaria essenza. Tutta vanità, eterno carnevale, “patrimonio dell’umanità” l’una. Tutta spiritualità, santoni e ghat crematori l’altra. Forse c’era un solo scrittore tanto coraggioso e anticonformista da ambientarvi una storia: l’inglese Jeoff Dyer, che con Amore a Venezia, morte a Varanasi (Einaudi) torna al romanzo dopo undici anni. Continua

Falcones: Quando fanatici erano i cristiani

Idelfonso Falcones - Foto di Joan Tomas

Idelfonso Falcones - Foto di Joan Tomas


Di Gian Antonio Orighi
Repetita iuvant. Dopo il successo del suo primo romanzo La cattedrale del mare (4 milioni di copie vendute in tutto il mondo dal 2006), l’avvocato barcellonese Ildefonso Falcones de Sierra cerca il bis con il monumentale La mano di Fatima (Longanesi, 911 pagine, 22 euro) in libreria dal 12 novembre. Continua

Ildefonso Falcones torna con “La mano di Fatima”. Ma non parlate di politicamente corretto

"La mano di Fatima", di Ildefonso Falcones (Longanesi) - Particolare della copertina

"La mano di Fatima", di Ildefonso Falcones (Longanesi) - Particolare della copertina

Spagna, 1568. L’Alpujerra è una porzione di terra che racchiude le province di Granada e di Almeria. È popolata da una folta colonia di musulmani, da tempo costretti alla conversione dalla Corona degli Asburgo. I moriscos – questo, il loro nome – sono un popolo “fiero”, “rigido”, legato alla propria identità e, quindi, ad Allah.
Continua

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