Fiera del libro per ragazzi 2010: tra cultura e pragmatismo

(credits: nicoladagostino on Flickr)

(credits: nicoladagostino on Flickr)

Celebrazione di classici della letteratura e carte puntate su personaggi e marchi noti: è la strana accoppiata che ha presentato la Fiera del libro dei ragazzi di Bologna ai suoi visitatori. 

Da un lato abbiamo l’anima più raffinata e nobile di questa fiera per operatori del settore.

Uno dei punti più alti è rappresentato dalla partecipazione della Slovacchia come paese ospite: la mostra SlovakUnitedImmagiNations offre un bel quadro sulla sua ricca storia di libri illustrati per l’infanzia.
A corredo -all’interno della fiera e in giro per Bologna- ci sono stati incontri, seminari, concerti ed altri spettacoli.

Un’altra vetta è l’attenzione puntata sullo scrittore Gianni Rodari, di cui quest’anno si celebra il novantesimo anniversario della nascita.  Anche qui seminari e incontri sulla sua figura nonché il risultato di “Grammatica delle Figure”, concorso di illustrazione internazionale che ha avuto 846 adesioni provenienti da tutto il mondo.

Le opere selezionate, tutte ispirate a libri, racconti e filastrocche di Rodari, sono state esposte al centro servizi, mostrandoci reintepretazioni del suo straordinario immaginario come il Filobus numero 75 (da Favole al telefono) o le Mucche di Vipiteno (da Il gioco dei quattro cantoni).

Ma la Fiera del libro per ragazzi è anche e soprattutto un appuntamento di lavoro e una cartina al tornasole dell’editoria internazionale.

Se l’offerta di disegnatori, pittori, fumettisti, traduttori e quant’altro è come sempre ricchissima (lo sguardo al “muro” degli annunci è eloquente) l’impressione è ci siano meno gigantismi e spese folli per gli stand.

Soggetti come Penguin, MacMillan, Hasbro (tra gli altri) continuano ad avere una presenza consona alla loro importanza ma sono assenti cose come i fortini/castelli che un tempo erigeva Disney.

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Altro aspetto interessante è il calo di interesse verso la tecnologia. Dopo le scorpacciate degli scorsi anni l’editoria per ragazzi sembrerebbe essersi riassestata su libri e pubblicazioni stampate, animazioni, gadget e merchandising correlato e tranne rare eccezioni non sembra troppo interessata alle ultimissime novità dell’informatica.

L’impressione che ho avuto girando per la fiera è poi che certa editoria abbia deciso di non fare grossi investimenti o assumersi rischi ma di andare “sul sicuro”. Come? Puntando e sfruttando al massimo nomi e personaggi già forti e riconoscibili, non importa da quale ambito provengano.

È una strategia che non è limitata al padiglione 31, quello intitolato “Kids Licensing Forum”, ma si nota un po’ ovunque.
Un esempio è il dilagare di Hello Kitty, le cui forme facevano capolino presso tanti stand, forse un po’ troppi.

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