Efe Bal: piacere, sono il trans più richiesto d’Italia

Efe Bal: Piacere sono il trans più richiesto d'Italia

Il 16 marzo arriva in libreria “Quello che i mariti non dicono. Confessioni di una trans” (Mondadori, 120 pagine, 17 euro), libro verità di Efe Bal, il trans turco considerato il più desiderato d’Italia.

Scritto con Stefania Berbenni, giornalista di Panorama, il libro risponde alla domanda che, dopo il caso Marrazzo, mogli, fidanzate (e non solo) d’Italia si sono poste: perché? Risponde Efe raccontando di mariti apparentemente integerrimi, ragazzi, coppie: una carrellata di storie vere scelte fra le molte vissute in dieci anni di «professione» nel nostro Paese.

AVVOCATI O BARISTI, A LETTO, SONO UGUALI
Dopo dieci anni di lavoro, credo di avere capito due cose, e cioè che, prima o poi, qualsiasi uomo vuole provare l’esperienza della trans, per curiosità, per spezzare la noia della vita, per far girare adrenalina nelle vene sclerotizzate dalla routine. Non dico tutti, ma quasi tutti gli uomini. Se penso a chi è passato dal mio letto – avvocati, manager, operai, ragazzi, commercialisti, creativi, baristi, imprenditori, ignoranti e laureati – alla fine sono tutti uguali quando sono qui a casa mia, liberi di chiedere ciò che vogliono perché pagano. Sono liberi di essere Mister Hyde, consentendo al compunto Dottor Jekyll di continuare a fare il bravo marito, o il compagno di vita. Il fatto di non avere differenze sostanziali fra le gambe – se non di misure – ci rende automaticamente complici, i clienti sanno che possono chiedere tutto, e che io capisco le loro pulsioni. È una cosa «fra uomini». Il che è consolatorio, aiuta a sentirsi meno in colpa.
(…) Se fossi sposata, non mi fiderei. Non c’è cittadino al di sopra di ogni sospetto, come diceva quel film.

IL SIGNORE MODERATO
«Se sapessero com’è veramente». Mi capita di pensarlo, talvolta, quando vedo il mio cliente in tv o su un giornale, coi suoi modi garbati, l’eloquenza di chi ha studiato e sa come piacere, convincere, sedurre. Come tenersi la sua audience. È la perfetta incarnazione del Signore Moderato, non troppo, né poco. Sta sempre nel mezzo, ha classe, è impeccabile nei dibattiti. Forse per questa sua arte di incarnare l’equilibrio è famoso, molto famoso. Quando è scoppiato il caso Marrazzo, gli sono tremate le vene. Il suo è un volto che tutti conoscono, la sua voce impostata è familiare agli italiani e pure quella è moderata. Lo è anche quando mi telefona, chiedendomi di raggiungerlo in hotel e dicendomi: «Ho bisogno del tuo c…o, vieni a scoparmi». Forse è l’unico momento della sua vita in cui non usa metafore, non gira intorno. E io rido al pensiero.

L’UOMO SPOSATO
Andiamo a letto, faccio come sempre, comincio a toccarlo, succhiarlo, e gli lascio fare lo stesso. Preliminari. «Girati» mi dice, e attacca lui, a possedermi. È maschio come pochi. Parlando, scopro che è sposato e ha due figli, è un manager importante nel suo settore. Gira il mondo, conosce chi conta. Ma sua moglie sa com’è Dario veramente? Se fossi sposata e amassi il mio uomo, gli darei importanza, lo guarderei mentre legge il giornale o è davanti alla tv, fuori controllo insomma, e forse capirei che non è così semplice la vita. Mi viene in mente quel film di Ferzan Ozpetek, Le fate ignoranti: la moglie scopre che il marito morto aveva un grande amore gay. Non si era accorta di nulla, ma come è possibile?

IL VENTENNE «BENE»
Michele è bellissimo, alto, magro, un sorriso da far stramazzare per terra, occhiali sottili. E ha 21 anni. Si veste bene, è ultraricco, porta uno di quei cognomi che a Milano tutti conoscono, di una delle famiglie bene.
La prima volta è arrivato in moto, il casco in mano, un giubbotto Ferré addosso e l’aria ingorda. Mi sono imbarazzata vedendolo sotto casa mia, così giovane e bello. Mi aveva preceduto di poco. Io stavo guidando la mia adorata Cayenne, quando era squillato il cellulare: Michele mi aveva vista sul sito, reclamava un appuntamento, e subito. C’era mia madre di fianco a me, ormai sapeva come passassi le giornate, e le mie notti. Mi aveva accettato, mi voleva felice sapendo che non lo sarei mai stata mentendole, o vivendole lontana per sempre. Abbiamo preferito essere sincere l’una con l’altra invece che inventarci vite finte come fanno in molti, compresi alcuni miei clienti. Accettarmi è l’ennesimo regalo che mi ha fatto. Così ci siamo trovati tutti e tre sotto casa, mia madre è andata a fare compere e Michele è salito a casa. Ci siamo spogliati, sembrava incantato: «Sei più bella di molte donne». (…) A letto, Michele è stato una furia, ha voluto fare lui, a me è toccata la parte della donna. Proprio come una fidanzata.

