
Illustrazione tratta dal romanzo originale - Keith Thompson
Gli ingredienti per fare di Leviathan (400 pagine, Einaudi) un altro Twilight ci sono tutti: la cornice fantastica, due protagonisti coinvolti in un amore proibito (o impossibile), un mondo alternativo rifinito nel dettaglio per risucchiare nella lettura anche il meno allenato dei lettori. Il primo libro della trilogia steampunk firmata da Scott Westerfield, si inserisce nel rodatissimo solco della Young Adult Fiction, che ha già assicurato lettori sempiterni ad autori come J.K.Rowling, Philip Pullman e Stephanie Meyer.
Eppure, lo Young Adult non è un fenomeno recente, affonda le sue radici in quei romanzi che hanno tenuto incollati alla pagina ragazzi, adolescenti e, appunto, giovani adulti già nella prima metà dell’800. È il caso di Oliver Twist, di Robinson Crusoe, de Il Conte di Montecristo, così come Alice nel Paese delle Meraviglie e Huckelberry Finn. Si tratta di quei romanzi che accompagnano il passaggio all’età adulta, quelli che contengono gli interrogativi utili a un ragazzo che comincia a costruirsi una morale indipendente dai dettami culturali e religiosi. Una tradizione letteraria che ha assunto forme diverse nel corso del Novecento, si pensi a Il Giovane Holden di Salinger, a Il Signore degli Anelli di Tolkien o in altri romanzi meno conosciuti, come The Outsiders di S.E. Hinton. Poi sono arrivati gli anni novanta, e questo tipo di narrativa ha fatto un balzo in avanti, superando i confini delle rilegature da prima edizione per trasformarsi in fenomeno culturale. Basti pensare all’isteria di massa per Harry Potter, Twilight, Artemis Fowl, giusto per citare i più famosi.
La differenza con la Young Adult fiction del passato, è che opere come Twilight vengono spesso confezionate come letali arrampica-classifiche. Per fare ciò spesso si ricorre all’espediente della trilogia (se non la quadri, la penta e l’esa-logia), altre volte basta una felice trasposizione cinematografica (e una sapiente procedura di casting degli attori protagonisti), una storia d’amore, un po’ di sesso e il gioco è fatto: un germe letterario si trasforma in un prodotto di massa più contagioso di un’influenza cinese.
Perché oltre a essere un esempio di Young Adult Fiction, Leviathan è anche un’ucronia dal sapore steampunk che ridisegna in modo curioso l’assetto geopolitico della prima guerra mondiale. Le nazioni più potenti sono divise in due schieramenti: Germania e Impero Austro-Ungarico appartengono ai Cigolanti (si servono di enormi macchine di ferro alimentate a kerosene ed equipaggiate con armi da fuoco), la Gran Bretagna invece capeggia la fazione dei Darwinisti (le cui armi sono animali fabbricati ad hoc). Dei Darwinisti fanno parte anche Francia, Russia, Belgio, Algeria e Serbia. Non manca la schiera degli indecisi, in cui indugiano paesi neutrali come l’Italia e la Spagna. In questa particolare cornice si muovono i due protagonisti: il principe ungherese Alek, figlio di quel Francesco Ferdinando ucciso dalla fazione Darwinista dei Serbi, e la giovane Deryn Sharp, una ragazza scozzese che si traveste da uomo per diventare pilota dell’aviazione britannica. I due si incontreranno e fuggiranno da un mondo stravolto dalla guerra a cavallo del Leviathan, un animale metà balena e metà dirigibile, fabbricato dai Darwinisti.
Ancora è presto per dire se ci troviamo di fronte a un nuovo caposaldo della narrativa per giovani adulti. Ma il prossimo ottobre, in America, uscirà il secondo capitolo della trilogia, Behemoth, e se nel frattempo vedremo comparire in sala il trailer di Leviathan, significherà che i fasti di Twilight potrebbero avere i giorni contati.
- Lunedì 7 Giugno 2010

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Commenti
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Il 7 Giugno 2010 alle 21:45 lillo111 ha scritto:
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
non vedo l’ora di leggerlo
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