L’adattamento cinematografico de La Strada è stato giudicato “troppo deprimente” dai distributori per incontrare i gusti del pubblico italiano, e quindi probabilmente non vedremo The Road nelle nostre sale.
E pensare che lo stesso Cormac McCarthy invece definisce il suo romanzo “una storia sulla bontà umana”. È quello che l’autore settantaseienne del New Mexico ha dichiarato al Wall Street Journal nell’ultima delle sue rarissime interviste (in Italia è apparsa su La Domenica di Repubblica). Anche se più che un’intervista, quella che ha avuto luogo al Menger Hotel di San Antonio è stata una conversazione informale, cui ha partecipato lo stesso regista della “deprimente” pellicola, l’australiano John Hillcoat. Parlando de La Strada McCarthy rivela che, nonostante l’ambientazione catastrofica e la situazione drammatica in cui si trovano i protagonisti (padre e figlio dispersi in un’America stravolta dall’apocalisse), il libro tratta del concetto di bontà umana. Un concetto che l’autore riassume nella frase: “è più importante essere buoni che intelligenti”.
È con questo spirito che i due protagonisti si trascinano tra i detriti di un paese ormai scomparso sotto uno spesso strato di fuliggine, senza mai cedere alla fame e alla disperazione che invece li spingerebbe a derubare (o a divorare) gli altri superstiti che trovano sul loro percorso. Ma La Strada parla soprattutto dell’amore padre-figlio. Nell’intervista McCarthy confessa che molti dei dialoghi che fanno da spina dorsale al romanzo – nudi, secchi, magistrali – non sono altro che trascrizioni fedeli delle sue conversazioni con il figlio undicenne John, con cui ama passare gran parte del suo tempo.
Ironia finale: altro che deprimente, McCarthy afferma di sentirsi la persona più fortunata “dai tempi di Adamo”.
Ma questo non è stato sufficiente a dare a The Road il permesso di soggiorno per le nostre sale cinematografiche. Nonostante le recensioni positive raccolte in patria, nonostante un cast di prim’ordine (Viggo Mortensen, Robert Duvall, Guy Pearce, Charlize Theron), nonostante il premio Pulitzer che Cormac McCarthy ha vinto nel 2007 proprio grazie al suo capolavoro, The Road non ha ancora trovato un produttore italiano disposto a portarlo nelle sale. Con buona pace di migliaia di lettori che da mesi aspettavano di vedere trasposta sul grande schermo una delle storie più intense mai scritte.
- Martedì 12 Gennaio 2010

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Il 10 Febbraio 2010 alle 12:37 Stieg Larsson, Dan Brown, Salinger: cosa si legge in metrò a New York? Ce lo dice un sito spione - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] a Un anello da Tiffany di Lauren Weisberger (l’autrice di Il diavolo veste prada), da La strada di Cormac McCarthy a Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, fino naturalmente all’ultimo [...]
Il 4 Marzo 2010 alle 08:27 Anticipazioni. Il 24 marzo esce il nuovo romanzo del premio Strega Maurizio Maggiani - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] Il romanzo – assicurano da Feltrinelli - risentirà dell’eco delle contee immaginarie raccontate da William Faulkner e dalle suggestive praterie di Cormac Mccarthy. [...]
Il 25 Maggio 2010 alle 14:24 Charlize Theron torna al cinema con The Road - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] accanto a Viggo Mortensen ha rischiato di non arrivare in Italia. Il motivo? É considerato troppo deprimente e quindi non adatto al pubblico [...]
Il 1 Ottobre 2010 alle 07:55 Scelti per voi: cinque romanzi americani da non perdere - Libri - Panorama.it ha scritto:
[...] non importa: bastano i suoi libri. Tutti, o quasi tutti, conoscono la Strada, da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da John Hillcoat. Ma i due romanzi da non perdere sono Suttree, da molti considerato il suo [...]
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