Stieg Larsson, Dan Brown, Salinger: cosa si legge in metrò a New York? Ce lo dice un sito spione

Credits: coverspy.tumblr.com

Sul sito si presentano così: “A team of publishing nerd hit the subways, streets, parks & bars to find out what New Yorkers are reading”.
Sono quelli che, seduti al tuo fianco sul treno, si sporgono per vedere cosa stai leggendo; solo che questi tizi poi pubblicano sul loro sito il titolo del libro che avevi in mano e una tua vaga descrizione. Dopo le donne nude che leggono brani in pubblico, un’altra tendenza americana fa notizia nel mondo letterario: Coverspy è un gruppo di 007 / artisti che si muovono per gli angoli della città segnalando i titoli dei libri letti in real time. Da ottobre 2009 i membri della crew (la cosa ha un sapore vagamente urban guerrilla) quasi ogni giorno pubblicano sul sito le copertine dei libri che hanno intravisto: a volte oltre 15. Un buon punto di osservazione per capire cosa leggono i newyorkesi: si va da La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson a Franny e Zooey di J.D. Salinger, dal Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald a Un anello da Tiffany di Lauren Weisberger (l’autrice di Il diavolo veste prada), da La strada di Cormac McCarthy a Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, fino naturalmente  all’ultimo di Dan Brown, Il simbolo perduto.

Ogni copertina è accompagnata da una nota che riporta qualche informazione sulla persona intercettata e sul titolo, del tipo: “maschio, 20 anni, capelli corti e giacca marrone, in piedi alla fine del Treno F”. Si citano anche i dispositivi Kindle di Amazon, ma senza titoli (i caratteri sono troppo piccoli per leggerli bene…). C’è pure la versione Twitter.
C’è chi tira in ballo il voyeurismo, chi avvolge di mistero l’operazione, chi ci vede risvolti di marketing. Che il lavoro delle spie da copertina possa o meno servire agli addetti ai lavori, a chi compila le book chart o a qualche trendsetter, di sicuro il fenomeno suscita curiosità e interesse. Ma la realtà è che per ora si tratta più di un gioco, di una performance concettuale (chi ci dice che i loro report sono veri? Non scattano foto ma ci mostrano solo una copertina presa da scansioni o siti web); e sicuramente di una brillante strategia promozionale. Dietro ci sono due ragazze (Maria Gagliano e Celia Johnson) e la loro rivista letteraria Slice, che esce ogni 6 mesi dal 2007 e sta registrando un buon successo ; per intenderci hanno intervistato il premio Pulitzer Junot Diaz e anche Salman Rushdie e Paul Auster). Non mancano lo spazio su Facebook e un blog.

Chissà chi era quel maschio ventenne in giacca verde scuro e capelli scuri con la riga che alle 2:30 del mattino stava leggendo Le città invisibili di Italo Calvino sul treno 4…

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