
Credits: sbradberry @flickr
È uscito Sulla scena del crimine, il libro che smonta nel dettaglio le appariscenti (ma inverosimili) tecnologie investigative di CSI.
80 interviste ad altrettanti esperti forensi americani: questa la formula scelta dalla scrittrice americana Connie Fletcher (nessun legame con la Jessica della Signora in giallo) per sfatare il mito dipinto da numerose serie televisive americane secondo il quale investigare su un crimne è una mera questione di tecnologia e acute intuizioni. No, stando alle testimonianze raccolte dalla Fletcher quello dell’investigatore è un lavoro lungo che richiede pazienza, attenzione per i dettagli e un utilizzo della tecnologie scientifiche a volte più avanzate di quelle mostrate in CSI.
Ma il fatto che il lavoro di investigatore sia meticoloso non significa che Sulla scena del crimine (Einaudi, 296 pagine) sia un libro noioso. Stando alla citazione di Michael Connelly riportata in quarta di copertina “ti assorbe completamente. Affascinante, tragico, pieno di notizie, impossibile da lasciare. Ogni storia non fa che aumentare la tua dipendenza”.
Del resto, se c’è una persona in possesso degli strumenti necessari per smontare il mito di CSI questa è proprio Connie Fletcher. Insegnante di Giornalismo Investigativo e Giornalismo Letterario alla Loyola University di Chicago, autrice di cinque libri (tre dei quali riportano la Storia della Polizia Americana in forma di racconto orale), la scrittrice americana ha realizzato un’opera che permette di toccare con mano cosa realmente avviene sulle scene del crimine degli Stati Uniti.
Le metodologie americane, tuttavia sono spesso assai diverse da quelle italiane. Per avere un’idea di come gli investigatori operano in Italia non è sufficiente seguire tutte le puntate di RIS, un ottimo libro è Scena del crimine, scritto da Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi.
- Mercoledì 10 Marzo 2010

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