
Filippo Timi e Stefania Rocca al Teatro Franco Parenti - Credits: ViolaBlanca
Fabio Novembre spiega il design a chi il design poco lo mastica. Un libro non solo per chi il mondo del design lo frequenta e lo vive, ma per chi il design lo usa, quindi l’utilizzatore finale
Il sipario sul Salone del Mobile è calato. I padiglioni dell’area fieristica occupati da altro, le vie della città milanese tornate alla normalità, le installazioni riposizionate nei luoghi di origine o smantellate. Gli architetti, i creativi, i designer ai loro tavoli da lavoro. Ognuno porterà con sé l’evento o la novità che più l’ha colpito. Noi vorremmo poter tornare indietro a martedì 13 aprile, al Teatro Franco Parenti. Alla serata dedicata a Fabio Novembre. Una scoperta. Forse di più. Una conferma.
La serata è stata l’occasione per conoscere le pagine del nuovo libro di Fabio, “il design spiegato a mia madre“. Un modo nuovo di spiegare il design. Attraverso domande e risposte, in una lunga conversazione con Francesca Alfano Miglietti, Fabio spiega il design a chi il design poco lo mastica. Un libro non solo per chi il mondo del design lo frequenta e lo vive, ma per chi il design lo usa, quindi l’utilizzatore finale. Dal risvolto di copertina (dal sito Rizzoli):
Visionario, eccessivo, sognatore, Novembre ammette che le sue creazioni rispondono più a esigenze personali che alla soddisfazione di bisogni collettivi. Ma i suoi spazi seduttivi e i suoi oggetti iconici - sedie come il negativo di corpi, vassoi in forma di piazze, tavoli con gambe di corda, divani come nastri infiniti e poltrone come maschere - ne hanno fatto uno dei designer più interessanti e affermati della scena internazionale. I suoi progetti nascono per raccontare storie e i suoi punti di riferimento sono, oltre ai grandi del design contemporaneo, anche gli esempi forniti da altri ambiti, dal cinema alla musica, dall’arte alla natura e alla moda, in una rete di riferimenti, relazioni, connessioni e somiglianze che è “fonte di vita e di ispirazione continua”. In questo libro, insieme alla teorica dell’arte Francesca Alfano Miglietti, Fabio Novembre prova a definire il suo lavoro, l’ispirazione e il ruolo degli oggetti, sviluppa il concetto del passaggio dall’”io” al “noi” e fa il punto sul cosiddetto italian design, aiutato anche da interviste inedite ad alcuni maestri come Sottsass e Magistretti, Branzi e Mendini.
I miei spazi hanno pelle e carne, sangue e sensi, e i miei oggetti sono come Pinocchio, possono anche dire qualche bugia, ma sono vivi.
Non per niente Fabio è stato definito il Collodi del design. Quindi nel corso della serata non poteva che far leggere brani tratti dal suo libro ad un Filippo Timi - Pinocchio e ad una Stefania Rocca - Fata Turchina. Perfettamente calati nella parte.
Abbiamo quindi conosciuto meglio l’uomo che nel corso del Salone del Mobile ha presentato la sua nuova sedia Abarth per Casamania. L’uomo che si è reso imprendibile perchè seguito ogni giorno da una telecamera per la registrazione di Being Fabio Novembre, guida quotidiana al Salone, voluta da Abitare in collaborazione con Radio Deejay. L’uomo che ha fatto del suo logo un Cupido che imbraccia un fucile. Con il quale ad ogni colpo fa centro.
- Venerdì 23 Aprile 2010

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