LA COPPIA
Venivano da fuori Milano, lei 26 anni, commessa, lui 30, ingegnere. A vederli, ti veniva da invidiarli per quanto erano ben assortiti: sembravano i fidanzatini di Peynet.
Io che faccio la prostituta, però, non andrei mai da un’altra prostituta col mio fidanzato. Ho pensato: «Hanno tutto, si amano, sono belli a vedersi, e hanno pure una fantasia erotica fuori dal comune». Se non fosse così, non sarebbero qui ora nudi sulla mia trapunta rosa, Paolo e Francesca, così si sono presentati, come quelli di Dante che finiscono all’Inferno perché si amavano troppo.
Facciamo tutto, missionario, pecorina, spegnicandela. Sono belli e puliti, ludici, goderecci. Mi diverto anch’io: chi l’avrebbe mai detto? «Grazie, sei stata bravissima. Abbiamo provato altre due trans, ma con te è stato più bello». Bella soddisfazione, mi sono detta chiudendo la porta. Sto migliorando: non credo infatti di essere una buona partner per le coppie, sono restia ad accettarle, anche se pagano di più, certe volte il doppio. Dopo tante cure ormonali, faccio sempre più fatica a fare sesso con le donne. Sono cambiata, gli ormoni mi hanno cambiata, fino a qualche anno fa mi era facile essere bisex… Ora mi pesa compiacere le donne, so cosa vogliono gli uomini, non so immaginare cosa invece desiderino loro. Detta spiccia, non mi piace più fare l’amore con una donna, lo faccio solo quando si presenta in coppia.

L’ADDIO AL CELIBATO
«Io domani mi sposo». Che male c’è se uno festeggia l’addio al celibato con una trans? (…) A Guido l’idea venne, e si presentò dietro un paio di occhiali da sole di Gucci. Era in Italia per mettersi la fede al dito: «Lo faccio per accontentare i miei» precisò. Io, come sempre, non chiedevo niente, così lui si sentì in dovere di riempire il silenzio: «Sono in Italia per 20 giorni, in licenza matrimoniale. Sai, lavoro da Gucci a Tokyo». Spiegati gli occhiali da 300 euro. Aveva 30 anni allora, magari adesso sarà padre di due bambini, chissà.
Trent’anni e un fisico da discobolo con mani da pianista e modi da aristocratico. Come andare a letto col muratore dei sogni e l’intellettuale di buona famiglia, insieme, combinazione rarissima da trovare, anche per me che sono stata con più di 3 mila uomini.
«Non so se amo Giuliana, la mia quasi moglie. Facciamo sesso ogni due o tre giorni, non è male, non trovi?». «Sta’ tranquillo, va bene così» lo rassicurai. Non ero la sua prima trans, e scommetto che non sono stata l’ultima. Perché è difficile tornare indietro. Scopammo senza cerniera, ci impiegai pochi minuti a farlo godere. «Auguri per domani». «Grazie. Stasera ho un altro addio al celibato con i miei amici, ma non sarà così bello».

CAPODANNO
A Capodanno comincio a ricevere dopo le 2, perché prima ha poco senso. Prima si sta in famiglia, con la fidanzata o con gli amici, si brinda, si fa la persona normale. È dopo che ci si misura con se stessi, quando si inizia l’anno facendosi trombare da una trans.
Ho battezzato il 1º gennaio di un famoso cardiochirurgo di Milano, che spesso finisce sui giornali in quanto medico autorevole. Ho brindato al nuovo anno di un impiegato di Biella che si è regalato un’ora con me a mo’ di portafortuna. Sono stata la prima sodomia di un notaio blasonato, un habitué del mio letto, ricchissimo ed esigente. Ho fatto lo sconto a un professore di lettere (almeno così si era accreditato), a corto di soldi perché lo avevano pelato al cenone di mezzanotte dove era andato con la fidanzata.

Commenti

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Il 11 Marzo 2010 alle 12:28 apicale ha scritto:

MA QUESTI/E LE TASSE LE PAGANO ??????

Il 26 Agosto 2010 alle 04:04 pecorella79 ha scritto:

Da quanto ho capito con efe ci conosciamo da tanto tempo la più grande lottatrice di sumo di tutti tempi soltanto che la sauna era un po’ troppo regolata male.Il sifu di 5 grado in rfealtà di 8 è il più grande combattente da strada ma in questo caso l’allieva supera il maestro,bfrava efe però ragazzi non perdciamo tempo con il cinema lasciamo che anche i nostri nemici entrino a far parte della nostra squadra,il òproblem è molòto più serio di quello che si pensi,quello che è successo a Orlando furioso potrebbe ripetersi, i pedofili non ci piacciono è questione di onore e di professionalità per quanto riguarda poi i trans lasciamo stare questi esperimenti e ridiamo alla natura quello che è giusto,magari se uno o una si vuole divertire una volta e provare la sensazione di una bella passera ma veramente bella deve essere e qui non sono ammessi errori, con due belle tette e il sotto molto ben rifinito e coinvolgente davvero perchè no? Ma tale deve rimanere. Il nucleare in mano ai privati potrebbe essere un arma a doppio taglio rivoltata dalla parte sbagliata.Usiamola per scopi veramente terapeutici e non distruttivi.Siamo tutti fratelli e sorelle e quando serve ci dobbiamo venire incontro.Quello che èò successo a Emanuela e a Mirerlla probabilmente non riesco a capire se è la verità ma di fatto sta che la poveretta che suonava il flauto ha avuto solo la colpa di non suonare un altroi strumento.Che non si ripetano mai più queste cose e quello che sta succedendo adesso è meglio per loro che si interrompa suboto e la situazione fridiventi immediatamentde normale senza feriti ne morti.Lib3eriamo il Vaticano dal demonio e tutte le nostre parrocchie! Forza Silvio e Giancarlo si metta da parte una volta per tutte o almeno chè non collabori e non si faccia trascinare da idee empiriche e superstiziose.

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