Wehrmacht di Guido Knopp. Un saggio dettagliato sull’esercito di Hitler

Wehrmacht: particolare della copertina del libro di Guido Knopp

Wehrmacht: particolare della copertina del libro di Guido Knopp

Una mole di studi, monografie, analisi ultra dettagliate e saggi su elementi tutto sommati secondari della sua organizzazione. Nata dopo la riforma del 1935, fermamente voluta da Adolf Hitler e dissoltasi con la disfatta del Terzo Reich, la Wehrmacht è stata al centro di un dibattito storiografico (e politico) infinito. E se sulla figura di Adolf Hitler esistono ormai numerose biografie – alcune delle quali interamente dedicate all’aspetto privato del Fuhrer – sono pochi i saggi pubblicati in Italia incentrati sull’esercito tedesco che offrono una visione di ampio respiro, provando a darne anche un giudizio storico complessivo.

Wehrmacht dello storico Guido Knopp, da poco pubblicato da Corbaccio, è uno di questi. Grazie anche al contributo delle registrazioni delle intercettazioni di alcuni ufficiali tedeschi, nel suo saggio Knopp traccia un ritratto chiaro e tutto sommato efficace del più grande esercito combattente tedesco, sfatando anche alcuni luoghi comuni ormai depositati al fondo della sua storia.

Tra tutti, quello sui crimini commessi dai militari: “secondo calcoli prudenti – annota lo storico – almeno il cinque per cento dei soldati della Wehrmacht partecipò all’esecuzione delle atrocità e quindi, soltanto sul fronte orientale, furono circa mezzo milione di uomini”. Knopp indaga anche sull’indipendenza politica dell’esercito: secondo l’autore, la Wehrmacht fu infatti l’unico centro di potere in grado di tenere testa al regime nazionalsocialista.Ciononostante, Hitler intervenne spesso direttamente in molte scelte, senza che ciò gli fosse impedito dalla gran parte dei generali. “E’ assodato – nota Knopp – che molti ottennero, in cambio del loro docile assenso, anche generose assegnazioni in denaro e veri e propri feudi”.

Un giudizio netto, che lascia però il varco a molte eccezioni. È il caso tra l’altro del tenente colonnello Heinz Drossel, uno dei soldati che si ribellò all’ordine di fucilare i commissari politici dell’Armata Rossa. “Il loro esempio - scrive Knopp - dimostra che, nonostante tutto, vi fu sempre spazio per far valere l’umanità. Sono gli eroi silenziosi di una perfida guerra”.

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