Il futuro (e il presente) della fantascienza si chiama China Mieville

Credits: Andrew M Butler

Credits: Andrew M Butler

Il suo The city and the city ha vinto il prestigioso BSFA, ma l’autore inglese è anche il favorito per i premi Hugo e Arthur C. Clark.

Mentre nello stivale ancora non si è esaurita l’isteria postuma per Philip K. Dick, mentre Roland Emmerich si prepara a dare una veste 3D alla Fondazione di Asimov, nei forum per appassionati di fantascienza (quelli soft, i veri fan lo conoscono già) piomba il bizzarro nome di China Mieville.

Con il suo romanzo del 2009 The city e and the city, un thriller fantascientifico ambientato in due diverse città che occupano la stessa area geografica, il giovane autore inglese si è infatti portato a casa uno dei premi più importante della fantascienza mondiale, quello della British Science Fiction Association (BSFA). I giurati si sono sprecati in elogi da capogiro, definendo la sua prosa ‘rivoluzionaria‘ e dandogli un’importanza paragonabile a George Orwell e Philip K. Dick. Non stupisce quindi che il suo nome sia tra i favoriti per altri due altisonanti premi della scena fantascientifica mondiale: Hugo e Arthur C. Clark.

Ma chi è China Mieville? E perché di punto in bianco sembra essere diventato l’araldo della fantascienza contemporanea?

In Italia lo conoscono in pochi, e in particolare per i romanzi del ciclo Bas-Lag, che fondono steampunk, fantasy e horror in un mondo immaginario abitato da diverse razze intelligenti. Ma ciò che ha permesso a Mieville di soffiare nuova vita nel panorama più volte dato per morto della science-fiction non è la sua indiscutibile carica immaginifica, bensì la sua coscienza politica e l’intenzione più volte dichiarata di voler sottrarre fantasy e fantascienza agli stilemi decennali dentro i quali i generi stanno agonizzando. Forte della sua laurea in antropologia sociale (e della sua tessera del Socialist Workers Party, un’ala politica di stampo trozkista), Mieville inserisce in ogni suo romanzo i temi della politica a lui più cari. “Il mondo che sto dipingendo è farcito di tutte le preoccupazioni che ho” ha dichiarato al magazine The Believer, “Voglio dire che ho inventato questo mondo nel quale si sviluppano grandi storie, ho pensato che un modo per renderlo interessante è pensare ad esso in maniera politica”.

Commenti

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Il 7 Settembre 2010 alle 12:53 Premio Hugo, vince China Miéville. E che nessuno tocchi la fantascienza - Libri - Panorama.it ha scritto:

[...] questo, dovendo oggi parlare di China Miéville e Premi Hugo, è probabile che alcuni lettori apriranno un’altra pagina e preferiranno [...]

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