Tuffarsi ne Il Mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito, di Francesco Longo (Laterza) è un modo consolante e alternativo per lenire la monotonia del paesaggio invernale cittadino.
Di scoglio in scoglio, il giovane scrittore e giornalista ci accompagna in uno degli arcipelaghi più belli e remoti del Mediterraneo, le Eolie. Antica dimora del dio del vento e probabile approdo di Odisseo o, se si preferisce, la parte emersa di un vasto complesso vulcanico sottomarino che si stende di fronte alla costa nord-orientale della Sicilia, le isole Eolie non sono soltanto un Patrimonio dell’Umanità.
A seconda della diversa atmosfera e vocazione di ciascuna, calamitano saccopelisti e scienziati, giovani trendy e intellettuali, artisti e speculatori edilizi. Sono un set naturale privilegiato in cui hanno ambientato le loro storie Roberto Rossellini e Nanni Moretti, passando per Michael Radford e Massimo Troisi, che nel Postino offrì la sua ultima, magistrale interpretazione. All’attore napoletano il minuscolo comune di Malfa, isola di Salina, ha dedicato una strada. Ma è una delle pochissime concessioni alla modernità, tolti gli effimeri bagordi estivi. Le Eolie sono infatti un luogo “esterno” rispetto al mondo. Misteriosi frammenti del brodo primordiale, mito, metafora. In una, bellissima, Alicudi è la boule de neige, la bolla di plastica, il souvenir di tutte le isole che non esistono, da Avalon ad Atlantide.
“Sono dritto in piedi su un villaggio preistorico e il cellulare prende benissimo”. Da questo libricino scaturiscono sapori e odori, intuizioni e ricordi, sogni e fantasie: posso sentire le fragranze di ginestra, udire i borbottii della montagna, assorbire la salsedine e piegare il capo, come su un gozzo a rimirar le stelle dietro la sciara di fuoco. L’ispirazione trova rinforzi nel colloquio a distanza con gli scrittori che hanno associato lo spirito d’avventura al concetto di insularità (Robert Louis Stevenson, Joseph Conrad, Jack London, e ancora Melville, Poe, Defoe, Verne), scrittori che formano un unico “arcipelago letterario” fatto di rimandi incrociati e attrazioni fatali. L’isola per tutti rappresenta un luogo dello spirito, a un tempo confine del mondo e trampolino verso l’ignoto.
Sette scrittori, sette sorelle, sette colori: rossa come la lava Stromboli, bianca come le case Panarea, blu come il mare Filicudi, nera come l’ossidiana Lipari, marrone come i suoi muli Alicudi, gialla come lo zolfo Vulcano, verde come i vigneti Salina. Ma anche sette fossili preistorici dalle sagome bizzarre. Sembra di toccarlo, il profilo di Filicudi ovvero “quello che resta fuori dall’acqua di un triceratopo che scruta gli abissi”.
Un vero racconto di viaggio dovrebbe essere sempre anche una guida al viaggio interiore. Ed è lì che ci si trova dopo aver letto questo libro. Sul punto di partire. Per scoprire se è vero che dentro al mondo c’è uno “stranissimo cuore che batte”.
- Martedì 19 Gennaio 2010


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