Giornata della Memoria, i libri per non dimenticare

Il campo di concentramento di Auschwitz - Credits: Ansa/epa

Il campo di concentramento di Auschwitz - Credits: Ansa/Epa

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010: sono passati sessantacinque anni dalla liberazione di Auschwitz. Gran parte dei sopravvissuti non c’è più, e da qualche anno ci si inizia a interrogare su come si dovrà affrontare la fine dell’ “era del testimone”.

“Quando rimarremo soli a raccontare l’orrore della Shoah – ha scritto tempo fa lo storico David Bidussa - non basterà dire ‘Mai più!’ né rifugiarsi tra le convenzioni della retorica. Serviranno gli strumenti della storia e la capacità di superare i riti consolatori della memoria”.
Il problema non è di poco conto, ma bisognerebbe provare ad affrontarlo.

Evitiamo allora di annaffiare di retorica una data scolpita nel dramma della sua eccezionalità e proviamo a segnalare cinque libri che di quella tragedia si sono fatti acuti testimoni.

Impossibile dimenticare Primo Levi: chi avesse già letto Se questo è un uomo, potrà trovare nel dialogo tra lo scrittore torinese e Ferdinando Camon (Conversazione con Primo Levi, Guanda, ultima edizione 2006), forse la sonda migliore per scandagliare l’universo del lager e il concetto di colpa con il quale chi è sopravvissuto ha dovuto fare i conti (Levi è morto suicida nel 1987).

Il diario di Dawid Rubinowicz (Einaudi, ultima edizione 2000), a differenza del più noto capolavoro di Anna Frank, è invece una testimonianza più scarna e, se vogliamo, quasi oggettiva di cosa abbia significato la minaccia nazista per milioni di ebrei. Dawid aveva dodici anni quando iniziò a scrivere i suoi quaderni, e di certo non aveva la precoce sensibilità psicologica di Anna. Forse per questo, il suo racconto si fa più drammatico e la sua fine ancora più angosciosa: il diario si interrompe il primo giugno 1942. Poi, più nulla. L’unica data certa è il 22 settembre: in quel giorno Dawid arriva al campo di sterminio di Treblinka. Non ne uscirà più vivo.

Modulata sui temi di un’attesa angosciosa e pregna di premonizione è Badenheim 1939, forse il più bel romanzo che sia mai stato scritto sulla Shoah. Ne è autore Aharon Appelfeld, scrittore sopravvissuto allo sterminio, che racconta l’ineluttabile morsa nazista nei confronti di una comunità ebrea austriaca. Non ci sono proclami stentorei nella descrizione di Appelfeld. Al contrario, la sua narrazione descrive mirabilmente l’inconsapevolezza di un gruppo di uomini, che fino all’ultimo non sembra rendersi conto dell’abisso che si sta spalancando di fronte a sé.

A chi volesse invece guardare alla tragedia identitaria di molti ebrei del secolo scorso e capire cosa significhi davvero il rapporto tra un popolo e la sua terra, consigliamo Noi senza patria, la raccolta di scritti autobiografici di Ursula Hirschmann (ultima edizione, il Mulino 1993). La Shoah resta sullo sfondo, ma la sua presenza è decisiva nel legame affettivo ed elettivo della sua autrice con Berlino, una città ridotta a muta testimone di una tragedia, e descritta senza alcuna retorica e compiacimento vittimistico.

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Il 27 Gennaio 2010 alle 11:48 In treno ad Auschwitz, non solo memoria: “Per aprire gli occhi” - Italia - Panorama.it ha scritto:

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Il 27 Gennaio 2010 alle 13:37 Shoah, Giorno della memoria per non dimenticare questo - Foto - Panorama.it ha scritto:

[...] LEGGI anche: In treno ad Auschwitz, non solo memoria: “Per aprire gli occhi” - Giornata della Memoria, i libri per non dimenticare [...]

Il 27 Gennaio 2010 alle 17:29 Il giorno della memoria a Gerusalemme - Foto - Panorama.it ha scritto:

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Il 4 Giugno 2010 alle 07:50 Il testimone inascoltato di Yannick Haenel: vita di Jan Karski, messaggero della Shoah - Libri - Panorama.it ha scritto:

[...] distanza di più sessant’anni dalla Shoah (e con la fine dell’ “era del testimone”), il libro dello scrittore francese non si fa carico solo del racconto di una vita straziata da un [...]

Il 23 Gennaio 2012 alle 11:08 - Vivi Capena ha scritto:

[...] sono le pietre miliari, d’accordo. Saggi e romanzi diventati veri capisaldi per ricchezza documentale e resa letteraria. [...]

Il 24 Gennaio 2012 alle 10:11 Il libro sulla Shoah di Geve: Qui non ci sono bambini | MezzogiornoItalia – Il Quotidiano online del mezzogiorno ha scritto:

[...] ai “classici” che meritano senz’altro una lettura (clicca qui per scoprire i titoli), tra le novità il libro forse più interessante è edito da Laterza. Si intitola Il bambino di [...]

Il 25 Gennaio 2012 alle 15:54 - Vivi Capena ha scritto:

[...] più tragici della storia dell’uomo. Fortunatamente non si contano i libri sul tema, dalle pietre miliari, alle sempre nuove pubblicazioni. Una di queste, uscita da pochissimo, è l’ultimo romanzo di [...]

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