
Particolare della locandina campagna promozionale - Credits: IBookYou
Chiuso il Salone del Libro si tirano le somme. In termini di affluenze, di tavole rotonde, di interventi, ma soprattutto di visitatori. E poi la domanda: “ma ogni visitatore è un potenziale lettore, un divoratore di libri, un old-style o un pro-ebook?”.
Tralasciando i numeri, accantonando la domanda posta in un convegno dall’AIE su “che fine farà l’ebook?” nella prima settimana di vita dell’applicazione in Italia, vorremmo invece soffermarci sull’iniziativa se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro. Questo è il cuore della campagna di comunicazione, presentata al Salone internazionale del Libro di Torino, e promossa dal Centro per il Libro e la Lettura e dall’Associazione Italiana Editori, in collaborazione con l’Associazione Librai Italiani e il supporto di Anci e Upi, che si concentrerà sui media e sulle librerie di tutta Italia nella settimana che dal 16 maggio culminando infine nella Giornata nazionale per la promozione della lettura del 23 maggio.
Dicono dell’iniziativa…
“Regalare un libro è più di un gesto d’affetto. Con un libro regaliamo qualcosa di noi, un pezzo della nostra anima. Vorremmo che nel tempo divenisse un gesto naturale, proprio come fanno gli innamorati a San Valentino o i figli di tutte le età per la Festa della mamma”, ha dichiarato il presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Gian Arturo Ferrari. “La nostra sfida - ha proseguito il presidente dell’AIE Marco Polillo - è rendere il libro più familiare, più vicino al mondo e al cuore dei possibili lettori. Vorremmo che la lettura diventasse un piacere quotidiano. Per questo ci siamo rivolti a tre autori molto noti e amati dal pubblico e li abbiamo invitati a dire in pochissime parole quale è secondo loro il senso e il gusto del leggere. Ne sono usciti tre modi diversi di intendere la lettura, ma ce ne potrebbero essere molti altri, perché la lettura è infinita”.
Le iniziative…
Nel corso della settimana e in particolare nel week end gli appassionati del libro potranno scegliere tra presentazioni alla presenza degli autori (in lavanderia, sull’erba, al mare…), spettacoli teatrali, colazioni e aperitivi letterari, reading e maratone di lettura, letture di libri e poesie con proiezioni e accompagnamenti musicali dal vivo, eventi in librerie e biblioteche di Comuni, Enti e Istituti Scolastici. Programmati anche convegni, Festival e manifestazioni. E ancora incontri dedicati ad una lettura che sia a portata di tutti e usufruibile anche agli ipovedenti, iniziative nei Musei e rassegne culturali che sfruttano gli spazi aperti e i piccoli centri storici delle città. Eventi che portano all’acquisto di un libro per regalarlo a qualcuno che si ama, ma anche scambi di libri portati da casa, e libri regalati ai visitatori dai musei. Tutte le iniziative sono aggiornate giorno per giorno e ricercabile per regione, città e provincia.
Chi ci ha messo la faccia…
Gianrico Carofiglio, Benedetta Parodi e Roberto Saviano hanno infatti partecipato al progetto, raccontando i grandi mondi che stanno dentro un libro. “Se vuoi essere libero di scegliere, Se non temi la forza delle parole”, dice Saviano; “Se per te il fruscio di una pagina è più musicale di un mouse, Se per te una poesia può scintillare più di un gioiello”, continua Carofiglio; “Se ti piace sperimentare e sei sempre curioso, Se ti piace metterti in gioco e ami la sfida”, aggiunge Benedetta Parodi.
Perché?
Scopo dell’iniziativa è avvicinare alla lettura, sicuramente, ma fare anche un gesto d’amore nei confronti di chi ci sta vicino, al pari di una giornata come San Valentino o la Festa della Mamma. Non arrovellatevi su quello che vi verrà consegnato. Non giratelo con curiosità tra le mani. Non è una scatolina contenente un Trilogy, ma un libro. Con cui arricchire lo spirito, emozionarsi con le sue parole e infine sognare.
E poi… Domandare è lecito.
Nessuno provi a negarlo. Ne avevano scritto i media, il tam tam si era diffuso via web, fino a quel 26 marzo, in cui il blogger Alberto Schiariti invitava i suoi seguaci a regalare un libro per strada ad un perfetto sconosciuto.
Interrogati gli organizzatori su quello che è stato il 26 marzo di Alberto Schiariti, le risposte sono state sincere, ma anche determinate in difesa di quanto sta dietro al 23 maggio. Se da un lato l’iniziativa di Alberto era nota avendola letta sulla stampa, dall’altra si sono prese le distanze ufficializzandola, anzi istituzionalizzandola. Rendendola una cosa a sé stante, dotata di vita e scopi propri.
In particolare, il direttore del Cepell, Flavia Cristiano, ha gentilmente risposto a una serie di domande.
Conoscevate l’iniziativa?
Il 30 marzo ho avuto modo di apprendere - su segnalazione di una funzionaria del Centro per il Libro - i dettagli sull’iniziativa “leggere, leggere, leggere”, ideata da Alberto Schiariti e promossa tramite il suo blog, che aveva avuto luogo il 26 marzo. Ho considerato l’iniziativa così meritevole, che mi è sorta spontanea l’esigenza di congratularmi con il diretto interessato, al quale ho postato un commento sul suo blog (era l’8 aprile). Inoltre sul nostro sito internet la sua iniziativa è stata segnalata tra le migliori pratiche ed è tuttora consultabile.
Ne avete preso spunto?
Non abbiamo preso spunto dall’iniziativa “leggere, leggere, leggere”, poiché la preparazione della nostra campagna risale a molto tempo prima, essendo collegata alla Giornata nazionale per la promozione della lettura che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito già a luglio del 2009 per il 25 marzo (poi rinviata al 23 maggio per motivi elettorali). D’altronde non siamo di fronte a un vero inedito: esistono da anni iniziative di questo genere, quale la ben nota festa di San Giorgio (che si svolge a Barcellona e prevede che a ogni uomo che regali una rosa alla propria amata, la stessa ricambi con un libro), promossa nell’ambito della Giornata Mondiale del Libro, celebrata dall’Unesco il 23 aprile di ogni anno.
“Se mi vuoi bene, il 23 maggio regalami un libro”, frutto di una collaborazione, ovviamente richiede tempi molto più lunghi rispetto a quelli di un privato che si muove autonomamente. Il presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Gian Arturo Ferrari, aveva già annunciato di volere promuovere questa iniziativa quando presentò i principali progetti 2010-2012 del Centro per il Libro e la Lettura nel corso della conferenza stampa del 17 febbraio scorso, che ha avuto un’amplissima copertura mediatica, essendo presenti tre ministri - Sandro Bondi, Mariastella Gelmini e Giorgia Meloni - e il sottosegretario della presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti. A febbraio la campagna non aveva ancora un claim, ma un obiettivo dichiarato sì (quello di dare al libro un valore affettivo).
A fine marzo la campagna era già ben avviata e definita, poiché era stata affidata all’agenzia Zampe Diverse la produzione degli spot radiofonici e televisivi, e il 1° aprile il Ministero per i Beni e le Attività Culturali aveva prenotato, presso il Salone del Libro di Torino, la sala per la conferenza stampa della presentazione della campagna.
Sentite la vostra iniziativa più istituzionale rispetto a un “piccolo”?
La nostra iniziativa non è esattamente istituzionale perché non è finanziata dallo Stato, ma dall’Associazione italiana editori. Il Centro per il Libro e la Lettura aderisce alla campagna anche perché si collega alla Giornata nazionale di promozione della lettura promossa dalla Presidenza del Consiglio che, dal canto suo, ha lanciato, in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, un concorso rivolto alle scuole per sollecitare i giovani alla lettura nella sua accezione più ampia. Credo, comunque, che riguardo alla promozione della lettura, non abbia senso distinguere tra pubblico e privato. Penso che ognuno possa concorrere per la sua parte, nell’ambito delle proprie capacità, competenze e punti di vista. Per la promozione del libro c’è posto per tutti.
Ma Alberto, risentito e toccato sull’originalità dell’iniziativa, ha voluto dire la sua. Con una mail accorata rivolta all’AIE. Ci sarà una risposta ufficiale?
Noi restiamo degli spettatori. Meglio, dei lettori.
- Giovedì 20 Maggio 2010

