
Credits: Ansa
La notizia è di quelle bomba. Esiste un capitolo scomparso di Petrolio di Pier Paolo Pasolini: lo avrebbe ritrovato Marcello Dell’Utri.
Durante la presentazione della Mostra del libro antico, che si terrà a Milano dal 12 al 14 marzo, Dell’Utri (che ne è il curatore) ha svelato di essere in possesso di un dattiloscritto di Pasolini. Si tratterebbe addirittura di un capitolo di Petrolio, il romanzo incompiuto a cui Pasolini lavorò negli ultimi anni della sua vita, pubblicato postumo nel 1992 da Einaudi. Dell’Utri ha ipotizzato che lo scritto sia stato rubato dalla casa di Pasolini dopo la sua morte; sarebbe riemerso recentemente proprio durante l’allestimento della mostra “Immagini corsare: ritratti e libri di Pier Paolo Pasolini” organizzata da Alessandro Noceti e dalla Libreria Carattere di Milano, che farà parte della Mostra del libro antico.
“L’ho letto ma non posso ancora dire nulla”, ha commentato Dell’Utri, “è uno scritto inquietante per l’Eni, parla di temi e problemi dell’Eni, di Cefis, di Mattei e si lega alla storia del nostro Paese e di Mattei” (citazione ripresa dal lancio stampa dell’Ansa).
L’annuncio ha creato un autentico tsunami mediatico e ha sollevato da più parti, politica e mondo letterario, molti dubbi e domande. Come Dell’Utri è effettivamente venuto in possesso del dattiloscritto? Chi lo trafugò dalla casa di Pasolini, selezionando oltretutto le giuste pagine da un corpus ponderoso (oltre 500 le pagine a noi pervenute), disordinato e frammentario? Il contenuto del capitolo scomparso può essere in qualche modo collegato alla morte di Pasolini?
La vicenda ha tutti i connotati del giallo. Dell’Utri ha aggiunto che il mistero delle pagine ritrovate sarà svelato in occasione della mostra. Per la soluzione, quindi, non resta che attendere.
- Mercoledì 3 Marzo 2010

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Commenti
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Il 15 Marzo 2010 alle 00:43 iccur ha scritto:
Esisteva invidia e voglia di soppiantarlo!
Enrico Mattei non ha accumulato capitali per la sua famiglia oppure per il suo partito oppure per i suoi amici! Era nato povero e povero era quando è stato ucciso! Per dare una pensione a sua moglie si è dovuto fare l’impossibile! Questo fatto la dice lunga sul suo essere uomo sensibilissimo ai bisogni degli altri, sacrificando ogni slancio egoistico! L’appellativo di “corruttore-incorruttibile” lui stesso lo giustificava quasi fosse una sfida a dimostrare quanto difficoltosa ed incompresa era la strada da percorrere nel raggiungere quegli obiettivi relativi allo sviluppo energetico italiano, pur a tutti evidenti e sicuramente estremamente positivi negli anni della ricostruzione post bellica! Il poco tempo trascorso dalla sua scomparsa ha già cancellato la sua figura, come se l’insuccesso finale debba essere interpretato come una sua colpa! Invece Enrico Mattei era coinvolgente e determinato nel perseguire risultati altruistici, il bene comune, la liberazione atavica dalla miseria nazionale! Questo palese successo raggiunto da un personaggio semplicissimo ed indifeso suscitava invidia, spirito di emulazione ma anche voglia di soppiantarlo! E così è stato!
Silvano
Il 6 Dicembre 2011 alle 00:03 zione ha scritto:
In data odierna sembra che ci sono stati sviluppi in merito … ma comunque il procedere ancora nelle indagini, (anche con DNA sulla tavoletta con cui fu colpito lo scrittore), dopo 36 anni passati dalla morte di Pasolini, per accertare chi è stato l’assassino, oltre al Pelosi “la Rana” il reo confesso, condannato e che ha anche scontato la pena definitiva, ma che ora “si pente” e sembra voler fare i nomi dei complici, serve forse soltanto per ricominciare con altri interminabili Processi; e questa sembra essere solo il soddisfacimento di una curiosità, con possibilità di ulteriori grosse spese a carico dei Poveri Cristi che non sanno più come andare avanti, anche e principalmente a causa delle Zecche di Stato di vario tipo, perchè l’omicidio si prescrive (ancora ?) dopo 30 anni; altrimenti si rischia di fare fetecchja; chissà come sta andando la ripresa delle investigazioni e degli esami, da parte dell’estrosa e spendacciona Magistratura dei Pentiti e delle Intercettazioni che ha tanto da lavorare …
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Chissà a che punto sono le nuove indagini in corso, al fine di accertare se il corpo che finora riposava in Pace da 61 anni sia proprio quello del povero Turiddu Giuliano, il Re di Montelepre, morto assassinato (da chi ?) nel sonno a soli 28 anni oppure è quello di un “involontario impostore” messo appositamente ivi da qualcuno solo per intorbidire ulteriormente le acque e quindi allora urge indagare a largo raggio … ma visto che stiamo in argomento e per Amor di Patria, sarebbe doveroso vigilare anche sul “Campo dei Traditori” nella Certosa di Bologna, dove dal 1.851 è sepolto Sefano Pelloni (Stuanè, il Passator Cortese) a cui Garibaldi dall’America inviò una famosa lettera in cui si proponeva di “poter un giorno baciare i piedi di quel Prode Italiano”; perché ultimamente è stato notato un certo andirivieni di facce sospette che si aggiravano in quei luoghi; ragion per cui, mi raccomando di fare attenzione perché specie di questi tempi vanno a caccia dei resti di personaggi noti; perciò sarà meglio provvedere immantinente …
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