
Un ritratto di Tagore nella sua casa di Calcutta (Ansa/Epa/Adhikary)
Per Edward Thompson era l’artista dei “piccoli dolori e delle piccole gioie”. Rabindranath Tagore è certamente il più noto poeta bengalese di tutti i tempi.
Complice il Nobel assegnatogli nel 1913, i suoi versi sono stati tradotti in ogni paese occidentale e il suo nome suona familiare anche per chi non ha dimestichezza con la lirica e la metrica moderna.
Di Tagore, c’è tuttavia un aspetto meno conosciuto e meno solcato dalla pubblicistica contemporanea. Oltre a essere l’autore di raccolte di liriche e di versi ormai divenuti universali, il poeta nato a Calcutta è stato infatti un abilissimo narratore.
La conferma arriva da un’antologia di racconti finora inediti in Italia, intitolata Il vagabondo e pubblicata da Guanda per le cure di Brunilde Neroni. Tredici novelle in cui il cesello del Nobel arriva a risultati sorprendenti, confermando al contempo le nervature, già note, della sua produzione poetica.
A cominciare dal gusto del dettaglio e del particolare per arrivare – come ha notato la Neroni - fino alla “indipendente maestosità dei suoi scenari, sia minimi sia immensi”.
Amore, avarizia, miseria, emarginazione: il racconto di Tagore si snoda attraverso una quotidianità scandita dalla ricerca ossessiva della realtà e da una lingua lontana da schemi arcadici e leziosi, ma non per questo dotata di una potentissima letterarietà.
E finisce presto col restituirci il ritratto di uno scrittore decisamente più complesso e completo rispetto alla solita vulgata del poeta mistico ed universale.
- Martedì 18 Maggio 2010

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Commenti
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Il 24 Settembre 2011 alle 15:30 Le massime per una vita armoniosa di Rabindranath Tagore | La Lettura ha scritto:
[...] Rabindranath Tagore è certamente il più noto poeta bengalese di tutti i tempi. Più noto e più apprezzato in Occidente. Non è un caso che Guanda continui la ripubblicazione della sua opera, proponendo adesso un’antologia, Massime per una vita armoniosa, a cura di Brunilde Neroni. [...]
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