
Mamma mia che caldo che fa: particolare della copertina del libro
Con toni apocalittici, manco fossimo novelli Savonarola; oppure con l’irresponsabile superficialità di chi è convinto che non cambierà nulla. Di cambiamenti climatici si può parlare in tanti, troppi modi, ed in effetti le occasioni non mancano.
Tra le tante forme, se ne può scegliere anche una elementare, che non è affatto detto coincida con una vulgata semplicistica. È la scelta che ha fatto Leo Hickman, trentacinquenne inglese, tra i più noti commentatori del giornalismo ecologista anglosassone (scrive abitualmente sul Guardian).
Hickman è già noto al pubblico italiano: oltre a collaborare con l’Internazionale, infatti, è autore di un paio di saggi (La vita ridotta all’osso e Ultima chiamata), usciti da noi per i tipi di Ponte alle Grazie e dedicati all’ecologia.
Torna ora nelle librerie nostrane con Mamma mia che caldo che fa, un libro vivace e scapricciato dedicato al cambiamento del clima. Il saggetto è rivolto ai più giovani. Non essendo mai sbrigative, le argomentazioni di Hickman possono però essere indirizzate anche ai meno imberbi.
Facciamo un esempio: nelle prime pagine, per spiegare come nella lunga storia del nostro pianeta siamo solo una piccola frase, l’autore immagina che la durata della vita della Terra sia uguale alle 12 ore di un orologio. Se sessanta minuti – spiega Hickman – corrispondono a un miliardo di anni, ebbene attualmente sono solo le quattro e mezzo.
“L’intero periodo in cui si ritiene che le forme di vita animali e vegetali avanzate siano destinate a stare sulla Terra rappresenta un’ora appena, e già ne sono passati circa 30 minuti” afferma l’opinionista. Secondo le stime più qualificate, alle 8 il sole si sarà sgonfiato e allo scoccare delle 12, la Terrà non esisterà più.
La morale è presto detta: “Non solo il pianeta Terra è un luogo speciale, ma l’esistenza di noi uomini si verifica in un momento molto, molto speciale della sua vita”. State in campana, suggerisce Hickman, il bene di cui disponiamo è molto più evanescente di quanto non si possa immaginare.
- Giovedì 27 Maggio 2010

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Commenti
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Il 27 Maggio 2010 alle 22:37 lillo111 ha scritto:
molto bello lo leggerò.
http://bit.ly/bpnoCB
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