Il Salone del Libro di Torino
Wrecking Ball Tour
Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus
I nostri libri, per amare le città
Letture per i più piccoli
Libri sul comodino
Fumetti da non perdere
Le nostre scelte: le letture da non perdere
Sei video per amare gli ebook
Ebook: come scegliere il reader giusto
VAI ALLO SPECIALE
Charles Dickens, 200 anni
Perché il pallone è ben altro






Io scrittore, tu grafico
Philip K. Dick in copertina
Wislawa Szymborska, cinque libri per ricordarla
Fumetti: Cena con Gramsci
Antonio Tabucchi, cinque libri per ricordarlo
L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento
A Buenos Aires una nuova Torre di Babele, di libri







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 24 Maggio 2010 alle 08:53 tranego ha scritto:
Se un amico avvia con me un discorso di cui non mi interessa nulla, non fatico a trovare il modo di farglielo capire e, al massimo, perderò tre minuti. Ma se lo stesso mi regala un libro che non mi interessa, questo amico, non solo ha sprecato soldi, ma, nell’ipotesi che io legga il libro, mi farà perdere molte ore. Un disastro, che mina alle basi l’amicizia stessa.
Un libro va desiderato, cercato, scelto: operazioni personalissime, in cui non autorizzo nessuno a sostituirmi.
La frase che propaganda la lettura va quindi cambiata con questa: se mi vuoi bene, non regalarmi un libro, ma un generoso buono-acquisto.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.