
Yves Saint Laurent con Laetitia Casta, nel 2000 - Credits: Ansa
È uscita ieri nelle librerie francesi, arriverà presto in Italia e ha tutta l’aria di trasformarsi in un tormentone, quantomeno per gli appassionati del settore. L’ultima biografia scritta da Marie Dominique Lelievre - e dedicata a uno dei mostri sacri della haute couture, Yves Saint Laurent - già dal titolo promette infatti polemiche, definendo lo stilista “mauvais garcon” (ovvero, “ragazzaccio”).
L’autrice – che ha già messo sulla graticola altri miti transalpini del calibro di Serge Gainsbourg e Francoise Sagan - non gli risparmia praticamente niente: sesso sfrenato, droghe, cliniche psichiatriche, irascibilità e anaffettività. E, soprattutto, l’ossessione di riscatto e di rivalsa sociale: “voleva diventare ricco e celebre – sostiene la biografa – e aveva una rivincita da prendersi a tutti costi”.
Il libro ha fatto rumore anche per il secco rifiuto a collaborarvi di Pierre Bergé, industriale e finanziatore della maison nonché compagno dello stilista, che ha liquidato la faccenda così: “mi piacciono le biografie serie, quelle che non si accontentano di riportare storie di alcova e di ubriacature. Non approvo tutte queste opere che spiano dalla serratura. Non farò niente contro il libro proprio perché in realtà non gli do alcuna importanza”.
E a chi lo ha accusato di voler proteggere il suo storico partner e socio in affari, Bergé ha risposto a muso duro: “Non mi occupo del mito. Non ho paura di rivelare la verità dell’uomo, come dimostreranno le mie Lettere a Yves, in uscita a marzo”. La prossima puntata del tormentone, dunque, è solo rimandata. Nel frattempo, gli editori ringraziano.
- Giovedì 21 Gennaio 2010

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